DIFENDI LE TUE IDEE
giovedì 22 dicembre 2016
mercoledì 14 dicembre 2016
II° ATTO DELLA FARSA GOVERNATIVA
E’ noioso e stucchevole parlare della composizione del nuovo Governo Renzi/Gentiloni, chi pensava ad una diversa soluzione non ha ancora inquadrato bene l’attuale Politica.....e chi la dirige in questo momento storico, che non sono certamente i pupazzi delle Aule Parlamentari.
Comunque quello che risalta agli occhi è la totale mancanza di moralità da parte di chi ha dato mandato al nuovo Presidente del Consiglio e da parte di chi ha accettato di mettersi alla guida del Paese; i cittadini hanno parlato chiaro nelle urne, hanno detto che sono stufi di questa classe dirigente e li hanno licenziati in tronco ,senza appello,con un colpo di matita verso il NO alla riforma Costituzionale, scritta da questi nuovi/vecchi soggetti che continuano a sedere su quelle poltrone da cui sono stati cacciati.Questi signori si difendono con la scusa che serve una Legge elettorale nuova perchè l’Italicum renziano è stato elaborato per una sola Camera, altra castroneria dell’ex Presidente del Consiglio......e perchè c’è da salvare ....le Banche, vedi MPS. In riferimento alla Legge elettorale bastava chiedere al Governo uscente che oltre la Finanziaria si votasse l’ultima Legge Elettorale valida , il “Mattarellum”e andare subito alle urne, essendo materia prettamente delle aule parlamentari; per quanto riguarda le Banche, bastava chiedere alla Banca d’Italia di curare la situazione e sanare un socio di quest’ultima.
Qualche Novello Costituzionalista asserisce che siamo una Repubblica Parlamentare, atteggiandosi a Professore, non ha torto nel merito, ma c’è una morale in Politica da cui non si può prescindere, la volontà Popolare va rispettata, se viene meno quella non si può più parlare di Politica e democrazia, ma di Oligarchia Repubblicana.Senza considerare che la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza ad inizio 2014, con cui dichiara illegittima e incostituzionale la legge elettorale detta “Porcellum”, nella parte dove si impone un premio di maggioranza, per cui dal Governo Letta in poi la maggioranza si regge su 130 parlamentari cosiddetti “Abusivi”.
Qualche Professorone dirà : “ma l’ha scritta il centrodestra”, beh !! Mi sembra che stiano governando a braccetto.....
Sebastiano Campo
A me questo governo Gentiloni esalta parecchio
Premessa: alle elezioni adesso non si può andare, quindi (se avete votato No) finitela con ‘sta lagna del “voto subito”. Non si può, non è così che funziona. Prima serve una legge elettorale acconcia, quantomeno. Ci sono tempi tecnici. Prima di aprile/maggio non se ne parla, e secondo me andremo almeno a settembre/ottobre. Il Parlamento è poi sempre quello di prima, il Pd alla Camera ha una maggioranza bulgara ed è ancora (sulla carta) dominato da Big Ciambello. Quindi, nell’impeto giustamente iconoc(l)asta che vi caratterizza, siate anche un po’ razionali. Giusto un po’. Ciò detto, è d’uopo aggiungere queste cose.
1. Una settimana fa, durante una diretta Facebook, qualcuno di voi mi ha detto: “Dai, se non altro possiamo festeggiare perché la Lorenzin non sarà più ministro!”. E io: “Chi vi dice che non la confermeranno?”. Appunto. Ricordatevi: se una cosa in Italia può andare storta, andrà storta. E dopo la torcida inesausta della vittoria del No, che ci farà godere nei secoli, tutto sarà dolore.
2. Quando i renziani oltranzisti vi diranno che loro hanno sempre creduto in Gentiloni, ricordategli queste parole del 6 marzo 2013, quando l’attuale Presidente del Consiglio era così stimato da essere ritenuto il fratello citrullo di Marino e Sassoli: “Cmq se io fossi romano e dovessi votare Gentiloni a sindaco di Roma, voterei il M5S pure io #sapevatelo #direzionepd”. Chi l’ha scritto? Francesco Nicodemo, marito o forse moglie di Picierno Pina. Questa gente è proprio coerente. E poi sa proprio scrivere: “cmq”, “sapevatelo”. Paninari invecchiati, e invecchiati male parecchio. Una prece.
3. Non condivido le critiche a Lotti. Anzitutto il ministro dello Sport fa tanto ventennio fascista, quindi è in tema. E poi Lotti, come allenatore del Montelupo, non era male.
