DIFENDI LE TUE IDEE

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sabato 20 febbraio 2016

STRAGE UMANITARIA E L’ONU...STA’ A GUARDARE

STRAGE UMANITARIA E L’ONU...STA’ A GUARDARE


Anche oggi si registra l’ ennesima tragedia dell'immigrazione in Sicilia: una trentina di persone, presumibilmente libici e tunisini, sono sbarcati sulla spiaggia di Torre Salsa a Siculiana, in provincia di Agrigento. Alcuni di loro hanno dichiarato che ci sarebbero dei morti annegati, tra i quali anche due minori. La conferma è arrivata da un elicottero della capitaneria partito da Catania che ha individuato nel mare dell'Agrigentino due corpi.
Ogni giorno siamo obbligati ad ascoltare quello che sembra un bollettino di guerra con una quantità di morti impressionanti, riportiamo di seguito quanto dichiarato dall’alto Commissariato Onu per i rifygiati (Unhcr) e dall’Organizzazione mondiale per le Migrazioni (Oim):
- oltre 82mila sbarchi,
- ogni giorno due bambini migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo nel tentativo di
   raggiungere l'Europa,
- 410 le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo e almeno 4.000 sono morti nel
  Mediterraneo ad oggi,
- da settembre a oggi oltre 340 minorenni, molti dei quali neonati e bimbi, sono morti affogati nel
   quadrante orientale del Mare Nostrum,  Il bilancio reale, però, è maggiore, sostiene l'Unhcr,
   perche' molti corpi "si perdono nel mare".

L’ONU non interviene e l’alto Commissario dell'agenzia Onu Filippo Grandi dichiara: "deve essere una priorità organizzare modi affinché queste persone possano viaggiare in maniera legale e sicura".

Questa è una strage umanitaria che va assolutamente fermata , l’ONU si deve assumere le proprie responsabilità, non può lasciare l’incombenza agli stati membri confinanti, come l’Italia o la Grecia , a gestire questo evento biblico. L’Organizzazione delle Nazioni Unite deve intervenire e formare dei centri di accoglienza e di identificazione nei Paesi da dove partono questi poveracci , devono identificare e suddividere i profughi che scappano da una situazione di guerra e quelli che emigrano per motivi economici. Come  si evince dallo Statuto dell’ONU, quest’ultimo è l’unico organo che può intervenire in materia e può chiedere il posizionamento in luogo senza ledere la sovranità dei Paesi in questione. La situazione per il nostro Paese e la Grecia sta diventando insostenibile. Quello che meraviglia è che la Politica non obblighi l’ONU ad adempiere ai propri doveri, oltre a denunciare quest’ultimo e il Suo Presidente Ban Ki-moon per strage umanitaria.

Forse in pochi o pochissimi conoscono i principi di intervento dell’ONU e per questo vogliamo evidenziare i punti dello statuto da cui si evince il suo l’obbligo di attivarsi:

Statuto ONU

Articolo 1

I fini delle Nazioni Unite sono:

1-           Mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ed a questo fine: prendere efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici, ed in conformità ai princìpi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace;

2-           Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto del principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale;

3-           Conseguire la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale, culturale od umanitario, e nel promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione;
                 4-   Costituire un centro per il coordinamento dell'attività delle nazioni volta al
                 conseguimento di questi fini comuni.

                                                                                                                                  

                                                                                                                   Sebastiano Campo

giovedì 18 febbraio 2016

"IL PARTITO DELLA NAZIONE" VOTA CONTRO L'ARRESTO DELL'ON. DE SIANO

Come si può asserire che Forza Italia si un Partito di opposizione ? Oramai si può solo constatare che i Forzisti , con PD NCD e compagnia sono un Partito unico, “Il Partito della Nazione”…….Questa è l’ennesima dimostrazione.

Sebastiano Campo

Domenico De Siano, la giunta dice no all’arresto del senatore di Forza Italia. Coi voti del Pd

I democratici si schierano per il no insieme a berlusconiani e Ncd, favorevoli M5s e Lega. Il politico è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e turbativa d'asta in un'inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per i rifiuti in diversi Comuni di Ischia. La decisione finale sui domiciliari spetterà all'aula
di F. Q. | 18 febbraio 2016

Niente arresto per Domenico De Siano, senatore di Forza Italia accusato di corruzione altri reati dalla Procura di Napoli. Grazie anche al voto del Pd. Questa la decisione della Giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama, presieduta da Dario Stefano, sulla richiesta di autorizzazione alla detenzione ai domiciliari arrivata dal gip del capoluogo campano. La decisione finale spetterà al voto in aula. De Siano è indagato nell’inchiesta sulle tangenti per appalti sui rifiuti in diversi Comuni dell’isola di Ischia. Tra i reati contestati l’associazione a delinquere finalizzata a corruzione e turbativa d’asta. Il Tribunale del Riesame di Napoli aveva confermato la richiesta di arresti domiciliari il 3 febbraio scorso. Hanno votato contro la richiesta dei magistrati Pd-Fi-Ncd, a favore M5s e Lega.

