Sembra una barzelletta, ma non lo è ; purtroppo l’unione
sindacale di Caserta ha denunciato il nuovo direttore della Reggia di Caserta,
con la motivazione che lavora troppo e mette a rischio la struttura, ha quasi
triplicato le visite e incassato 155.000 Euro rispetto ai 70.000 Euro del
predecessore . Beh ! A me non interessa che questo signore sia stato messo dal
Governo in carica, che non dispone della mia fiducia, ma se una persona
funziona va rispettata e sostenuta, a quei sindacati consiglio di far venire
voglia di lavorare ai loro iscritti impiegati alla Reggia, piuttosto che fare delle
rivendicazioni senza senso con il rischio di vedere ulteriormente degradata la
funzione sindacale.
Sebastiano Campo
Reggia di Caserta, il direttore “lavora troppo”. I
sindacati: “Comportamento mette a rischio la struttura”
Mario Felicori è al centro del documento ufficiale di protesta dal titolo:
"Gestione della Reggia di Caserta. Rilievi" inviato al ministro dei
Beni Culturali, Dario Franceschini, in cui si legge: "Il Direttore permane
nella struttura fino a tarda ora, senza che nessuno abbia comunicato e
predisposto il servizio per tale permanenza". Camusso: "Sindacati
hanno sbagliato"
di F. Q. |
4 marzo 2016
La dedizione al lavoro non sempre paga. Ne è un
esempio il nuovo direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, finito nel
mirino dei sindacati perché “lavora troppo“. L’accusa è reale ed è contenuta in
un documento ufficiale di protesta: “Gestione della Reggia di Caserta. Rilievi”,
come riporta Il Mattino, firmato da un numero sostanzioso di sigle sindacali.
Ma non solo: il fascicolo è stato inviato al ministro dei Beni Culturali, Dario
Franceschini, proprio colui che ad agosto ha scelto il manager 63enne bolognese
come responsabile della Reggia. Tra i destinatari del documento di protesta
anche il segretario generale del ministero dei Beni culturali e il responsabile
della Direzione generale dei musei.
All’interno delle tre pagine stilate dai sindacati si
legge testualmente: “Il Direttore permane nella struttura fino a tarda ora,
senza che nessuno abbia comunicato e predisposto il servizio per tale
permanenza. Tale comportamento mette a rischio l’intera struttura“. La prassi
vuole che, essendo il documento ufficiale, il ministero chieda spiegazioni al
diretto interessato, e così è stato: Felicori dovrà adesso spiegare le ragioni
del suo comportamento “anomalo”.
In effetti il neodirettore bolognese ha un modus
operandi che si distanzia parecchio da quello dei suoi predecessori. A partire
dalla decisione di trasferirsi a Caserta in modo da non dover fare il pendolare
e poter arrivare facilmente in ufficio alle 7.30 e restare fino alle
20.00/21.00. Felicori, inoltre, ha l’abitudine di passeggiare per i corridoi e
le sale della Reggia verso le 17 e le 18.30, cioè dopo l’orario di chiusura,
ammirando ma anche controllando la struttura e i suoi dipendenti. Durante il
weekend poi, il direttore non torna a Bologna ma è la moglie a raggiungerlo e
insieme approfittano del tempo libero per visitare Caserta e provincia. Le gite
fuori porta sono anche documentate sul profilo Facebook del manager,
accompagnate da suggerimenti per migliorarne l’attrattività turistica.
Il comportamento “che mette a rischio l’intera
struttura” intanto, nel solo mese di febbraio 2016 ha fatto registrare numeri
record per visitatori e incassi con un aumento del 70% rispetto allo stesso
mese un anno fa. I dati sono riportati dallo stesso direttore che su Facebook
scrive: “Più che raddoppiati gli incassi per la vendita dei biglietti, passati
da 70mila a oltre 155mila euro, con 15.004 visitatori paganti a febbraio 2016
rispetto ai 6.106 dello stesso mese dell’anno precedente”. Stesso risultato
anche per gli abbonamenti annuali, passati da quasi 3.000 a più di 8.000.
Resta adesso da vedere come reagirà il ministero alla
denuncia dei sindacati e come Felicori spiegherà il suo comportamento
“pericoloso”. Intanto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, su Facebook ha
scritto: “L’accusa sembra ridicola, in effetti lo è. I sindacati che si
lamentano di Felicori, scelto dal governo con un bando internazionale,
dovrebbero rendersi conto che il vento è cambiato. E la pacchia è finita! La
Reggia di Caserta è un luogo meraviglioso, ad appena un’ora di treno da Roma
Termini. Il direttore Felicori ha un mandato chiaro: Rilanciarla. E noi siamo
con lui”.
Sulla questione è intervenuta anche la leader Cgil,
Susanna Camusso, chiamata in causa da un utente che su Twitter che la invitava
a difendere “il sindacato da questi sindacalisti”: “Sì! Si può sbagliare, ma
quando si sbaglia bisogna riconoscerlo e quei sindacati a #reggiacaserta hanno
sbagliato!” ha twittato.

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