4. Quella uscita peggio dal voto referendario è la Boschi. Per questo, coerentemente, l’hanno promossa sottosegretario. Pensate se avesse vinto il Sì: come minimo l’avrebbero fatto Papessa, o magari anche solo Regina delle Galassie di Stocazzo. Agile, in scioltezza.
5. Alfano agli Esteri. E qui si vola. Un uomo che non ne indovina una, con più capelli che elettori e più fascino che talento. Se ne sta sempre lì, in posizioni di dominio. La cosa buona è che, se ce l’ha fatta lui, possono farcela tutti. La cosa brutta è che è Alfano.
6. Leggo critiche alla Fedeli. Non mi unisco: un po’ mi ricorda mia nonna e un po’ la Vanoni, quindi non posso parlarne male. Scusate.
7. L’unica non confermata è la Giannini. Secondo me il referendum l’ha perso lei da sola.
8. La Madia si è fatta bocciare il cuore della riforma sulla Pubblica Amministrazione dalla Consulta con ignominia. Per questo l’hanno confermata: quando si dice la meritocrazia.
9. Di Marco Minniti, nel governo precedente, dicevano che l’ex responsabile ai servizi fosse “un ministro in segreto” e che contasse “su alcune questioni più dei titolari di Interno, Esteri e Difesa”. Era uno dei favoriti di Renzi, che infatti lo ha piazzato all’Interno. Della serie: “Io sto a Pontassieve e fingo di essermi allontanato, ma comando più di prima”. Quando si dice la coerenza. Si citi poi qui a margine la frase di D’Alema: “Se la risposta alla vittoria dei No è Minniti all’Interno, perdiamo altri 4-5 punti”. Vamos.
10. M5S e Lega continuano a sbraitare. Fanno bene, perché tre quarti di questo governo fa schifo il giusto e alcune conferme/ promozioni sono uno sputo in faccia a chi ha votato “No”. Al tempo stesso, o sono miopi o recitano: più questo governo dura, più il malcontento sale e i loro voti crescono. Queste continue prove di forza renziane fanno male anzitutto a Renzi, perché gli elettori non lo sopportano più, percependolo sempre più come Casta. Nel frattempo il Pd gioca a logorarlo. Quindi: più questo governo dura, e secondo me un po’ dura, più noi ci sentiremo inutili ma al tempo stesso Renzi si inabisserà. Da ciò se ne evince che, verosimilmente, anche il governo Gentiloni è probabilmente un’idea di Jim Messina.
giovedì 24 novembre 2016
Legge Bilancio, passa norma pro De Luca
Questo è il primo e salatissimo prezzo che il Paese paga per il Sì al referendum del 4 Dicembre . Il Governo pur di raccattare qualche voto in più ha dato la possibilità ai Presidenti di Regione di fare i commissari in ambito della Sanità, che aloro volta hanno nominato chi eventualmente ha creato il disastro economico; una scelta capestro, degna di una mentalità Renziana dedita al compromesso, in barba alle volontà dei cittadini e al buonsenso della spesa pubblica.
Sebastiano Campo
Legge Bilancio, passa norma pro De Luca: farà commissario sanità in Campania. Opposizioni: “Renzi si piega al ras”
Approvato l'emendamento in commissione. L'ultima modifica del Pd: "Sarà sottoposto a verifiche ogni 6 mesi". Furia di Lega, M5s e Sinistra: "Renzi si piega al ras per i voti al referendum"
La commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento del relatore della legge finanziaria (Mauro Guerra, Pd) che prevede la possibilità per i presidenti di Regione di ricoprire l’incarico di commissari della sanità quando si verifica un percorso di rientro dai conti in rosso. Una norma che è stata ribattezzata “pro De Luca” perché in questa situazione in questo momento c’è soprattutto il governatore della Campania Vincenzo De Luca. In pratica, con questo meccanismo, sarà il controllato che nominerà il controllore. Il testo, prima del via libera, era stato riformulato: il lavoro dei commissari sarà sottoposto a verifiche del governo ogni 6 mesi. La norma è passata con 18 voti a favore, 12 contrari e un astenuto (Bruno Tabacci). Le opposizioni – in particolare Lega, M5s e Sinistra Italiana – hanno protestato a lungo prima dell’approvazione dell’emendamento. Particolare non secondario: in commissione al momento del voto non c’era nessuno di Forza Italia. Sull’esito del voto, per il momento, resta un dubbio sollevato da due deputati dei Cinquestelle, Laura Castelli e Giorgio Sorial: i numeri della votazione, secondo loro, sono sbagliati perché i parlamentari in commissione Bilancio sono 46, il presidente non vota, “noi contrari tra Lega, M5s, Sel e alcuni del misto eravamo in 14” ma alla fine i voti conteggiati sono stati solo 31.