Su De Siano esistono anche delle informative della Squadra mobile di Napoli, non contenute nei faldoni su cui la giunta è stata chiamata a pronunciarsi – che accusano il senatore, insieme all’altro big dei berlusconiani in Campania Luigi Cesaro, di aver gonfiato con documenti falsi il tesseramento del partito.

Dalle intercettazioni è emerso anche che diversi dipendenti comunali venivano impiegati, in orario d’ufficio, per compilare documentazione relativa al tesseramento.

mercoledì 17 febbraio 2016

RAI....DOPO LE NUOVE NOMINE ....DIVENTA MEGAFONO DI GOVERNO

Il Governo ha fatto della RAI il proprio megafono, le nuove nomine sono tutte di pertinenza Renziana.  A RAI sport Gabriele Romagnoli, già giornalista di REPUBBLICA, a RAI 3 Daria Bignardi Renziana di ferro, a RAI 2 Ilaria Dallatana collaboratrice di Giorgio Gori che ha curato la campagna elettorale di Renzi (ex Mediaset ), a RAI 4 Andrea Fabiano, anche lui di area Renziana, Vice dell’attuale Giancarlo Leone ( figlio dell’ex Presidente della Repubblica Giovanni Leone ).
Questa è la pluralità di informazione secondo il codice Renzi…….

Sebastiano Campo

Nomine Rai, Campo Dall’Orto chiama Bignardi a dirigere Rai3. A Rai1 Fabiano, vice di Leone. A Rai2 Dallatana


Sono i tre nomi che il direttore generale proporrà al cda il 18 febbraio: "Scelte basate su autonomia dai partiti". A Rai Sport sbarcherà il giornalista di Repubblica ed ex direttore di Gq Gabriele Romagnoli. Fino a oggi nessuna direzione di rete della tv pubblica era mai stata affidata a una donna. Usigrai: "Due su tre sono esterni: uno schiaffo"
di F. Q. | 17 febbraio 2016

Daria Bignardi, Ilaria Dallatana e Andrea Fabiano: sono questi i tre nuovi direttori di rete Rai che Antonio Campo Dall’Orto proporrà al consiglio d’amministrazione giovedì 18 febbraio. “Sono scelte basate su esperienza, merito e autonomia dai partiti“, ha fatto sapere il dg. “Sono guidate dalla volontà di rinnovamento proprio attraverso la competenza e nel segno della valorizzazione delle risorse interne”. Il tandem Bignardi-Dallatana segna una prima assoluta: fino a oggi nessuna direzione di rete Rai era mai stata affidata a una donna. “La nuova legge”, ha detto Campo Dall’Orto in audizione in Vigilanza, “ha dato più potere ma anche più responsabilità all’amministratore. Per questo mi sono assunto la responsabilità di proporre ai consiglieri nomine basate sul principio del pluralismo culturale. E’ questa la vera cesura rispetto alla politica. Abbiamo agito in modo tale che il rinnovamento sia basato sulle competenze. Questi nomi sono la chiara espressione delle nostre ambizioni”.
Bignardi, oggi conduttrice de Le invasioni barbariche su La7, sarà il nuovo direttore di Rai3 al posto di Andrea Vianello. A Rai2 è invece in arrivo Ilaria Dallatana, fondatrice di Magnolia con Giorgio Gori, ex direttore di canale 5 e Italia 1 e da giugno 2014 sindaco di Bergamo per il Pd. L’attuale direttore Angelo Teodoli si sposta a Rai4. A guidare la prima rete del servizio pubblico un interno: la nomina che sarà proposta è quella di Andrea Fabiano, ora vice dell’attuale direttore Giancarlo Leone. A Rai Sport sbarcherà il giornalista di Repubblica ed ex direttore di Gq Gabriele Romagnoli.

Il sindacato dei giornalisti Rai critica il fatto che due su tre siano nomi esterni: “Nei fatti è una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti della tv pubblica”, ha scritto in una nota l’Usigrai. “Siamo di fronte a un fatto grave. Salvo l’eccezione di Rai1, l’ennesima infornata di esterni. Evidentemente il Dg ritiene che tra gli 11mila dipendenti non ci sono professionisti in grado di assumere ruoli di rilievo”.

La gestione della nuova Rai è al centro delle polemiche politiche da settimane. Il deputato renzianissimo e membro della commissione di Vigilanza Michele Anzaldi in un’intervista al Corriere della Sera il 9 febbraio scorso ha detto: “Su Campo Dall’Orto e Maggioni ci siamo sbagliati”. L’onorevole è stato subito smentito dai capigruppo Pd in Parlamento, ma l’attacco ha fatto molto discutere. Anzaldi infatti è stato anche tra i renziani in prima linea contro il conduttore di Ballarò Giannini, accusato di aver parlato di “rapporto incestuoso” in riferimento al caso Banca Etruria-Boschi. Un comportamento che, secondo Anzaldi, è da condannare più di quello del capostruttura Rai che ha chiesto di anticipare il countdown di Capodanno e che è stato poi licenziato.
Le nomine arrivano a pochi giorni dalla fine di Sanremo e dovranno essere ratificati dal consiglio d’amministrazione. Questi i profili dei nuovi candidati alla guida delle reti Rai:

Andrea Fabiano, il più giovane di sempre - Fabiano, barese classe 1976, sarà il più giovane direttore di rete della storia. Dal 2011 al 2013 è stato capo delle strategie di marketing e dei nuovi progetti della Rai, poi è diventato vicedirettore marketing e un anno fa è stato nominato vicedirettore di rete al fianco di Giancarlo Leone.

