DIFENDI LE TUE IDEE

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giovedì 24 novembre 2016

Legge Bilancio, passa norma pro De Luca

Questo è il primo e salatissimo prezzo che il Paese paga per il Sì al referendum del 4 Dicembre . Il Governo pur di raccattare qualche voto in più ha dato la possibilità ai Presidenti di Regione di fare i commissari in ambito della Sanità, che aloro volta hanno nominato chi eventualmente ha creato il disastro economico; una scelta capestro, degna di una mentalità Renziana dedita al compromesso, in barba alle volontà dei cittadini e al buonsenso della spesa pubblica.

Sebastiano Campo


Legge Bilancio, passa norma pro De Luca: farà commissario sanità in Campania. Opposizioni: “Renzi si piega al ras”


Approvato l'emendamento in commissione. L'ultima modifica del Pd: "Sarà sottoposto a verifiche ogni 6 mesi". Furia di Lega, M5s e Sinistra: "Renzi si piega al ras per i voti al referendum"

di F. Q. | 23 novembre 2016


La commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento del relatore della legge finanziaria (Mauro Guerra, Pd) che prevede la possibilità per i presidenti di Regione di ricoprire l’incarico di commissari della sanità quando si verifica un percorso di rientro dai conti in rosso. Una norma che è stata ribattezzata “pro De Luca” perché in questa situazione in questo momento c’è soprattutto il governatore della Campania Vincenzo De Luca. In pratica, con questo meccanismo, sarà il controllato che nominerà il controllore. Il testo, prima del via libera, era stato riformulato: il lavoro dei commissari sarà sottoposto a verifiche del governo ogni 6 mesi. La norma è passata con 18 voti a favore, 12 contrari e un astenuto (Bruno Tabacci). Le opposizioni – in particolare Lega, M5s e Sinistra Italiana – hanno protestato a lungo prima dell’approvazione dell’emendamento. Particolare non secondario: in commissione al momento del voto non c’era nessuno di Forza Italia. Sull’esito del voto, per il momento, resta un dubbio sollevato da due deputati dei Cinquestelle, Laura Castelli e Giorgio Sorial: i numeri della votazione, secondo loro, sono sbagliati perché i parlamentari in commissione Bilancio sono 46, il presidente non vota, “noi contrari tra Lega, M5s, Sel e alcuni del misto eravamo in 14” ma alla fine i voti conteggiati sono stati solo 31.
In ogni caso proprio mentre De Luca è diventato improvvisamente il tema principale della campagna elettorale per via delle sue uscite su Rosy Bindi e delle sue parole rivolte ai sindaci campani invitati al voto clientelare, la Camera dà il via libera all’emendamento che rimette in mano al governatore tutto il settore della sanità, questione delicatissima in quella Regione. L’unico vincolo per il presidente di Regione sarà dunque quello di essere sottoposto ogni sei mesi alle verifiche dei ministeri dell’Economia e della Salute per capire se il suo operato sia conforme ai piani di rientro e ai livelli di assistenza sanitaria.
Le opposizioni hanno tentato a lungo di evitare il voto sul testo chiedendo almeno la votazione per appello nominale “in modo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità”, ma la richiesta è stata respinta dal presidente Francesco Boccia perché questa procedura è possibile non in sede referente, ma solo in sede legislativa (cioè quando la commissione approva direttamente la legge, senza che questa debba passare dall’Aula). La Lega Nord, per voce di Barbara Saltamartini, ha minacciato di occupare la sala del Mappamondo, dove si svolgono i lavori della commissione. Il Movimento 5 Stelle ogni tanto ha diffuso ad alto volume parti del discorso del governatore ai 300 sindaci campani pubblicato dal Fatto Quotidiano, con tanto di audio. Ha usato l’ironia, invece, in un suo intervento Giulio Marcon (Sinistra Italiana): “Diteci voi cosa serve per farvi ritirare questo emendamento. una frittura? Uno yacht? Ditecelo voi, provvediamo”.
Ma oltre alle minoranze ha avuto dubbi anche un pezzo di maggioranza, nella sola persona di Bruno Tabacci, deputato di Centro Democratico, che ha parlato di errore politico a pochi giorni dal voto referendario: “Era stato lo stesso Renzi, opportunamente, a volere che i presidenti di Regione non potessero più essere commissari sanitari. Mi spiace di non poter votare questo emendamento, personalmente mi astengo“.
La riformulazione, secondo le opposizioni, “peggiora l’emendamento Tartaglione”, come dice Rocco Palese, fittiano dei Conservatori e Riformisti, perché “si torna alla norma Tremonti, con la nomina automatica del governatore a commissario ad acta”. Secondo Palese “la nomina di commissario tecnico scatta solo dopo” un eventuale esito negativo delle verifiche dei tavoli tecnici. “Questa decisione è grave perché le norme di rafforzamento per le Regioni in piano di rientro varate dallo stesso governo Renzi” con la legge di Stabilità per il 2015 “vengono abrogate”.
Ma la questione è più politica e su questo piano le minoranze attaccano il governo Renzi. “Per il referendum Renzi paga il pegno clientelare ad un Presidente screditato” dichiara il capogruppo di Si, Arturo Scotto. “Voi state dicendo – aggiunge Guido Guidesi(Lega Nord) – che se De Luca fa una cosa che non si deve fare, voi gli date i mezzi per farlo. Questo è un sostegno all’illegalità. Lo legittimate”. Per i Cinquestelle Silvia Giordano si è rivolta direttamente verso il governo, legando questo provvedimento ai voti che servono per recuperare terreno: “Almeno ditelo in modo chiaro e schietto che i voti di De Luca in vista del 4 dicembre vi servono come il pane. Meglio gettare la maschera”. La Giordanoha definito De Luca un “ras incontrastato” e Renzi “il burattinaio di un’operazione che vede protagonisti soldati semplici per portare avanti questa porcata”.

