Non metto in discussione il sì oppure il no a
presentare la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, il Sindaco e la Sua
Giunta possono liberamente decidere secondo i loro parametri, se accettare o
meno la candidatura.
Quello che non condivido è la modalità di
comportamento da parte degli attori in causa: il Sindaco Raggi ha dimostrato
ancora una volta di non avere la personalità adeguata per gestire il confronto
Politico con altre importanti istituzioni, in precedenza nella composizione
della Giunta ed in questo caso con il Governo dello sport.
Allo stesso tempo direi che il Presidente CONI
Malagò si è dimostrato poco intelligente nella gestione della situazione
venutasi a creare ed ha subito un’umiliazione non degna per il massimo
esponente dello sport Italiano; un Presidente deve capire con chi si sta
confrontando e non permettere all’interlocutore di sfuggire all’incontro.
Sebastiano Campo
Olimpiadi Roma 2024, sindaco Raggi dice no: “E’ da
irresponsabili il sì alla candidatura”. Malagò: “Da lei solo pretestuose
questioni di principio”
La prima cittadina M5s non si presenta all'incontro
con il presidente del Coni Giovanni Malagò, che va via dopo 35 minuti d'attesa.
Poi in conferenza stampa spiega le ragione del no ai giochi: "Diciamo no
ai giochi del mattone"
“E’ da irresponsabili dire sì a questa candidatura”. Bastano
otto parole a Virginia Raggi per spegnere le residue speranze sulla possibilità
di vedere assegnate a Roma le Olimpiadi 2024. La spiegazione durante una
conferenza stampa, ma l’atto ufficiale che metterà la parola fine al progetto
olimpico è stata annunciata per la prossima settimana, quando il consiglio
comunale dovrà votare la mozione per il ritiro ufficiale della candidatura di
Roma. Le parole della Raggi ai giornalisti sono arrivate dopo che è saltato
all’ultimo momento l’incontro con il presidente del Coni Giovanni Malagò. Un
colloquio atteso da giorni, annunciato, convocato. E poi annullato perché il
primo cittadino ha dato buca. E Malagò, dopo 35 minuti di attesa, ha preferito
abbandonare il Campidoglio, visibilmente contrariato. “La sindaca non è venuta,
non si è presentata” ha detto il numero uno dello sport italiano. E ora, dopo
questo incidente diplomatico, non sono saltate solo le Olimpiadi di Roma 2024
(il no era ormai scontato), ma anche i rapporti con il Foro Italico. Il Coni
aveva chiesto che il colloquio in Campidoglio fosse trasmesso in streaming. Non
c’è stato lo streaming, non c’è stato neanche il colloquio. La versione
ufficiale fornita dal M5s è che il portavoce della Raggi, Teodoro Fulgione,
avrebbe chiesto a Malagò di pazientare ancora, con il presidente del Coni che,
constatato l’orario di convocazione della conferenza stampa della sindaca, si è
sentito offeso e ha preferito abbandonare il Campidoglio insieme al presidente
del comitato Paralimpico Luca Pancalli. Una versione, quest’ultima, confermata
anche dallo stesso Malagò in conferenza stampa, dove ha sottolineato che
avrebbe auspicato un “maggiore attenzione e un maggior rispetto nei confronti
del mondo che rappresentiamo”. Il primo cittadino, poi, ha spiegato che
l’incontro con Malagò non si è tenuto perché lei ha avuto un contrattempo e non
è riuscita ad arrivare in tempo: “Poi appena sono entrata in Campidoglio ho
chiesto di avvisare il presidente, ma lui ha preferito andarsene. Vi assicuro
che non erano 40 minuti di attesa”.
Le parole della Raggi: “E’ da irresponsabili dire sì ai
Giochi. No alle olimpiadi del mattone”
“E’ da irresponsabili dire sì a questa candidatura. Lo
abbiamo detto in passato e continuiamo a dirlo. Significa assumere altri
debiti, non ce la sentiamo”. Il no alle Olimpiadi di Roma 2024 arriva subito
nella conferenza stampa di Virginia Raggi. Al suo fianco il fido Frongia, di
fronte una numerosissima platea di giornalisti. Di lato uno schermo su cui passano
le slide degli sprechi delle precedenti edizioni. Una su tutte: le Vele di
Calatrava, progettata per i Mondiali di nuoto del 2009 ma rimasta incompiuta.