Dallatana, da Mediaset a Magnolia e ritorno – Dallatana, parmense classe 1966, ha lavorato in Mediaset dal settembre 1997 al 2001 come capo della divisione Entertainment di Canale 5 e Italia 1. Nell’estate 2001 ha fondato con l’attuale sindaco Pd di Bergano Giorgio Gori e Francesca Canetta la società di produzione Magnolia (L’eredità, Masterchef, L’isola dei Famosi, Pechino Express), di cui è stata vicepresidente fino al 2014. Lo scorso anno è tornata al Biscione come consulente per l’acquisto di format internazionali.

Sorpresa Bignardi in arrivo da La7 - Ma la vera sorpresa è la Bignardi, oggi conduttrice de Le invasioni barbariche su La7. La giornalista e scrittrice, che ha lavorato in Rai fino al 1994 e nel 2000 ha condotto su Canale 5 Il Grande Fratello, nel 2009 era tornata per pochi mesi a Rai2 per condurre L’era glaciale. Nel 2010 il ritorno al canale di Urbano Cairo.Nel gennaio 2014 ha intervistato alle Invasioni l’allora neo segretario del Pd Matteo Renzi e dopo la trasmissione è andato in scena nei corridoi un siparietto con il marito Luca Sofri, direttore de Il Post, che si è complimentato con il futuro presidente del Consiglio dicendogli: “Ottima intervista capo”.

martedì 16 febbraio 2016

Arrestato consigliere regionale Lega Nord per tangenti sugli appalti odontoiatrici

Questa notizia non fa altro che confermare la mia opinione estremamente negativa verso gli Enti locali denominati Regione. Non passa giorno che qualche amministratore non venga inquisito, fra tutte e venti le Regioni, per aver eluso denaro pubblico, la cosa buffa è che il nostro Governo propone una modifica del Senato, facendolo diventare in pratica la Camera delle Regioni. Al peggio non c’è mai fine, le Regioni ( in quanto Enti locali ) vanno chiuse e ripristinate le Province.

Sebastiano Campo

Fabio Rizzi, arrestato consigliere regionale Lega Nord per tangenti sugli appalti odontoiatrici

Altre 20 persone coinvolte nell'operazione "Smile": le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. Ai domiciliari anche la moglie del consigliere. Ambrosoli (Patto civico): "Continui mercanteggiamenti"
di Alessandro Madron | 16 febbraio 2016  IL FATTO QUOTIDIANO

Viene considerato un fedelissimo del governatore. E da presidente della commissione permanente sulla sanità ha firmato la riforma in Lombardia. Una sorta di assessore ombra dopo la “cacciata” di Mario Mantovani, pochi giorni dopo arrestato per corruzione. Ma anche per Fabio Rizzi, varesotto, medico anestesista, consigliere regionale per la Lega, è arrivata una notifica di un’ordinanza di custodia cautelare. C’è infatti anche il suo nome nella lista di coloro che, questa mattina, sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Milano. Cuore dell’indagine della Procura di Monza, condotta dal procuratore Luisa Zanetti e dal sostituto Manuela Massenz, il solito giro di mazzette e meccanismi per turbare appalti pubblici. Gare bandite dalle aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici. E proprio per questo l’operazione è stata chiamata “Smile”. Ordine di custodia cautelare anche la moglie di Rizzi, per la quale il gip ha disposto gli arresti domiciliari.
Ventuno indagati, “corruzione e turbativa d’asta”
In tutto sono ventuno le persone indagate (9 in carcere, 7 ai domiciliari e 5 con obbligo di firma) con le accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. Nel mirino degli investigatori dell’Arma un gruppo imprenditoriale accusato di aver corrotto funzionari ai quali erano affidate una serie di gare di appalto: le operazioni coinvolgevano anche appalti di società private accreditate con il Sistema sanitario nazionale, tutte per la gestione esterna di servizi odontoiatrici. Gli episodi di corruzione ricostruiti nel corso delle indagini sono dieci. Nel 2013 Fabio Rizzi al Fatto.it disse che la gestione Formigoni aveva lasciato un “buco di 200-300 milioni”. Il giorno dopo aveva tentato di smentire, ma il Fatto.it aveva pubblicato la registrazione. Rizzi, 49 anni, ha alle spalle una lunga militanza nella Lega Nord. Segretario provinciale del Carroccio di Varese dal 2006 al 2008, è stato anche per cinque anni senatore dal 2008 al 2013 (una figura vicina ai tempi sia a Umberto Bossi sia a Maroni) oltre che sindaco del suo paese, Besozzo. In passato Rizzi si faceva notare anche perché girava a bordo di Hummer giallo.