venerdì 18 novembre 2016

PROPOSTA DAL PD UNA TASSA ....SUI GENITALI DEL CANE

Ci mancava anche la tassa sui cani non sterilizzati....forse il piddiota che l’ha proposta non si rende conto che i proprietari dei cani sono quelli che evitano il randagismo, che è una piaga che riguarda la gestione degli abbandoni da parte di chi non dichiara di avere un animale e non ha rispetto della vita di un essere. Questi soggetti si fanno un baffo di una simile proposta di legge.....a me sembra un modo come un’altro per estorcere denaro ai cittadini....una vergogna!!!! Anche un bel Vaffa....di contorno.

Sebastiano Campo

Legge di Bilancio, emendamento Pd: “Tassa comunale per i proprietari di cani non sterilizzati”


La proposta del deputato Michele Anzaldi ha superato l'esame di ammissibilità. Secondo il parlamentare dovrebbe ridurre il randagismo, che "costa alle casse pubbliche circa 5,25 miliardi all’anno".
di F. Q. | 16 novembre 2016


“I proprietari o detentori di cani non sterilizzati sono tenuti al pagamento di una tassa comunale annuale, istituita da ciascuna amministrazione locale con propria delibera”. A prevederlo è un emendamento proposto dal deputato Pd Michele Anzaldi alla legge di Bilancio che ha superato l’esame di ammissibilità. La proposta di modifica stabilisce che si siano “esenzioni, riduzioni e detrazioni in favore di determinate categorie di soggetti”. Immediata la reazione di Forza Italia, che si oppone al balzello e ha lanciato su Twitter un sondaggio che chiede agli utenti se siano d’accordo con l’idea di Anzaldi.
Secondo il deputato Pd la nuova imposta dovrebbe contrastare il randagismo, che è “un problema sentito dal punto di vista etico ed è anche una questione di carattere economico. Secondo una proiezione dai dati ufficiali esistenti, la gestione dei 750mila cani randagi in Italia costa alle casse pubbliche circa 5,25 miliardi all’anno“. L’emendamento rappresenta dunque, stando al deputato Pd, “una proposta concreta per promuovere la cultura della sterilizzazione ed evitare che centinaia di migliaia di cani debbano finire nelle ‘prigioni’ dei canili“. Anche perché “un cane in canile costa al Comune da 3 a 8 euro al giorno, cioè 1000-3mila euro all’anno, ma evidentemente questa è la retta che i comuni pagano esclusi altri costi come personale, gestione ecc. che devono per forza afferire ad altri capitoli di spesa. Non vengono considerati, inoltre, i bandi straordinari, come le spese del SSN per anagrafe, sterilizzazioni, profilassi, farmaci, visite, test e cure di malattie, antiparassitari”.
Ovviamente “se si procede con la sterilizzazione, certificata dai medici veterinari abilitati ad accedere all’anagrafe regionale degli animali di compagnia – aggiunge – non si sarà tenuti a pagare il contributo”. L’emendamento dispone poi che siano “esentati dall’imposta: i cani di proprietà di allevatori professionali, i cani esclusivamente adibiti alla guida dei ciechie alla custodia degli edifici rurali e del gregge, i cani adibiti ai servizi dell’Esercito ed a quelli di pubblica sicurezza; i cani appartenenti a categorie sociali eventualmente individuate dai comuni”.

mercoledì 16 novembre 2016

REQUISITO ALBERGO di FICAROLO (ROVIGO) PER OSPITARE IMMIGRATI

