UN DISCORSO FANTASTICO E CORAGGIOSO:
CONDANNA L’ATTUALE LINEA ED INVITA I "POLITICI"
EUROPEI A
RITROVARE UN PERCORSO DI INTERESSE SOCIALE E NON COMMERCIALE.Il Papa arriva nel cuore del mercato Europeo per lanciare un messaggio al mondo della politica e a tutti i cittadini europei. “Cari eurodeputati, è giunta l’ora di costruire insieme l’Europa che ruota non intorno all’economia, ma intorno alla sacralità della persona umana, dei valori inalienabili e di radice cristiana; l’Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il suo futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente. È giunto il momento di abbandonare l’idea di un’Europa impaurita e piegata su sé stessa per suscitare e promuovere l’Europa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. L’Europa che contempla il cielo e persegue degli ideali; l’Europa che guarda, difende e tutela l’uomo; l’Europa che cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l'umanità!” Un lungo applauso lo accoglie nell'aula.
Papa Francesco ne approfitta per ricordare le radici cristiane, i valori etici, la difesa dei più deboli. Il tempo di grave crisi economica solleva inquietudini che non consente ai giovani di coltivare speranza.
Ai politici – tra cui non si capisce cosa ci faccia Matteo Renzi (imposto da Napolitano, contravvenendo all’iter necessario per l’accettazione, da parte del Parlamento italiano, dell’affidamento della carica al Sig. Matteo Renzi e quindi delegittimato a rappresentare l’Italia ed ogni qual si voglia carica di Stato), rammenta che “è tempo di favorire le politiche di occupazione, ma soprattutto è necessario ridare dignità al lavoro, garantendo anche adeguate condizioni per il suo svolgimento. Ciò implica, necessità di garantire stabilità e certezza delle prospettive lavorative, indispensabili per lo sviluppo umano dei lavoratori; d'altra parte, significa favorire un adeguato contesto sociale, che non punti allo sfruttamento delle persone, ma a garantire, attraverso il lavoro, la possibilità di costruire una famiglia e di educare i figli”.
Molti i rischi che incombono sul futuro del continente. Una delle sfide che il Papa intravede è la possibilità di “mantenere viva la realtà delle democrazie” per evitare che la loro “forza reale – forza politica espressiva dei popoli – sia rimossa davanti alla pressione di interessi multinazionali non universali, che la indeboliscano e la trasformino” in un sistema “di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti”. Dice proprio così: “Imperi sconosciuti”.
“Dare speranza all'Europa, quindi, non significa solo riconoscere la centralità della persona umana, ma implica anche favorirne le doti”. “Si tratta perciò di investire su di essa e sugli ambiti in cui i suoi talenti si formano e portano frutto”. Di primaria importanza, secondo Papa Francesco, resta “la famiglia, la cellula fondamentale ed elemento prezioso di ogni società”. “Senza un sostegno alla famiglia “si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze sociali. D'altra parte, sottolineare l'importanza della famiglia non solo aiuta a dare prospettive e speranza alle nuove generazioni, ma anche ai numerosi anziani, spesso costretti a vivere in condizioni di solitudine e di abbandono perché non c'è più il calore di un focolare domestico in grado di accompagnarli e di sostenerli”.
Nel discorso si possono percepire le condanne di tipo morale all’attuale operato della struttura di controllo del mercato europeo (non definibile il soggetto come governo). Papa Francesco condanna quindi la prevaricazione dell’interesse commerciale sui singoli cittadini, invitando a tenere conto che “ogni essere umano è legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della società stessa”. I legislatori europei vengono spronati ad approfondire una cultura che si basi sui diritti umani per collegare la dimensione individuale a quella “del bene comune. Infatti, se il diritto di ciascuno non è armonicamente ordinato al bene più grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze”.
Spero che le parole di Papa Francesco non rimbombino nel nulla, che vengano esaltate e non rivisitate dagli organi di informazione e diventino invece la strada maestra per la coscenza degli attuali padroni del mercato euro-americano.