In ogni caso proprio mentre De Luca è diventato improvvisamente il tema principale della campagna elettorale per via delle sue uscite su Rosy Bindi e delle sue parole rivolte ai sindaci campani invitati al voto clientelare, la Camera dà il via libera all’emendamento che rimette in mano al governatore tutto il settore della sanità, questione delicatissima in quella Regione. L’unico vincolo per il presidente di Regione sarà dunque quello di essere sottoposto ogni sei mesi alle verifiche dei ministeri dell’Economia e della Salute per capire se il suo operato sia conforme ai piani di rientro e ai livelli di assistenza sanitaria.
Le opposizioni hanno tentato a lungo di evitare il voto sul testo chiedendo almeno la votazione per appello nominale “in modo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità”, ma la richiesta è stata respinta dal presidente Francesco Boccia perché questa procedura è possibile non in sede referente, ma solo in sede legislativa (cioè quando la commissione approva direttamente la legge, senza che questa debba passare dall’Aula). La Lega Nord, per voce di Barbara Saltamartini, ha minacciato di occupare la sala del Mappamondo, dove si svolgono i lavori della commissione. Il Movimento 5 Stelle ogni tanto ha diffuso ad alto volume parti del discorso del governatore ai 300 sindaci campani pubblicato dal Fatto Quotidiano, con tanto di audio. Ha usato l’ironia, invece, in un suo intervento Giulio Marcon (Sinistra Italiana): “Diteci voi cosa serve per farvi ritirare questo emendamento. una frittura? Uno yacht? Ditecelo voi, provvediamo”.
Ma oltre alle minoranze ha avuto dubbi anche un pezzo di maggioranza, nella sola persona di Bruno Tabacci, deputato di Centro Democratico, che ha parlato di errore politico a pochi giorni dal voto referendario: “Era stato lo stesso Renzi, opportunamente, a volere che i presidenti di Regione non potessero più essere commissari sanitari. Mi spiace di non poter votare questo emendamento, personalmente mi astengo“.
La riformulazione, secondo le opposizioni, “peggiora l’emendamento Tartaglione”, come dice Rocco Palese, fittiano dei Conservatori e Riformisti, perché “si torna alla norma Tremonti, con la nomina automatica del governatore a commissario ad acta”. Secondo Palese “la nomina di commissario tecnico scatta solo dopo” un eventuale esito negativo delle verifiche dei tavoli tecnici. “Questa decisione è grave perché le norme di rafforzamento per le Regioni in piano di rientro varate dallo stesso governo Renzi” con la legge di Stabilità per il 2015 “vengono abrogate”.
Ma la questione è più politica e su questo piano le minoranze attaccano il governo Renzi. “Per il referendum Renzi paga il pegno clientelare ad un Presidente screditato” dichiara il capogruppo di Si, Arturo Scotto. “Voi state dicendo – aggiunge Guido Guidesi(Lega Nord) – che se De Luca fa una cosa che non si deve fare, voi gli date i mezzi per farlo. Questo è un sostegno all’illegalità. Lo legittimate”. Per i Cinquestelle Silvia Giordano si è rivolta direttamente verso il governo, legando questo provvedimento ai voti che servono per recuperare terreno: “Almeno ditelo in modo chiaro e schietto che i voti di De Luca in vista del 4 dicembre vi servono come il pane. Meglio gettare la maschera”. La Giordanoha definito De Luca un “ras incontrastato” e Renzi “il burattinaio di un’operazione che vede protagonisti soldati semplici per portare avanti questa porcata”.
venerdì 18 novembre 2016
PROPOSTA DAL PD UNA TASSA ....SUI GENITALI DEL CANE
Ci mancava anche la tassa sui cani non sterilizzati....forse il piddiota che l’ha proposta non si rende conto che i proprietari dei cani sono quelli che evitano il randagismo, che è una piaga che riguarda la gestione degli abbandoni da parte di chi non dichiara di avere un animale e non ha rispetto della vita di un essere. Questi soggetti si fanno un baffo di una simile proposta di legge.....a me sembra un modo come un’altro per estorcere denaro ai cittadini....una vergogna!!!! Anche un bel Vaffa....di contorno.