Quando un Paese si riduce a requisire un Albergo di proprietà privata credo che abbia dimostrato di non essere all’altezza di gestire un flusso migratorio epocale come questo. Imporre con la forza è dimostrazione di incapacità e si rischia di innescare una miccia molto pericolosa, che può portare a dei disordini civili molto gravi. Credo sia venuto il momento che questo Governo sbaracchi e vada via, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini.

Sebastiano Campo

Migranti, arrivati in 15 nell’hotel di Ficarolo (Rovigo). L’albergatore si barrica: “Niente chiavi, pagherete i danni”


di Walter Molino | 16 novembre 2016

Aveva promesso di incatenarsi pur di impedire che nel suo albergo, a Ficarolo (Rovigo), arrivassero i migranti. Ma ieri mattina il proprietario dell’Hotel Lory, Luigi Fogli, nulla ha potuto: 15 richiedenti asilo – che non avrebbero potuto essere alloggiati presso l’ex zuccherificio di Cavanella Po, che già ne ospita 120 – sono stati accompagnati dalle forze dell’ordine all’interno della struttura che è stata requisita dalla Prefettura lo scorso primo novembre per collocarvi tramite una cooperativa i migranti. Così come mostra il filmato di Servizio Pubblico. Al momento dell’arrivo, il proprietario dell’hotel – che ha cercato di barricarsi nella struttura, insieme alla figlia Barbara – ha anche accusato un leggero malore dal quale si è subito ripreso. “Non vi consegno le chiavi, vi farò pagare tutti i danni”, ha urlato Fogli alle autorità. E per alcune ore l’uomo è riuscito a impedire che i migranti potessero entrare nelle stanze. La requisizione dell’albergo da parte del prefetto di Rovigo nasce da una manifestazione d’interesse dello stesso proprietario che un mese fa aveva chiesto informazioni alla prefettura sul sistema di accoglienza degli immigrati, dal momento che la sua società è in crisi. Fogli, a pochi metri dall’albergo gestisce, infatti, anche un ristorante e un night club con annesso privè. Ma quando l’uomo ha scoperto che per ogni migrante avrebbe ricevuto solo 7 euro al giorno ha ritenuto l’affare non più conveniente. Il prefetto Enrico Caterino è, invece, andato avanti disponendo comunque il sequestro dell’intera struttura per ospitare 50 profughi e scatenando le proteste di Fogli. Dopo due settimane di trattative, a cui ha partecipato anche il sindaco di Ficarolo Fabiano Pigaiani, sembrava si fosse giunti a un accordo: 10 profughi ospitati in albergo per un mese, nell’attesa di trovare una struttura o delle abitazioni sfitte in paese. “Il prefetto avrebbe però voluto farmi firmare un impegno a non ricorrere al Tar contro il suo provvedimento. Ma io ho detto di no”, ha spiegato Fogli. Così ieri mattina il blitz delle forze dell’ordine ha messo fine a ogni possibile mediazione. E dopo due settimane di presidio della Lega Nord, Forza Nuova e Casapound, Luigi Fogli è rimasto solo. “E’ una giornata triste per il Veneto e per tutti gli imprenditori del comparto alberghiero che vedono calpestati i propri diritti da uno Stato allo sbando sull’emergenza migranti. Ora nessuno è al sicuro”. Così il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale veneto Nicola Finco ha commentato i fatti di Ficarolo dove nelle scorse settimane sono apparsi disegni, svastiche e frasi oscene sui muri di edifici pubblici contro i migranti.

