La Gran Bretagna ha indicato la strada, ora sta ai Paesi facenti parte a questa sgangherata Europa capirne l’indicazione. Oggi siamo arrivati ad un bivio : da una parte si può creare un vero stato Europeo, con la condivisione sia dei crediti che dei debiti, con una unica aliquota fiscale e stesse leggi amministrative e penali per l’intera comunità; sicuramente è una prospettiva di difficile attuazione a causa dell’opposizione Tedesca; dall’altra si vira con decisione verso la Sovranità di ogni singolo Paese Europeo, ripristinando la propria moneta e soprattutto nazionalizzando la Banca del paese, ribattendo moneta e creando uno scudo di tutela del risparmio, rilanciando la competitività produttiva ,generando di conseguenza posti di lavoro.
Come propone giustamente il Primo Ministro Britannico, dobbiamo pretendere almeno il libero scambio, sopratutto a fronte dell’inesistenza del soggetto giuridico europeo.
Brexit, May presenta il piano d’uscita: “Vogliamo libero scambio ma fuori dal mercato unico europeo”
Il premier ha parlato alla Lancaster House di Londra: "Costruiremo una Gran Bretagna veramente mondiale". L'ultima parola spetterà al Parlamento che dovrà votare la proposta del governo
“Vogliamo un libero scambio con l’Unione europea, ma fuori dal mercato unico. Puntiamo a una Gran Bretagna non più europea, ma mondiale”. Era stato annunciato come un discorso forte su un “hard Brexit” e in qualche modo il premier britannico Theresa May ha rispettato le aspettative, presentando il piano del governo per i negoziati sul divorzio dall’Ue dopo la Brexit in un discorso alla Lancaster House di Londra: “In questo momento stiamo abbandonando l’Europa e pianifichiamo un vertice biennale del Commonwealth. Costruiremo una Gran Bretagna veramente mondiale”, ha detto il primo ministro che punta ad un accordo di libero scambio con l’Ue ma non intende contribuire al bilancio europeo. Il primo ministro conservatore si augura anche che l’Unione europea “non si smembri”, anche se non ha rinunciato a lanciare una critica all’Ue, a cui “è mancata la flessibilità nei confronti di Londra e i britannici se ne sono accorti”. Per la May la Brexit èUn insegnamento per l’Europa e un’occasione di rilancio per una Gran Bretagna “più forte, giusta, unita e rivolta all’esterno”. Questo è stato il referendum di giugno con cui i britannici hanno deciso di uscire dall’Europa considerata troppo lontana dai bisogni e dai problemi dei cittadini, soprattutto in tema di immigrazione. Un tema su cui May ha le idee chiare. Ha annunciato, infatti, che la Gran Bretagna riprenderà il controllo dell’immigrazione dai Paesi Ue e si ritirerà dalla giurisdizione della Corte europea di Giustizia. May spera comunque che il divorzio non sia traumatico. Anche se le strade si separano e la Gran Bretagna ambisce ad avere un ruolo sempre più globale, vuole rimanere allo stesso tempo “un buon amico e vicino” dell’Europa, con cui vuole avere “un rapporto nuovo e alla pari“.
Il premier vuole un accordo con la Ue sulla Brexit “entro due anni” con una implementazione “graduale” delle intese. May ha proposto un accordo di transizione “flessibile” per attuare l’uscita del Regno dicendosi contraria ad una “transazione indefinita” ma riconoscendo che in alcuni settori di mutuo interesse per Londra e Bruxelles è necessario adottare un “processo graduale”, aggiungendo che un accordo “punitivo” da parte dell’Ue non sarebbe “un gesto da amici”. Ora la palla passa al Parlamento britannico che dovrà esprimersi con un voto sull’accordo finale emerso dai negoziati sulla Brexit.
“una lezione anche per l’Ue se vuole avere successo”.


