Ieri il Popolo Britannico ha bocciato questa
Europa, non si può biasimare chi si è stufato di questa nomenclatura di
burocrati al servizio del potere della Finanza che non ha a cuore il destino
dei cittadini e non si preoccupa della loro sofferenza. Ora si va incontro ad
un effetto domino naturale, vediamo cosa sta accadendo in Francia, dove i
lavoratori sono sul piede di guerra per la riforma del lavoro che emanato il
governo transalpino, su imposizione della comunità Europea, tipo il job acts fatto in Italia; per non parlare della
situazione della Grecia di cui non si fa più menzione. Era logico che prima o
poi qualcuno si ribellasse alla situazione, oggi o l’Europa diventa l’Europa
dei popoli oppure è destinata a svanire .
Sebastiano Campo
Brexit, Ue: “Rispettiamo il voto, ora uscita sia
veloce”. Padoan: “Rischio effetto domino”. Le Pen: “Se vinceremo, referendum
anche in Francia”
Esulta il fronte antieuropeista dopo il
"leave" del Regno Unito dalla Ue. Convocata "riunione
informale" da parte del presidente del Consiglio europeo Tusk che parla di
"momento drammatico" per discutere degli effetti. Farage: "Ci
siamo ripresi il Paese, ora Cameron deve dimettersi". Obama: "Ue e Uk
partner essenziali per Usa"
di F.
Q. | 24 giugno 2016
“Il popolo britannico con un processo libero e democratico
ha espresso la volontà di lasciare l’Unione europea. Siamo dispiaciuti, ma lo
rispettiamo. Questa è una situazione senza precedenti, ma siamo uniti nella
nostra risposta“. A poche ore dall’esito del referendum sulla Brexit, che ha
determinato l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, il presidente della
Commissione europea, Jean Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo
Donald Tusk, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ed il
presidente di turno, il premier olandese Mark Rutte spiegano di rispettare
l’esito della consultazione, ma sono allo stesso tempo netti: l’uscita
effettiva inizia fin da ora.
Primo passo: “non entrerà in vigore e cessa di esistere”
l’accordo raggiunto dal premier David Cameron con la Ue nel vertice del 19
febbraio scorso con le concessioni per lo ‘statuto speciale’. “Ogni ritardo”
nel negoziato con la Gran Bretagna “prolungherebbe l’incertezza senza
necessità” quindi, proseguono, “ci aspettiamo che il governo del Regno Unito
dia effetto alla decisione del popolo britannico al più presto possibile, per
quanto doloroso il processo potrà essere il processo”. Tusk ha quindi proposto
un “incontro informale dei 27 a margine del Consiglio Europeo (del 28-29
giugno, ndr)” per parlare di “tutte le procedure per l’uscita del Regno Unito
dall’Ue sono chiarite dai trattati. E – ha aggiunto – ho anche proposto ai
leader di iniziarSe l’Europa esprime preoccupazione, i pro-Brexit non vedono né
il profondo rosso delle borse né ostacoli nel percorso di uscita da Bruxelles.
“Ci siamo ripresi il Paese, questa è una vittoria della gente vera, della gente
normale, della gente dignitosa” ha detto Nigel Farage, leader del Partito
indipendentista Ukip. La sua prossima mossa è già sul tavolo: “Dimissioni
immediate di David Cameron“. Che, di fatto, arrivano in mattinata. Il ministro
dell’Economia Pier Carlo Padoan avverte di un possibile “effetto domino” e
della necessità di una nuova leadership in Europa, e tra i 27 Paesi dell’Unione
c’è chi vuole replicare la consultazione britannica. In particolare Francia e
Olanda, che propongono rispettivamente Frexit e Nexit (da Netherlands).
Dall’altra parte dell’Atlantico, la Fed annuncia eventuali conseguenze per
l’economia americana e si dichiara “pronta a fornire liquidità e a fronteggiare
possibili effetti avversi”. Parla anche il presidente Usa Obama, che nel
comunicato diffuso dalla Casa Bianca sottolinea che “il Regno Unito e l’Unione
Europea resteranno partner indispensabili degli Stati Uniti anche mentre
inizieranno a negoziare il loro rapporto per garantire continuità alla
stabilità, sicurezza e prosperità per l’Europa, per la Gran Bretagna, il Nord
Irlanda e il mondo”.