di Walter Molino | 16 novembre 2016  IL FATTO QUOTIDIANO 

mercoledì 9 novembre 2016

NARDELLA APOSTROFA IL NUOVO PRESIDENTE USA COME INCIVILE


Il Sindaco di Firenze dimostra ancora una volta, se mai ci fosse stato bisogno, di non essere un Politico avveduto e all’altezza del compito che svolge; il sindaco del capoluogo della Regione Toscana che si permette di apostrofare in maniera indegna il nuovo Presidente degli USA, che piaccia o meno, non può rappresentare una comunità come quella fiorentina ……prima di giudicare gli altri dimostri di saper amministrare la propria città….  Sicuramente più avveduto il Presidente del Consiglio regionale Giani, che da a Trump un “Benvenuto Istituzionale”, a Firenze vengono molti turisti Americani e tanti hanno votato Trump, forse questo sfugge al buon Nardella…….


Sebastiano Campo



Elezioni Usa, le reazioni in Toscana: Nardella:"Rabbia più forte dell'inciviltà di Trump"
Duro il commento del sindaco. Il presidente Rossi: "I moderati non bastano". E Giani, presidente del consiglio regionale dà a Trump un "benvenuto istituzionale" nel nuovo ruolo
Ultimo aggiornamento: LA NAZIONE  9 novembre 2016

Elezioni americane: anche a Firenze grande attesa per il risultato

Firenze, 9 novembre 2016 - Dopo la lunga notte di attesa per le elezioni Usa anche per i cittadini americani che vivono a Firenze e in Toscana (c'è stata una Election Night in due locali fiorentini), è certa la vittoria di Donald Trump su Hillary Clinton  nella corsa alla Casa Bianca.
Ancor prima dell'ufficialità sono arrivati i commenti dei politici fiorentini e toscani affidati ai social network.  "La rabbia degli americani è stata più forte dell'inciviltà di #Trump. Non possiamo stupirci più di tanto", scrive in un tweet il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Da parte sua, anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commenta su Facebook, citando Bernie Sanders, il candidato sconfitto alle primarie democratice: "È Trump. All'America che soffre non basta la Clinton moderata e di sistema. Anche in Italia non basta un PD che punta al centro né ritorni all'Ulivo, ancor meno polemiche interne. Noi diciamo socialismo: piena occupazione, regolazione del mercato, redistribuzione della ricchezza, servizi pubblici di qualità e per tutti. Anche Sanders lo ha detto".

Da parte sua, invece, il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Gianiha dato, in apertura di seduta dell'assemblea toscana, il "benvenuto nel nuovo ruolo al presidente Donald Trump, lo dico semplicemente perché è istituzionalmente il nuovo presidente degli Stati Uniti". 

SKY TG24