Così il privato si inseriva sul pubblico come un vero e proprio reparto
È stato il componente di un collegio sindacale di un’azienda ospedaliera lombarda a far partire l’indagine. “Sono quattro gli imprenditori che si sono aggiudicati importanti gare d’appalto per la gestione dei servizi odontoiatrici nel territorio lombardo, su cui ha indagato il Nucleo Investigativo di Milano – spiega il Comandante Provinciale dei carabinieri di Milano, colonnello Canio Giuseppe La Gala – le gare di appalto pubbliche venivano vinte illecitamente da questo gruppo con la complicità di undici funzionari pubblici”.

A capo del sodalizio, secondo la Procura, c’è l’imprenditrice Maria Paola Canegrati, che ha assicurato appalti milionari al proprio gruppo imprenditoriale Odonto Quality. La Canegrati con le imprese del suo gruppo si è aggiudicata appalti nel settore della sanità, in particolare nell’esternalizzazione dei servizi odontoiatrici. Gli appalti, per gli investigatori, sono stati truccati con la collaborazione di diversi funzionari pubblici. E tutto, questa l’ipotesi, è stato reso possibile grazie alle influenze politiche di Rizzi e al suo factotum Mario Valentino Longo (odontoiatra) che hanno fatto in modo che gli appalti per i servizi odontoiatrici venissero vinti sempre dalla Canegrati.
L’indagine, che riguarda principalmente strutture sanitarie in provincia di Milano e Monza Brianza. Marginalmente anche a Como, Varese, Bergamo e Brescia, ha permesso di scoprire che da oltre 10 anni numerose aziende ospedaliere hanno esternalizzato il servizio di odontoiatria ricorrendo a gare di appalto per circa 400 milioni. Il privato si inseriva all’interno della struttura ospedaliera come un vero e proprio reparto, gestendo tutto, dall’allestimento dei locali alle visite passando per la gestione del personale, in un regime di sostanziale monopolio del settore odontoiatrico in Lombardia il tutto a danno della qualità del servizio e degli utenti che venivano spinti (tramite allungamento delle lista d’attesa) a servirsi dei servizi a pagamento.

L’imprenditrice: “Quando le cose non vanno bene metto di mezzo la politica”
Negli anni imprenditrice Canegrati si era costruita una rete di aderenze nel mondo della politica regionale, formando un vero e proprio gruppo che si è dedicato a cercare influenze nei vari settori, a livello amministrativo cooptando funzionari corrotti, che si sono messi a libro paga delle imprese appartenenti al gruppo principale rendendo favori alle imprese del gruppo, ad esempio portando avanti le pratiche amministrative delle imprese stesse, al di fuori di qualunque regola di trasparenza e buona amministrazione. I favori venivano pagati con denaro ma anche con altre utilità  come assunzione di parenti e finte consulenze.

Il livello politico ha assicurato le condizioni per il permanere di questo sistema clientelare “quando le cose non vanno bene metto di mezzo la politica” diceva l’imprenditrice. Gli investigatori hanno documentato anche un passaggio di 50mila euro dalla Canegrati a Longo, che poi lo avrebbe spartito con Rizzi. I due avrebbero incassato il finanziamento della campagna elettorale del Rizzi per le elezioni regionali del febbraio 2013.

Le mogli di Rizzi e Longo, quest’ultima aveva avuto per un periodo una finta consulenza da 5mila euro al mese, erano poi entrate in quote di società partecipate per metà da loro e metà dalla Canegrati. Un modo questo per garantire flusso di denaro senza dare nell’occhio.

Pensioni di reversibilità, cosa cambia se passa la riforma

Questo articolo ci chiarisce le idee in merito alla riforma sulle Pensioni di reversibilità se passa la riforma del ddl.

Pensioni di reversibilità, cosa cambia se passa la riforma
Il ddl contro la povertà prevede una revisione dei trattamenti previdenziali ai vedovi e alle vedove legandoli all'isee. Ecco le possibili conseguenze


Di fronte alla presa di posizione del sindacato e alla lunga sfilza di reazioni del mondo politico, il governo ha gettato subito acqua sul fuoco, facendo presente che non c'è nulla di definitivo. “Se saranno adottati interventi di razionalizzazione, lo scopo sarà solo quello di evitare sprechi e e duplicazioni, non per quello di fare cassa” ha fatto sapere Palazzo Chigi, per smorzare la valanga di polemiche che cresce di ora in ora su questo tema.
Un taglio alle pensioni di reversibilità, cioè agli assegni previdenziali corrisposti ai vedovi e alle vedove dopo la morte del coniuge oppure ai figli minorenni o ancora studenti. E' lo spettro che aleggia da qualche giorno dopo un allarme lanciato dal sindacato dei pensionati Spi Cgil, riguardo a una norma contenuta nel ddl contro la povertà. Si tratta di un breve articolo in base al quale le pensioni di reversibilità (solo quelle future e non quelle già in essere) potrebbero essere legate all'ammontare del reddito Isee. Che significa? Ecco, di seguito, una mini-guida per capire cosa potrebbe cambiare con questa riforma.
Il ddl contro la povertà

Con un apposito disegno di legge-delega presentato dal consiglio dei ministri a fine gennaio, il governo intende introdurre in Italia un trattamento economico a favore dei cittadini che si trovano sotto la soglia di povertà. Per farlo, ovviamente, c'è bisogno di stanziare nuove risorse o di modificare (magari tagliandoli) alcuni trattamenti già esistenti per legge. Infatti, l' articolo 1 del disegno di legge prevede una “razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi”.
Pensioni di reversibilità a rischio