Il fronte pro-Brexit da Marine Le Pen a Matteo Salvini –
Capofila degli entusiasti del risultato la leader del Front national francese,
Marine Le Pen, secondo cui si apre ora uno scenario inedito. “Vittoria della
libertà!”, twitta. “E’ una giornata storica, adesso la realtà si è imposta:
uscire dall’Unione europea è possibile”. E annuncia che, in caso di vittoria
alle presidenziali del 2017, entro sei mesi chiederà di indire un referendum
per la Frexit, ovvero l’uscita della Francia dall’Unione europea. “Lo chiedo
dal 2013 – ha annunciato nel suo quartier generale a Nanterre – è una
consultazione per recuperare le quattro sovranità principali della Francia,
territoriale, legislativa, monetaria, economica”. La Le Pen ricorda che sono
previsti “6 mesi di negoziati con la Ue” prima di tenere il referendum, poi i
francesi “potranno scegliere questa strada che restituirà loro la libertà”.
Esulta anche sua nipote, nuova star del partito, Marion Le
Pen: “Vittoria. Dalla Brexit alla Frexit: è ormai ora di importare la
democrazia nel nostro paese. I francesi devono avere il diritto di scegliere!”.
Esulta per “il coraggio dei liberi cittadini” il leader della Lega Nord Matteo
Salvini, che su Twitter scrive: “Cuore, testa e orgoglio battono bugie, minacce
e ricatti. Grazie Uk, ora tocca a noi. #Brexit”. Sulla stessa scia di Salvini è
Geert Wilders, leader degli euroscettici olandesi, che prefigura una Nexit dopo
la Brexit: “Hurrah per i britannici. Ora è il nostro turno. E’ tempo per un
referendum olandese”. “Tempo maturo per una nuova Europa” anche per la leader
del partito nazional-populista ed anti-Ue tedesco Alternative fuer Deutschland
(Afd), Frauke Petry, secondo cui “l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue è un
segnale al Politburo di Bruxelles e ai suoi burocratici sostenitori. Se
l’Europa non abbandona finalmente l’errato esperimento para-socialista di
approfondimento dell’integrazione politica – prosegue Petry – altri popoli
europei riconquisteranno la propria sovranità sull’esempio inglese”. Felice
dell’esito referendario anche il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald
Trump. “E’ una grande notizia” che i britannici si siano “ripresi il loro
paese”, ha detto dalla località scozzese di Ayrshire, dove è andato per
inaugurare il suo esclusivo resort e golf club ‘Trump Turnberry’.
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La preoccupazione di Bruxelles. Tusk: “Non cediamo a
reazioni isteriche” - Se il fronte pro Brexit esulta, dalle istituzioni europee
emergono solo preoccupazione e delusione per il risultato del referendum.
Germania e Francia già sabato 25 giugno presentano a Berlino, nell’incontro tra
i sei ministri degli Esteri dei Paesi fondatori della Ue dopo il sì alla
Brexit, un documento comune, già pronto, sul futuro della Ue. “L’Europa ha
bisogno di un orientamento, e Germania e Francia in questo momento hanno una
speciale responsabilità”, rileva il capo della diplomazia tedesca. Da Bruxelles
il presidente del parlamento europeo, il socialista Martin Schulz si dice
“deluso e triste” per la “brutta notizia” dell’esito del referendum e guarda al
“subbuglio dei mercati sulla valuta britannica”, aggiungendo che “i messaggi di
insoddisfazione” che provengono dalla Gran Bretagna “si verificano anche in
altri Paesi”. “Ora prevedo che il governo britannico prenda sul serio la
volontà degli elettori e che si comincia a negoziare l’uscita in base all’art.
50 del Trattato“, ha sottolineato Schulz, che ha concluso: “Per 40 anni la
relazione tra la Gran Bretagna e l’Ue è stata ambigua, ora è chiara. La volontà
degli elettori deve essere rispettata. Ora c’è bisogno di un negoziato chiaro e
veloce per l’uscita. Dobbiamo rispettare la volontà sovrana del Regno Unito. E’
un Paese che ha sempre oscillato e adesso hanno deciso per l’uscita. Escono dal
mercato unico più grande del mondo. Basta pensare alla quotazione della
sterlina, che ha raggiunto i minimi storici. Si prevedono periodi difficili“.
