DIFENDI LE TUE IDEE

DIFENDI LE TUE IDEE

Programma Politico

PROGRAMMA POLITICO

Il Movimento dei Cittadini Italiani nasce a sostegno e tutela dei cittadini, ed oggi come ieri vuole proseguire il suo operato con questo fondamento, mettendo al centro della vita sociale la tutela del cittadino e della comunità ma proiettando l’impegno allo sviluppo e combattendone il degrado.
Oggi per ottenere questo dobbiamo ricreare le basi di una società equa, moralmente ed istituzionalmente irreprensibile, guidata col concetto del buon padre di famiglia, bisogna combattere l’illegalità ormai giunta alla guida del paese, combattere perchè i cittadini abbiano sia doveri ma sopratutto diritti.
Il Movimento dei Cittadini Italiani si fonda su principi sociali, Democratici e Riformisti, in cui il concetto di riformismo non significa cancellare tutto quanto è stato fatto in passato, ma tenere il buono del passato e riportarlo alle esigenze attuali, affiancando a questo un percorso di sviluppo sociale ulteriore, volto all’ottenimento del rifiorire del paese in tutte le sue sfaccettature.
Il concetto di democrazia, garantita da regole eque per tutti gli iscritti e dall’obbligo del rispetto dei principi fondatori, sarà anche la base del funzionamento interno del Movimento MdCI che non transige sui propri principi e non è disposto a venderli, ma permette e garantisce a tutti gli iscritti capaci di proporre programmi ed idee utili e costruttive di avere voce in capitolo e la possibilità di poter rappresentare il Movimento MdCI e ricoprire cariche interne sottoponendo ogni decisione su incarichi e programmi a trasparenti processi di democrazia interna, attraverso congressi, primarie e referendum anche “online”. Democrazia e autorità, merito e partecipazione, possono e debbono convivere: nessun progetto di riforme istituzionali è credibile se non viene prima praticato all’interno dei movimenti politici che se ne fanno portatori. Un movimento organizzato che sia presente in ogni contesto territoriale e sociale e che sappia orientare ed educare il proprio elettorato e la propria base, a cominciare dai giovani. Devono emergere persone che testimonino nella loro vita quotidiana il rapporto con la gente e l’appartenenza alla comunità. La classe dirigente deve essere esempio di moralità e rettitudine. La trasparenza delle forme di finanziamento dell’attività politica e della vita personale deve prevenire qualsiasi rischio di illegalità e di spreco di risorse pubbliche. A garanzia ulteriore riteniamo sia utile l’applicazione del rifiuto dei “doppi incarichi” e della continuazione automatica dei mandati elettivi. I programmi devono perseguire i valori della cultura comunitaria, che dia una lettura profonda e moderna di valori fondanti come quelli della famiglia, della patria, del radicamento nel territorio e della partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese.  Solo una cultura comunitaria consente l’applicazione corretta del principio di sussidiarietà. Bisogna riportare il cittadino al centro dello Stato, mentre quest’ultimo deve ridimensionre il proprio intervento nella vita economica e sociale; servirà logicamente trovare un bilanciamento tra la cultura sociale e liberista, per ottenere una intersezione di intenti per il perfetto sviluppo sociale comunitario ed economico. A sua volta la cultura comunitaria deve rispettare rigorosamente i valori non negoziabili della persona umana. Il valore della vita, dal concepimento alla morte naturale, dalla lotta alla denatalità alla difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la promozione della dignità umana e la libertà. Bisogna tutelare, garantire e sviluppare le nostre risorse umane ed intellettive con percorsi formativi che, nel rispetto della capacità ed inclinazione di ognuno, permettono alle nuove generazioni di evitare l’emigrazione in altri paesi per trovare certezza di futuro e lavoro, dobbiamo quindi offrire radicamento nell’identità nazionale, strumenti culturali e sociali per competere ed affermarsi come persone. Bisogna restituire sicurezza ai cittadini, ritrovando il senso dello Stato, il valore della legge e dell’ordine ed il rispetto della legalità. Abbiamo bisogno di una Giustizia dove le garanzie per l’imputato trovino un equilibrio con la certezza della pena, la celerità e l’efficienza della macchina giudiziaria. Uno Stato efficiente, autorevole, non invadente, è il naturale punto di riferimento per i diritti del cittadino, per la crescita della società civile. Il principale impegno progettuale deve essere quello di una autentica ed efficace risposta alla crisi economica e sociale: è necessaria una critica profonda e realistica – che nessuno oggi