La razionalizzazione di cui parla la norma esposta nel paragrafo precedente potrebbe dunque riguardare anche gli assegni di reversibilità, cioè quelli corrisposti ai superstiti di un pensionato o di un lavoratore defunto. Di conseguenza, il diritto a percepire il trattamento di reversibilità potrebbe essere legato all'Isee (indicatore della situazione economica equivalente). Si tratta di un parametro che misura la reale ricchezza dei cittadini tenendo conto di diversi fattori: non soltanto dei redditi da lavoro o da pensione ma anche dei risparmi messi da parte, degli immobili posseduti o del numero di persone componenti il nucleo familiare.
Com'è la situazione oggi

Oggi gli assegni di reversibilità sono un diritto che spetta per legge (con importi variabili) ai coniugi superstiti del defunto ma anche ai figli minorenni o studenti (fino al termine dell'università, purché non siano fuori corso). In alcuni casi, l'assegno di reversibilità spetta anche ai genitori o a eventuali fratelli invalidi, se erano a carico del pensionato defunto. Già oggi, però, la pensione di reversibilità può essere tagliata (di una quota tra il 25 e il 50% dell'importo iniziale) se il beneficiario possiede altri redditi. A introdurre questa norma fu nel 1995 il governo Dini.
Come potrebbe essere domani

Se l'importo della pensione di reversibilità verrà legato all'ammontare dell'Isee, l'assegno (pieno o decurtato che sia) non sarà più un diritto inalienabile del superstite ma dipenderà dalla sua situazione economica. Questo, almeno, è ciò che teme il sindacato che paventa un rischio: se per esempio una vedova ha un po' di risparmi da parte e convive in una casa di proprietà con un figlio che già lavora, potrebbe perdere il diritto alla pensione di reversibilità (o subire comunque pesanti penalizzazioni) perché ha un reddito isee troppo alto. Va ricordato, però, che questa norma scatterebbe solo per gli assegni di reversibilità futuri (circa 180mila ogni anno) e non per quelli già in essere.
Il governo nega

Di fronte alla presa di posizione del sindacato e alla lunga sfilza di reazioni del mondo politico, il governo ha gettato subito acqua sul fuoco, facendo presente che non c'è nulla di definitivo. “Se saranno adottati interventi di razionalizzazione, lo scopo sarà solo quello di evitare sprechi e e duplicazioni, non per quello di fare cassa” ha fatto sapere Palazzo Chigi, per smorzare la valanga di polemiche che cresce di ora in ora su questo tema.

Andrea Telara  settimanale  PANORAMA

INTERVISTA AD ADRIANO TILGHER

Adriano Tilgher: «Si superi la dicotomia destra-sinistra»

Critica la politica comunitaria. Striglia la Lega Nord. Ricorda «le battaglie» degli Anni 70. Il frontista a L43: «Il mio errore più grande? Considerare il Msi partito di riferimento».
di Carlo Cattaneo | 10 Febbraio 2016