Parla invece di “momento drammatico” il presidente del
Consiglio Ue Donald Tusk, che ha sottolineato che l’Unione europea “è
determinata a mantenere l’unità a 27″, invitando a non cedere a “reazioni
isteriche“. Perché l’Ue “è preparata anche per questo scenario negativo” e
“tutte le procedure per il ritiro del Regno Unito dalla Ue sono chiare e
scritte nei Trattati“. E’ netto, però, sull’impossibilità di una rinegoziazione
dopo la vittoria del ‘Leave’ il leader del Ppe all’Europarlamento, il tedesco
Manfred Weber. “Rispettiamo e deploriamo la decisione degli elettori
britannici” che “provoca un danno maggiore a entrambe le parti, ma in prima
battuta alla Gran Bretagna“, per questo “non ci può essere nessun trattamento
speciale per il Regno Unito” e quindi “i negoziati di uscita devono concludersi
entro due anni“. E sollecita un “momento di riflessione” per l’Europa che
“vogliamo migliore e più intelligente”. Intanto in giornata sono previsti
incontri e vertici fra i vari organi istituzionali per mettere a punto la prima
risposta ufficiale da dare alla Brexit e a Lussemburgo, per il primo
pomeriggio, è poi prevista la riunione del Consiglio affari generali.
Germania: “Brutto giorno per l’Europa” - Dello stesso tono,
tra la preoccupazione e lo stupore, le reazioni che arrivano dai 27 Paesi Ue.
“Maledizione, un brutto giorno per l’Europa“, ha detto il vice cancelliere
tedesco Sigmar Gabriel, mentre il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter
Steinmeier ha definito “le notizie dalla Gran Bretagna davvero deludenti”. In
Germania Angela Merkel ha invitato i partiti e i capigruppo parlamentari del
Bundestag a un confronto sulla vittoria della Brexit nel referendum britannico.
E dal Belgio il premier belga Charles Michel invita gli omologhi Ue a convocare
al più presto un ‘conclave’ senza il Regno Unito. Il presidente francese
Francois Hollande parla di “scelta dolorosa che deploro profondamente per la
Gran Bretagna e per l’Unione europea”. Ma, aggiunge, “è la loro scelta,
dobbiamo rispettarla, e trarne tutte le conseguenze. La Gran Bretagna non farà
più parte dell’Ue”. Stessa posizione espressa anche da Matteo Renzi. “Il popolo
britannico ha scelto, noi rispettiamo la decisione. Ora si volta pagina”. ma
pur riconoscendo che “l’Europa è la nostra casa, la casa nostra e dei nostri
figli e nipoti”, è “convinto” che “la casa vada ristrutturata, forse
rinfrescata ma è la casa del nostro domani”. Intanto la direzione del Pd,
prevista per questo pomeriggio, è stata rinviata probabilmente a venerdì della
prossima settimana. La decisione, si apprende da fonti del partito, è collegata
all’esito del referendum sulla Brexit.
Putin: “Conseguenze per il mondo e per la Russia”. Turchia:
“Brexit negativa” – Da Mosca, Vladimir Putin dichiara che “il risultato del
referendum in Gran Bretagna avrà senz’altro conseguenze per il mondo e per la
Russia“, ma contesta Cameron, secondo cui la Brexit avrebbe fatto “felice” il
presidente russo. Si tratta di un “tentativo scorretto di influenzare
l’opinione pubblica” e “manifestazione di un basso livello di cultura
politica”, ha detto il capo del Cremlino, assicurando che “la Russia non ha mai
interferito, non sta interferendo e non interferirà nella scelta della Gran
Bretagna“. Ankara invece punta il dito contro l’Unione europea, che non è
riuscita a risolvere problemi interni che hanno creato insoddisfazione tra i
cittadini. A parlare è il ministro turco degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, che ha
ribadito che la Turchia “ha interesse nell’adesione all’Ue” ed è pronta a
“soddisfare i criteri tecnici” necessari, ma senza “doppi standard” e senza
ostacoli politici. Dal canto suo, il ministro turco per Affari Ue, Omer Celik,
ha invece affermato che la Brexit è “negativa per l’Europa“. “L’isolazionismo –
ha detto – può distruggere i valori europei. La Turchia ha lavorato con l‘Ue
per affrontare la crisi dei rifugiati, una delle sfide più grandi con cui si
confronta oggi l’Europa. Quello di cui l’Europa ha bisogno è un nuovo inizio,
che includa e aggiorni i meccanismi esistenti. Rispettiamo la decisione del
popolo britannico, ma è una decisione negativa per l’Europa”.e riflessioni più
ampie sul futuro dell’Ue“.