ha il coraggio o la capacità di fare – ai processi di globalizzazione in atto. Questa critica deve portare a tre conseguenze politiche e programmatiche. La prima è una forte ripresa della sovranità politica ed economica dello Stato-Nazione rispetto ai condizionamenti sovranazionali e nei confronti dei centri di potere visibili o occulti che stanno distruggendo la comunità nazionale. Senza sovranità non esiste democrazia e assunzione di responsabilità della classe dirigente nei confronti del popolo. Non è più ammissibile sacrificare l’interesse nazionale alle aperture indiscriminate del commercio internazionale e ai vincoli dell’integrazione esclusivamente economica europea. Non si può lasciare ancora mano libera allo strapotere delle burocrazie, delle lobby economiche e alle dispendiose autonomie delle diverse istituzioni centrali e periferiche. La seconda conseguenza programmatica è una politica economica che sappia coniugare produttività e valorizzazione del territorio in un modello di sviluppo duale fondato sulla nostra identità nazionale. E’ necessario creare un’effettiva armonia tra due tendenze che oggi si muovono in modo conflittuale a causa della totale mancanza di controllo e per interessi personalistici: da un lato la produzione manifatturiera di qualità del prodotto italiano in campo industriale e agroalimentare; dall’altro lato la valorizzazione turistica, ambientale e culturale della nostra terra. Queste due vocazioni sono entrate in conflitto, non solo nei casi limite dell’Ilva di Taranto e della Tav in Val di Susa, ma in tutte le scelte di sviluppo del territorio, generando paralisi industriale e problemi occupazionali, devastazioni del paesaggio, pericoli per la salute e l’ambiente. Eppure proprio la storia millenaria della creatività italiana ha dimostrato che una conciliazione di alto profilo, un’armonia tra produzione e bellezza, non solo è possibile ma è uno dei caratteri preminenti della nostra identità nazionale. La terza conseguenza programmatica è un’effettiva promozione del tessuto delle piccole e medie imprese – vera spina dorsale del sistema produttivo italiano – riducendo l’oppressione delle tasse, l’invadenza della burocrazia, la stretta del sistema creditizio, la concorrenza sleale creata dalla globalizzazione dalle delocalizzazioni e dal degrado sociale ed ambientale. Un’altra bandiera da raccogliere è quella di una rinnovata istanza di equità, giustizia e inclusione sociale. L’impoverimento crescente della maggioranza del popolo italiano, la scomparsa del ceto medio, la crisi finanziaria e operativa del sistema benessere (Welfare), generano una forte reazione etica e solidarista, che è tutt’altro che nemica dello sviluppo economico. La concentrazione della ricchezza in ceti economici sempre più ristretti non genera affatto sviluppo e benessere diffuso, ma sta paralizzando l’economia reale a tutto vantaggio della ricchezza finanziaria e speculativa. L’economia sociale di mercato, la produzione e la circolazione della ricchezza, una vera politica dei redditi, la riduzione delle tasse basata sul quoziente familiare, la rinegoziazione del cambio Euro/Lira al rapporto 1:1 (1000 Lire = 1Euro) ed il ritorno ai costi della vita alle quote del 2001, sono strumenti di sviluppo che devono essere fatti propri.
E’ necessario affrontare in modo serio e rigoroso i problemi legati al rapporto tra cittadinanza e identità. L’immigrazione incontrollata genera problemi oggettivi al popolo italiano ed alla economia del paese, problemi che devono essere affrontati con politiche fondate sul valore dell’identità nazionale, sulla garanzia dei diritti di cittadinanza e con il controllo profondo dei soggetti che richiedono ospitalità, con la richiesta di intervento dell’ONU per risolvere il problema degli sbarchi dei clandestini. Può diventare cittadino della Repubblica italiana chi dimostra di rispettare non solo le leggi del nostro Stato ma anche il valore della nostra Patria, secondo un principio di reciprocità dei diritti e dei doveri che deve essere garantito con fermezza e determinazione. La Nazione italiana deve ritrovare autorevolezza e autonomia in una Europa dei popoli, liberata da ogni forma di dittatura tecnocratica e dotarsi di un proprio progetto di sviluppo e di affermazione nel contesto della globalizzazione. L’Italia ha bisogno di una forza politica che riesca a rappresentare queste istanze. Per questo vogliamo contribuire a creare un’aggregazione politica che sia in grado di superare ogni forma di settarismo per offrire una casa comune a tutti coloro che si sentono radicati nei valori identitari e comunitari e che vogliono lottare per salvare l’Italia da un destino di declino.