Pugliese, 68 anni, «il più rosso tra i neri», «l’eretico di destra».
I soprannomi non sono mai mancati ad Adriano Tilgher.
Una storia romanzesca, la sua. Quasi da film. Ri-fondatore, nel 1970, insieme a Stefano Delle Chiaie, di Avanguardia nazionale. Incarcerato per «ricostituzione del partito fascista» ha subito l’onta dell’accusa più infamante: quella di essere uno stragista.
Il suo nome compare nelle carte del processo dell’Italicus e della stazione di Bologna. Sempre assolto con formula piena. Anche risarcito dallo Stato per ingiusta detenzione.
«LA DESTRA HA DATO PESSIMA PROVA DI SÉ». Parla a tutto campo con toni forti dell’attualità politica: «La destra e il centrodestra», dice, «hanno dato una prova pessima di sé in questi 20 anni in cui hanno governato, non solo a livello nazionale, ma anche a livello di istituzioni locali. Ritengo questo guazzabuglio un fenomeno politico finito».
Parla dei nuovi nazionalismi, del fallimento del capitalismo, dell’immigrazione, di Mafia Capitale, delle prossime amministrative e delle unioni civili.
Senza dimenticare gli Anni 70 e il suo movimento, il Fronte Nazionale.
DOMANDA. A Milano si sono riunite le destre europee raccolte sotto la denominazione Enf (Europe of Nations and Freedom). Perché il Fronte non ha partecipato?
RISPOSTA. Per due motivi. Il primo: perché loro rappresentano delle realtà elettive che noi non abbiamo ancora. Il secondo è che non siamo euroscettici. Noi crediamo nell’Europa. Non, però, in questo tipo di Europa. Ciò che esiste, e conta, è solo una banca che, di europeo, porta solo il nome e null’altro. Il parlamento europeo non conta nulla, è solo il cimitero dei trombati di quelli nazionali.
D. Quando parla d’inconsistenza del “governo” europeo fa riferimento anche ai tragici fatti di Parigi?
R. Certo. Quando i burocrati devono imporci la loro esistenza, grazie a leggi economiche capestro, vedi il fiscal compact, mostrano i muscoli del ricatto. Tuttavia, davanti ai tragici fatti che hanno macchiato col sangue il cuore dell’Europa, al posto di una risposta forte e unitaria, abbiamo visto che ogni Paese è andato per i fatti propri. Questa è Europa?
D. Al di là del terrorismo, qual è secondo lei il problema più grave che contraddistingue questa istituzione?
R. Mi ricollego alla prima domanda. Per essere euroscettici, per uscire dall’euro e dal sistema che ci hanno imposto, bisogna mettere un cappello sostanziale. Uscire dallo schema liberista per entrare in quello sociale.
D. Si spieghi meglio.
R. Oggi esiste un sistema finanziario gestito dalle banche. I popoli vivono l’oppressione del sistema finanziario. Le banche non hanno attenzione per i ceti deboli e per i più bisognosi. Possiamo permetterci di affidare la nostra vita semplicemente ai consigli di amministrazione degli istituti di credito? No, e il caso Banca Etruria lo certifica. È qui che muore lo stato sociale. Qui si manifesta la corresponsabilità dello Stato che non crea uguali opportunità per tutti i cittadini. Le banche dialogano solo con chi ha le risorse. Noi viviamo male perché i politici, europei in testa, si sono venduti al sistema finanziario. Mi batto e mi batterò per ricostruire lo stato sociale che non è stato assistenziale, ma, ribadisco, delle pari opportunità.
D. Quindi gli Stati devono essere controllori delle risorse…
R. Esattamente. Pensi che già nel 1999, la trilater teorizzava non più il controllo diretto delle nazioni ma quello delle risorse energetiche e alimentari. Purtroppo, dalla caduta del comunismo, abbiamo assistito al grande scontro tra capitalismo produttivo e capitalismo finanziario. Con la vittoria di quest’ultimo. I beni fondamentali per la vita della comunità non possono essere privati, devono essere necessariamente pubblici e dello Stato. L’acqua, per esempio, non può essere privatizzata. Le comunicazioni non possono essere private. Ne deriva la sicurezza del Paese. Lo Stato deve essere tutore dell’esistenza di un popolo.
D. Che rapporti avete, se ne avete, con i principali partiti di destra identitaria in Europa?
R. Dialoghiamo con tutti ma non abbiamo particolari rapporti. A noi interessa comunicare con chi vuole uscire dallo schema liberista per rinforzare lo stato sociale. Una tendenza, al momento, che appartiene solo al Front National di Marine Le Pen.
D. E la Lega?
R. In quel partito vedo molta confusione. Al loro interno sono presenti forti rappresentanze liberiste. Poi, si tratta di un partito che deve ancora chiarire l’aspetto nazionale che pare animare questa fase. Una novità assoluta rispetto al recentissimo passato. Osserviamo con attenzione questo cambiamento.
D. Parliamo d’immigrazione…
R. È il vero problema avvertito dai cittadini. Questo non significa cacciare gli immigrati. Anch’io, ovviamente, piango quando vedo donne e bambini morire durante questi viaggi della speranza e della disperazione. Chi è il criminale che non piange? Purtroppo, i criminali veri sono quelli che consentono questo traffico di esseri umani.
D. Ovvero?