Ed è proprio lì che il Comitato promotore avrebbe voluto far sorgere il
Villaggio Olimpico. Poi la spiegazione del no: “I soldi da investire sono
quelli dei romani, su progetti lontani dagli interessi dei cittadini” ha detto
il sindaco, che poi ha ricordato come “all’interno della gestione
commissariale, un miliardo di euro di debiti derivano dalle Olimpiadi del
1960“. “Noi non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e contro lo sport, che è
parte integrante del nostro programma – ha detto ancora il primo cittadino – Ma
non vogliamo che lo sport sia utilizzato come pretesto per nuove colate di
cemento sulla città. Ricordiamo come sono andati i mondiali di nuoto del 2009,
con altri scheletri sulla città. No alle olimpiadi del mattone”. Le slide
dimostrano cosa è rimasto delle infrastrutture create ad hoc per i giochi nelle
altre città, la Raggi sottolinea: “Le olimpiadi sono un sogno che si trasforma
in un incubo“.
Il primo cittadino, poi, ha attaccato il Pd: “Si schierò a
favore scelta di Monti per il no ai giochi, ma dopo 4 anni ha cambiato
bandiera. In questa posizione non siamo soli – ha aggiunto – Abbiamo dei
precedenti: Torino 2006, piste di Cesana usate per fare trekking. Sono eventi
che non convengono e non sono sostenibili per le città, portano solo ulteriori
debiti. Ci ricordiamo bene come sono andati i mondiali di nuoto del 2009. Siamo
pieni di impianti inutilizzabili. Per noi non possono essere questo le
Olimpiadi. Quindi no alle Olimpiadi del mattone. Assolutamente no. Le Olimpiadi
si rilevano un grande affari per le lobby dei costruttori“.
Il sindaco, poi, ha ricordato il programma della sua giunta per
lo sport a Roma: “Vogliamo che Roma sia alla altezza delle altre capitali
europee, noi siamo propositivi, noi vogliamo lavorare sul quotidiano non sulle
emergenze. Un disabile le olimpiadi le fa tutti i giorni, roma è invivibile, i
romani ci hanno chiesto di occuparci della città e, non di fare cattedrali nel
deserto. I Romani ce lo hanno chiesto – ha detto – Gli impianti comunali
saranno risistemati e promuoveremo lo sport tutti i giorni: questo è il nostro
impegno”. Per quanto riguarda esempi concreti, invece, la Raggi ha spiegato
cosa intende fare: “Sistemeremo gli impianti esistenti. Trasformeremo cantieri
fatiscenti in occasioni. La Città del nuoto di Calatrava diventerà la vela
della conoscenza grazie ad un accordo con l’ateneo di Tor Vergata“. A chi le
chiedeva se la sua decisione fosse in linea con quella dei romani, Virginia
Raggi ha risposto che “sulla candidatura alle Olimpiadi del 2024 il referendum
c’è già stato, il Pd ha trasformato il ballottaggio in un referendum”.
Il testo della mozione: “Non sussistono le condizioni per i
Giochi a Roma”
Per la prossima settimana, invece, è prevista la discussione
della mozione per ritirare il sostegno alla candidatura. Il testo del
provvedimento, però, è già pubblico: per spiegare la propria posizione, il
Movimento fa un excursus della candidatura, avviata all’epoca di Marino
sindaco, e ricorda i casi che hanno portato altre città nel passato a dire no
ai giochi olimpici. Da questo dato di fatto, ecco il motivo del no a Roma 2024:
“Tenuto conto che fra le città per le quali era stata prospettata l’ipotesi di
una candidatura, poi ritirata, vi sono: Dubai-Emirati Arabi Uniti; San
Diego/Tijuana – Usa/Messico; Amburgo – Germania (candidatura ritirata a seguito
di un referendum popolare); Madrid – Spagna (candidatura ritirata dal sindaco
della città); Boston – Usa (candidatura ritirata dal sindaco della città per
l’elevato rischio che i costi ricadano sui cittadini); coerentemente con quanto
sempre sostenuto dal M5S – ed è il motivo del ritiro della candidatura – si
ritiene, anche a fronte di una approfondita analisi, che non sussistano le
condizioni per proseguire nella candidatura della Città di Roma ai Giochi
olimpici e paralimpici del 2024. Tutto ciò premesso – prosegue la mozione –
l’assemblea di Roma capitale impegna il sindaco e la sua giunta affinché
ritirino la candidatura della città ad ospitare le Olimpiadi e le Paralimpiadi
del 2024″.
La prima cittadina M5s, del resto, è alle prese con una
crisi della giunta dopo che a inizio settembre cinque dirigenti, tra cui
l’assessore al Bilancio, si sono dimessi in polemica. Ieri si è presentata in
consiglio comunale senza il nome per sostituire il dimissionario Marcello
Minenna nell’esecutivo del Campidoglio: una scelta che ha scatenato le
polemiche delle opposizioni, ma che al tempo stesso preoccupa molto anche i 5
stelle perché segno di un impasse che sembra non finire più. Il No alle
Olimpiadi, inoltre, non ha convinto tutti nella maggioranza M5s, ma si tratta
di una delle condizioni poste da Beppe Grillo perché il Movimento continui a
sostenerla.