Salute e diritti.
Difesa del matrimonio tra uomo e donna. Potenziamento assistenza domiciliare per persone non autosufficienti. Riorganizzazione del sistema sanitario tramite il rafforzamento del sistema sanitario pubblico. Valorizzazione del volontariato. Lotta al femminicidio.

Cultura e istruzione.
Pari opportunità di accesso al sapere.  Rafforzamento test Invalsi e Indire. Servizio di orientamento scolastico e professionale. Incentivi ai dirigenti scolastici sulla base del merito. Riduzione tasso abbandono scolastico. Investimenti nell'edilizia scolastica. Collegamento scuole e imprese. Ritiro di qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione. Blocco dei finanziamenti ad università private che non effettuano ricerche. Valorizzazione del patrimonio culturale, storico e artistico. Riforma dell’informazione e del sistema radiotelevisivo. Fuori i partiti dalla Rai e ripristino dei concorsi per entrarvi. Libero accesso a Internet e la banda larga diffusa in tutto il Paese.

Lavoro e Benessere.
 Abrogazione della riforma Fornero. Lotta al precariato. Soluzione del problema degli esodati. Tetto alle pensioni d’oro di Manager e Funzionari Pubblici. Difesa della salute sui luoghi di lavoro. Reddito minimo per i disoccupati. Difesa diritto alla casa.
Riforma dell’INPS per garantire le pensioni ai cittadini. Età pensionabile a 56 anni per le donne e 60 per gli uomini. Contribuzione di 35 anni.
Rilancio dell’edilizia e della manutenzione stradale, con verifica dei costi sopportati dagli enti pubblici ed invece dovuti dalle assicurazioni.
Annullamento della cessione dei mari in quanto firmata da non aventi diritto e restituzione del lavoro di pesca ai pescatori italiani in detti mari.
Inserimento della responsabilità personale ed individuabilità di errori in tutti i settori e rapporti pubblici di qualsiasi genere, per gli operatori.


Costi della politica.
 Cancellazione della diaria dei parlamentari. Introduzione per legge del limite di tre mandati per parlamentari.
• Abolizione delle Regioni e riattivazione delle Province
• Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
• Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
• Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
• Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
• Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
• Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare

• Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
• Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.

Giustizia, sicurezza e legalità.
 Incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Contrasto totale alla criminalità organizzata e alla corruzione. Ripristino del falso in bilancio. Inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale. Riforma del codice di procedura e della carriera dei magistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamento basato sui risultati. No agli avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità. Misure per difendere l'indipendenza della magistratura sia inquirente che giudicante. Riorganizzazione dei tribunali. Certezza della pena.
Riorganizzazione delle forze armate ed investimenti per il sostegno della loro attività.
Cessazione di mandato ad Equitalia e affidata spostata direttamente ad uffici di Stato.

Ambiente ed energia.
Stop al consumo di suolo in maniera scriteriata. Tutela del paesaggio, biodiversità e diritti degli animali. Messa in sicurezza del territorio. No alla privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Valorizzazione agricoltura non ogm. Piano per la mobilità sostenibile.

Economia.
 Abolizione dell'Imu sulla prima casa. Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato e taglio agli sprechi. Abolizione delle scatole cinesi in Borsa, delle cariche multiple nei Cda, delle stock optino e dei monopoli. Per le aziende quotate in Borsa o con partecipazione statale, introduzione tetto per gli stipendi dei manager e divieto di nomina dei condannati.
Apposite leggi per il recupero del denaro pubblico percepito da politicanti non eletti o occupanti incostituzionalmente posti nelle istituzioni o nelle partecipate; per il recupero del denaro pubblico utilizzato illegalmente.
Apposite leggi per il recupero del dovuto per il mancato versamento dei minimi dovuti al Monopolio di Stato, come il caso delle slot o giochi d’azzardo in tutte le forme.
Apposite leggi per l’ottenimento di apertura di credito allo Stato da parte delle banche che hanno percepito fondi a sostegno.
Rilancio delle attività produttive facenti capo allo Stato, permettendone sviluppo e ricreando introiti e profitti per la comunità.
Riacquisizione delle spa a cui sono affidati i servizi primari (acqua, luce, gas, trasporti, poste, etc.)
Chiusura di tutti gli affitti relativi ad Enti, uffici etc. di stato centrali o periferiche ed utilizzo dei soli beni di proprietà.
Apposite leggi per deporre dall’inacrico prima della scadenza contrattuale o di mandato i manager di stato che non ottengono o non hanno ottenuto un risultato oggettivamente positivo.
Riordino dello Stato ed insediamento di parlamentari eletti ai posti di direzione del governo: Presidente della repubblica, presidente del consiglio etc.
Rinegoziare il cambio Lira/Euro al rapporto 1:1 cioè 1000 Lire = 1 euro, prevedere che la BCE prenda atto che tale cambio deve essere applicato per tutto quanto versato dall’Italia e che le banche che operano in Italia si impegnino a garantire ai correntisti il cambio con rapporto 1:1, permettendogli il recupero di quanto perso in precedenza (50%).
Allineando i prezzi alle quote del 2001 ed attuando quanto riportato nel precedente punto, gli stipendi e gli introiti permetteranno una immediato aumento del potere di acquisto, riducendo il costo del lavoro per le aziende ed innalzandone la competitività.

Uscita dall’euro nel caso di mancata accettazione della rinegoziazione, evitando il pagamento di debiti con la restituzione della moneta euro in quanto ha solo un valore fittizio.

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