R. L’Europa aveva la possibilità di farli vivere bene a casa loro. In modo dignitoso e senza sradicarli dalle loro terre. Invece, ha preferito lucrarci sopra. Il caso di Mafia Capitale insegna. Esiste un business odioso sul fenomeno migratorio, capace di essere più remunerativo del traffico di droga. Ci troviamo di fronte a una nuova forma di schiavismo.
D. La politica italiana sembra attraversata da una crisi irreversibile. Anche per colpa del centrodestra…
R. Dico immediatamente una cosa: la destra, e il centrodestra, hanno dato una prova pessima di sé in questi 20 anni in cui hanno governato, non solo a livello nazionale, ma anche a livello di istituzioni locali. Ritengo questo guazzabuglio un fenomeno politico finito. Sinistra e destra hanno finto di farsi la guerra. Ci hanno regalato i peggiori governi di questa Repubblica.
D. Di quali governi parla?
R. Monti, Letta e ora Renzi. Su Monti erano tutti insieme appassionatamente, con esclusione della Lega, a votare il fiscal compact e il pareggio di bilancio. Il 90% di quella classe politica non sapeva nemmeno cosa fosse il fiscal compact. Vanno cacciati tutti. Il Fronte nazionale va oltre la dicotomia destra-sinistra. Noi stiamo con gli italiani e con chi vuole ridare un futuro a una nazione che altri stanno svendendo. Che mi frega di essere di destra o di sinistra? Sono per l’Italia e per gli italiani.
D. Tilgher, chiarisca questo aspetto: ma lei è di destra o di sinistra?
R. Se si guardano i valori, i contenuti, l’identità sono sicuramente un uomo di destra. Se si analizzano gli aspetti legati al sociale, le battaglie per il lavoro, le battaglie per l’occupazione sono certamente un uomo di sinistra.
D. In Senato si vota sulle unioni civili. Qual è la sua posizione?
R. La tutela della famiglia nasce dalla continuità della comunità, così come inserito chiaramente nella nostra Costituzione. La famiglia rappresenta un progetto di vita per il futuro. Tutto il resto non è progetto di vita.
D. Quindi?
R. Sono contrario, fortemente contrario, all’adozione di bambini da parte di coppie gay. Per quale motivo profondo dovrebbero farlo? Perché devo tutelare per legge delle pulsioni sessuali tra persone dello stesso sesso? Se avessi una pulsione sessuale verso le pecore sarei forse tutelato?
D. Non le sembra un po’ forte come paragone?
R. No. In camera da letto, ognuno può e deve fare quello che vuole perché riguarda la sfera intima. I diritti sono un’altra cosa. Il codice civile è più che sufficiente e non deve contemplare l’unione tra due persone dello stesso sesso perché la sacralità del matrimonio nasce per la continuità delle specie e le persone più deboli che sono i figli. Spiegatemi come fa una coppia omosessuale a mettere al mondo dei figli? Solo commettendo dei “reati” all’estero? E i diritti dei bambini, ne vogliamo parlare?
D. Elezioni amministrative a Milano. Sala ha vinto le primarie. Facciamo il gioco della torre: chi avrebbe gettato tra lui, Balzani, Majorino e Iannetta?
R. Mi fa una domanda difficile ma, visto che l’abbiamo messa in forma di gioco, le dico che certamente butterei Sala. Un signore che rappresenta solo una nomenclatura di affaristi. Detto questo, una gomitata anche agli altri la darei. E sa perché? Il miglior candidato per il centrosinistra sarei io (ride ndr). Tornando seri, entro febbraio presenterò i candidati del Fronte sia a Roma sia a Milano. Su Roma, poi, potrebbe esserci una grande sorpresa…
D. Ora che è passata la tempesta, con polemiche annesse, può spiegare come è andata la vicenda del sostegno a Vincenzo De Luca in Campania?
R. La verità è questa. Come segretario del movimento, ho lasciato liberi i responsabili locali del partito. L’unica mia indicazione è stata quella di non utilizzare il nome del Fronte Nazionale. Motivo per cui, De Leo, segretario provinciale a Caserta, si è candidato in una lista civica di centrodestra (Campania in rete, ndr) schierata a favore di De Luca. Una premessa...
D. Prego.
R. De Luca è diventato sindaco di Salerno per due legislature, sempre per il Pd, ma con l’appoggio di molti elettori e sostenitori di centrodestra. Il governatore campano ha fatto delle cose importanti. Non ha consentito, per esempio, che i rom si fermassero a Salerno, ha contingentato l’accesso in città di extracomunitari. Insomma, ha agito a favore della città. De Luca in Campania rappresenta ciò che Emiliano è in Puglia. Cioè, la rottura tra destra e sinistra. Uomini che dialogano e non biechi esponenti di partito.
D. Un'ultima cosa: non cambierebbe nulla del suo passato? C’è qualcosa di cui si è pentito?
R. Rivendico la nobiltà e la grandezza della mia storia. Rifarei tutto quello che ho fatto. In primis, le grandi battaglie di Valle Giulia e la rivolta di Reggio Calabria. Noi eravamo presenti a fianco del popolo. Riconosco un unico, grande, errore politico.
D. Quale?
R. Considerare il Msi il nostro partito di riferimento. Tornando alla domanda, sono stati gli anni più belli della mia vita. Avanguardia Nazionale (1970-75) è stata un’esperienza esaltante. Ha impedito, la prego di credermi, la deriva terroristica dei nostri appartenenti. È stato proprio lo scioglimento dei gruppi extraparlamentari, a destra come a sinistra, a regalare il terrorismo al Paese. Proprio quello che voleva una parte dello Stato. Con i risultati che conosciamo.