Sebastiano Campo
Legge di Bilancio, emendamento Pd: “Tassa comunale per i proprietari di cani non sterilizzati”
La proposta del deputato Michele Anzaldi ha superato l'esame di ammissibilità. Secondo il parlamentare dovrebbe ridurre il randagismo, che "costa alle casse pubbliche circa 5,25 miliardi all’anno".
“I proprietari o detentori di cani non sterilizzati sono tenuti al pagamento di una tassa comunale annuale, istituita da ciascuna amministrazione locale con propria delibera”. A prevederlo è un emendamento proposto dal deputato Pd Michele Anzaldi alla legge di Bilancio che ha superato l’esame di ammissibilità. La proposta di modifica stabilisce che si siano “esenzioni, riduzioni e detrazioni in favore di determinate categorie di soggetti”. Immediata la reazione di Forza Italia, che si oppone al balzello e ha lanciato su Twitter un sondaggio che chiede agli utenti se siano d’accordo con l’idea di Anzaldi.
Secondo il deputato Pd la nuova imposta dovrebbe contrastare il randagismo, che è “un problema sentito dal punto di vista etico ed è anche una questione di carattere economico. Secondo una proiezione dai dati ufficiali esistenti, la gestione dei 750mila cani randagi in Italia costa alle casse pubbliche circa 5,25 miliardi all’anno“. L’emendamento rappresenta dunque, stando al deputato Pd, “una proposta concreta per promuovere la cultura della sterilizzazione ed evitare che centinaia di migliaia di cani debbano finire nelle ‘prigioni’ dei canili“. Anche perché “un cane in canile costa al Comune da 3 a 8 euro al giorno, cioè 1000-3mila euro all’anno, ma evidentemente questa è la retta che i comuni pagano esclusi altri costi come personale, gestione ecc. che devono per forza afferire ad altri capitoli di spesa. Non vengono considerati, inoltre, i bandi straordinari, come le spese del SSN per anagrafe, sterilizzazioni, profilassi, farmaci, visite, test e cure di malattie, antiparassitari”.
Ovviamente “se si procede con la sterilizzazione, certificata dai medici veterinari abilitati ad accedere all’anagrafe regionale degli animali di compagnia – aggiunge – non si sarà tenuti a pagare il contributo”. L’emendamento dispone poi che siano “esentati dall’imposta: i cani di proprietà di allevatori professionali, i cani esclusivamente adibiti alla guida dei ciechie alla custodia degli edifici rurali e del gregge, i cani adibiti ai servizi dell’Esercito ed a quelli di pubblica sicurezza; i cani appartenenti a categorie sociali eventualmente individuate dai comuni”.
mercoledì 16 novembre 2016
REQUISITO ALBERGO di FICAROLO (ROVIGO) PER OSPITARE IMMIGRATI
Quando un Paese si riduce a requisire un Albergo di proprietà privata credo che abbia dimostrato di non essere all’altezza di gestire un flusso migratorio epocale come questo. Imporre con la forza è dimostrazione di incapacità e si rischia di innescare una miccia molto pericolosa, che può portare a dei disordini civili molto gravi. Credo sia venuto il momento che questo Governo sbaracchi e vada via, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini.