Malagò: “Avremmo meritato più attenzione e più rispetto”
La spiegazione dell’incontro saltato, l’attacco diretto alla
sindaca e alla poca conoscenza della ‘questione olimpiadi’, poi il consiglio,
che però suona come un avvertimento: “Consiglio alla Raggi di non presentare la
mozione per dire no alla candidatura“. Il sindaco di Roma ha appena finito di
parlare quando ha inizio la conferenza stampa del presidente del Coni. Giovanni
Malagò non le ha mandate a dire: non ha risparmiato parole né soprattutto
critiche, ha parlato di populismo e di presa di posizione “già scritta”, ha
sottolineato di meritare più rispetto. In sintesi: ha provato a demolire punto
per punto la tesi di Virginia Raggi e del suo staff, quel “no alle olimpiadi
del mattone” che secondo Malagò non sta né in cielo né in terra. Le prime
dichiarazioni del numero uno dello sport italiano, però, sono state dedicate ai
motivo che hanno portato ad annullare l’incontro con il primo cittadino.
“Dopo 37 minuti di attesa, alle 15.07, anche in
considerazione del fatto che la sindaca aveva convocato una conferenza stampa
per le 15.30, abbiamo deciso di andare via. Forse avremmo meritato più
attenzione e anche più rispetto per quello che rappresentiamo” ha sottolineato
Malagò, che poi ha spiegato come la candidatura di Roma esista solo “perché
sono cambiate le regole del gioco”. “Mi è dispiaciuto che Raggi non lo abbia
ricordato. Questo è il punto centrale. Se non ci fosse stata Agenda 2020
nessuna città d’Italia poteva aspirare a candidarsi” ha aggiunto il capo dello
sport italiano, ricordando che il Coni non appartiene a nessun partito. “Siamo
laici. Abbiamo avuto un mandato dal mondo dello sport all’unanimità, quello di
candidarsi per Roma 2024 – ha detto – Non era mai successo da quando esiste il
Coni. Siamo andati avanti forti di una delibera dell’assemblea capitolina con
ampia maggioranza, il sostegno del governo italiano, della Regione e
l’endorsement della presidenza della Repubblica“.
Sulla questione dei costi, poi, Malagò ha detto che il
“budget della candidatura è meno di un decimo del budget di Sochi 2014. Era
l’occasione, è l’occasione per dimostrare che c’è la possibilità di sistemare
quelle cose che non c’è possibilità di risolvere se non si interviene con
progetto come quello della candidatura – ha aggiunto – Mi spiace sentire che
l’amministrazione per Le Vele ha un’idea per il progetto della città della
conoscenza. Il rettore dell’Università di Tor Vergata mi ha detto che le cose
non stanno proprio così”. Altro cardinale della tesi della Raggi è la
trasparenza. Anche su questo tema Malagò ha avuto da ridire: “Ben venga chi ha
il vessillo della trasparenza, ma noi non dobbiamo organizzare le Olimpiadi ma
decidere se sperare di organizzarle o staccare la spina. Consiglio alla sindaca
di non presentare quella mozione in consiglio comunale. Parla di città come
Amburgo e Boston che non sono mai state ufficialmente candidate. Spero siano
errori fatti in buona fede ma è imbarazzante“. Da questo dato di fatto, poi, il
presidente del Coni è passato all’attacco diretto del primo cittadino: “Non si
vogliono fare le Olimpiadi, ma non c’è un motivo vero. Se il motivo erano le
ruberie noi diciamo gestitele voi. Quale migliore garanzia per chi è un
baluardo della legalità?”. Bollata come “demagogia e populismo”, invece, la
notizia secondo cui Roma stia ancora pagando i debiti per le Olimpiadi del
1960.
“Vi sembra normale organizzare un incontro alle 14.30 su un
tema così importante con una conferenza stampa già annunciata per le 15.30? –
ha poi detto Malagò – Siamo seri, è tutto pretestuoso, tutto già scritto. Loro
hanno i sondaggi come li abbiamo noi ed ora vanno tutti in una certa direzione.
Informatevi domani dal Codacons, per questo volevamo la diretta streaming sia ieri
sera che oggi. Invece loro, i paladini della legalità, l’hanno negata. Nelle
circoscrizioni di periferia dove la sindaca ha vinto, i ragazzi dai 18-25 anni
vogliono i Giochi”. Malagò ha criticato anche altre mosse dello staff del
Campidoglio: “Qualcuno ha tirato in ballo Pietro Mennea. Strumentalizzazioni,
alibi. Lui era contro quel tipo di Olimpiadi (quelle del 2020) ma favorevoli a
queste e lo ha ribadito anche la moglie Manuela in una lettera”.

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