giovedì 11 febbraio 2016

O a Destra o chiodi, non c’è alternativa. Punto e a capo.

O a Destra o chiodi, non c’è alternativa. Punto e a capo.


di Marisa Borghi


Mi è piaciuta l’analisi del dott. Gianmaria Italia - giornalista e moderatore in occasione del convegno “Quale futuro per la destra italiana” – che ha visualizzato l’odierna destra come un puzzle composto da innumerevoli tasselli, senza i quali lo stesso puzzle non potrebbe dirsi completo. Così stanno le cose e questo mi suggerisce un paio di considerazioni personali e qualche domanda pesante. Premetto, W le diversità a prescindere, ma se la metà dell’energia spesa per mantenere in essere quelle barricate – sempre più vecchie e riverniciate- venisse dedicata a sottolineare quanto CI accomuna, ne uscirebbe l’immagine propositiva, costruttiva, credibile di cui c’è bisogno e che manca da troppo tempo. Per carità, ognuno di NOI nel suo territorio DEVE impegnarsi su argomenti urgenti e di forte richiamo ,ma finchè ci si accontenta di giocare “al mio bel castello” ,la diffidenza resta. E se speriamo che passi inosservata, allora riusciamo a mentire pure a noi stessi! E’ proprio sulla gara dei ‘distinguo’ che i media di regime puntano i riflettori, col risultato che la maggior parte dell’elettorato di destra, quei milioni di persone perbene che fino a pochi anni fa riuscivano – con il voto – a contenere l’avanzata delle sinistre, diserta le urne perché ha perso fiducia e pure quella famosa  “ultima speranza”. Sui social – oggi frequentati da tutte le generazioni – non si fa che inneggiare a chi non c’è più, mentre nella vita reale viene perso di vista il sacrificio di chi fu capace di portare l’Italia verso quel progresso sociale che ci rese moderni e grandi …”se tornasse Mussolini”…Già, magari, però attenzione onorevoli presidenti, capi e vice-sotto-capi pieni di spillette, masticatori di slogan e cagadubbi per vocazione, allo stato attuale Sua Eccellenza ci avrebbe condannati come nemici della Patria e degli Italiani, visto che la politica del “io-me-mi” ha generato solo elettori-disertori, finendo per consegnare l’Italia in mano ai nemici della Patria e innescando il peggior degrado sociale, culturale e economico degli ultimi 70 anni…”è perché non c’è più Almirante”…è vero, manca. Tanto. Ma se tornasse anche solo per un’ora, la passerebbe a prenderci a calci nel culo uno per uno, perchè non siamo stati nemmeno capaci di seguire la strada che Lui ha tracciato, Lui che fino all’ultimo giorno di vita ha cercato di tessere alleanze capaci di fermare l’assalto delle sinistre e difendere la sovranità nazionale nel sogno di una Europa fatta di popoli e di Nazioni ricche della propria cultura e dei rispettivi valori….Con Lui, nelle cabine elettorali, ci si entrava, ci si tappava il naso e si metteva la croce sul vero voto utile ,”SENZA SE E SENZA MA”, e in quegli anni la destra cresceva. Oggi no, oggi si preferisce arricchire i venditori di lucido per le spillette prima di rivendicare l’onore d’Italia e la dignità degli Italiani! Ben venga un grande puzzle fatto da migliaia di tasselli, ma se al momento di alzarlo come una bandiera questi non combaciano perfettamente tra loro, diventano macerie, pezzi a sé stanti, inutili coriandoli calpestati o portati via dal vento! Le domande pesanti sono queste: ha ancora senso continuare a fare il gioco di chi trae vantaggio nel fomentare queste divisioni? CHI C’E’ DIETRO alla fabbrica di sigle che spuntano come funghi e relativi portavoce nazionali ,a quei dilettanti-allo-sbaraglio col contratto a termine, alle pedine senza passato e senza futuro, tenuti in vita e ammaestrati solo per entrare a gamba tesa? CHI HA PAURA DI UNA DESTRA DI POPOLO UNITA E FORTE capace di togliere l’Italia dalle mani dei faccendieri e riportarla verso una giustizia-giusta? Saranno gli alieni-che-sono-tra-noi, saranno i rettiliani d’oltreoceano…CHIUNQUE SIA è giunta l’ora di alzare il culo dalle sedie, uscire dalle stanze chiuse e interrompere questa deriva prima che lo schianto diventi inevitabile e mortale. L’Italia ha bisogno di DESTRA, è necessaria una impennata di orgoglio nazionale, ADESSO! Punto e a capo. 

CONVEGNO "QUALE FUTURO PER LA DESTRA ITALIANA" del 06.02.2016
















“QUALE FUTURO PER LA DESTRA ITALIANA” secondo i valori e principi di Alleanza Nazionale.


L’interrogativo “Quale futuro per la Destra italiana”, tema del convegno tenutosi sabato 6 a Prato e aperto dalle note dell'Inno di Mameli, ha trovato linee comuni nei progetti e nella linea di condotta di La Destra e di Azione Nazionale ben illustrati dagli applauditi interventi di Francesco Storace e di Claudio Barbaro. 
E’ infatti un ampio spazio politico che appare come un mosaico con tessere che debbono essere condotte ad un disegno, un’opera armonica. Distaccata da questo obiettivo comune è parsa Fratelli d'Italia, per quanto espresso dal suo rappresentante nel proprio lungo e spigoloso intervento; un'ambizione egemonica, una discutibile mortificazione delle legittime attese di altre espressioni politiche.  Sebastiano Campo, presidente del Movimento Cittadini Italiani e principale organizzatore della manifestazione, ha sottolineato i vuoti di una esplicita linea politica “di Destra” che persistono nel nostro paese. La si vuole collocata, senza compromessi, nella coerenza di pensiero e azione, rispettosi delle attese dei suoi elettori: tutela dell’Italianità, valorizzazione del made in Italy in tutte le sue espressioni  di progetti e risorse, dei principi fondamentali della famiglia, iniziative marcatamente sociali dello Stato, sono alcuni dei suoi punti. Una condotta da cui paiono invece discostarsi Forza Italia e FdI sempre più palesemente appiattiti sul percorso intrapreso da Salvini.  Un messaggio, quello lanciato da Prato, che avrà certo attenzione e ripercussioni  nel resto d’Italia. Pur chiamato a svolgere il ruolo di moderatore del dibattito non ho mancato di  sottolineare quanto sia rilevante all'apporto all'Italianità, e quindi a uno dei principi basilari della Destra, il contributo dei laviratori italiani all'estero, espressione di una emigrazione in costante aumento.
Dott. Gianmaria  Italia

Giornalista

SKY TG24