Sebastiano Campo
Migranti, arrivati in 15 nell’hotel di Ficarolo (Rovigo). L’albergatore si barrica: “Niente chiavi, pagherete i danni”
Aveva promesso di incatenarsi pur di impedire che nel suo albergo, a Ficarolo (Rovigo), arrivassero i migranti. Ma ieri mattina il proprietario dell’Hotel Lory, Luigi Fogli, nulla ha potuto: 15 richiedenti asilo – che non avrebbero potuto essere alloggiati presso l’ex zuccherificio di Cavanella Po, che già ne ospita 120 – sono stati accompagnati dalle forze dell’ordine all’interno della struttura che è stata requisita dalla Prefettura lo scorso primo novembre per collocarvi tramite una cooperativa i migranti. Così come mostra il filmato di Servizio Pubblico. Al momento dell’arrivo, il proprietario dell’hotel – che ha cercato di barricarsi nella struttura, insieme alla figlia Barbara – ha anche accusato un leggero malore dal quale si è subito ripreso. “Non vi consegno le chiavi, vi farò pagare tutti i danni”, ha urlato Fogli alle autorità. E per alcune ore l’uomo è riuscito a impedire che i migranti potessero entrare nelle stanze. La requisizione dell’albergo da parte del prefetto di Rovigo nasce da una manifestazione d’interesse dello stesso proprietario che un mese fa aveva chiesto informazioni alla prefettura sul sistema di accoglienza degli immigrati, dal momento che la sua società è in crisi. Fogli, a pochi metri dall’albergo gestisce, infatti, anche un ristorante e un night club con annesso privè. Ma quando l’uomo ha scoperto che per ogni migrante avrebbe ricevuto solo 7 euro al giorno ha ritenuto l’affare non più conveniente. Il prefetto Enrico Caterino è, invece, andato avanti disponendo comunque il sequestro dell’intera struttura per ospitare 50 profughi e scatenando le proteste di Fogli. Dopo due settimane di trattative, a cui ha partecipato anche il sindaco di Ficarolo Fabiano Pigaiani, sembrava si fosse giunti a un accordo: 10 profughi ospitati in albergo per un mese, nell’attesa di trovare una struttura o delle abitazioni sfitte in paese. “Il prefetto avrebbe però voluto farmi firmare un impegno a non ricorrere al Tar contro il suo provvedimento. Ma io ho detto di no”, ha spiegato Fogli. Così ieri mattina il blitz delle forze dell’ordine ha messo fine a ogni possibile mediazione. E dopo due settimane di presidio della Lega Nord, Forza Nuova e Casapound, Luigi Fogli è rimasto solo. “E’ una giornata triste per il Veneto e per tutti gli imprenditori del comparto alberghiero che vedono calpestati i propri diritti da uno Stato allo sbando sull’emergenza migranti. Ora nessuno è al sicuro”. Così il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale veneto Nicola Finco ha commentato i fatti di Ficarolo dove nelle scorse settimane sono apparsi disegni, svastiche e frasi oscene sui muri di edifici pubblici contro i migranti.
mercoledì 9 novembre 2016
NARDELLA APOSTROFA IL NUOVO PRESIDENTE USA COME INCIVILE
Il Sindaco di Firenze
dimostra ancora una volta, se mai ci fosse stato bisogno, di non essere un
Politico avveduto e all’altezza del compito che svolge; il sindaco del
capoluogo della Regione Toscana che si permette di apostrofare in maniera
indegna il nuovo Presidente degli USA, che piaccia o meno, non può
rappresentare una comunità come quella fiorentina ……prima di giudicare gli
altri dimostri di saper amministrare la propria città…. Sicuramente più avveduto il Presidente del
Consiglio regionale Giani, che da a Trump un “Benvenuto Istituzionale”, a
Firenze vengono molti turisti Americani e tanti hanno votato Trump, forse
questo sfugge al buon Nardella…….
Sebastiano Campo
Elezioni Usa, le reazioni in Toscana:
Nardella:"Rabbia più forte dell'inciviltà di Trump"
Duro il commento del sindaco. Il presidente Rossi: "I moderati non
bastano". E Giani, presidente del consiglio regionale dà a Trump un
"benvenuto istituzionale" nel nuovo ruolo
Ultimo aggiornamento: LA NAZIONE 9 novembre 2016
Elezioni americane: anche a Firenze grande attesa per
il risultato
Firenze, 9 novembre 2016 - Dopo la lunga notte di attesa per le elezioni Usa anche per i cittadini americani
che vivono a Firenze e in Toscana (c'è stata una Election Night in
due locali fiorentini), è certa la vittoria di Donald Trump su
Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca.
Ancor prima dell'ufficialità sono arrivati i commenti dei politici
fiorentini e toscani affidati ai social
network. "La rabbia degli americani è stata più forte
dell'inciviltà di #Trump. Non possiamo stupirci più di tanto",
scrive in un tweet il sindaco di Firenze, Dario
Nardella.
Da parte sua,
anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi,
commenta su Facebook, citando Bernie Sanders,
il candidato sconfitto alle primarie democratice: "È Trump.
All'America che soffre non basta la Clinton moderata e di sistema. Anche in
Italia non basta un PD che punta al centro né ritorni all'Ulivo, ancor meno
polemiche interne. Noi diciamo socialismo: piena occupazione, regolazione del
mercato, redistribuzione della ricchezza, servizi pubblici di qualità e per
tutti. Anche Sanders
lo ha detto".
Da parte sua,
invece, il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Gianiha dato, in
apertura di seduta dell'assemblea toscana, il "benvenuto nel nuovo ruolo
al presidente Donald Trump, lo dico semplicemente
perché è istituzionalmente il nuovo presidente degli Stati
Uniti".
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