Il problema è che questa norma colpirà, come al solito, chi ha nome e cognome, dai
quali si potrà attingere tranquillamente, mentre i soliti furbetti che si nascondono
dietro un nome di Azienda, Cooperativa o Associazione , la farà franca . Ci stiamo
avviando in un regime di dittatura tributaria..
Come funziona negli altri Paesi Europei più importanti ?
In Germania vengono prese in considerazione la cilindrata e le emissioni di CO2 : le auto a benzina pagano
2 euro per 100 cm3, mentre le Diesel 9,5 euro per 100 cm3. A ciò si aggiungono 2 euro sia per le benzina che per le Diesel per ogni grammo di CO2 eccedente i 95 g/km. Va considerato che in questi importi viene immesso
l’uso della rete Autostradale, che i Tedeschi non pagano quando la percorrono perchè è già compresa nel Bollo di Circolazione ( non di proprietà come in Italia ) .
In Francia il bollo auto semplicemente non esiste per i privati, ma solo se la vettura in questione non eccede i 190 g/km in termini di emissioni di CO2. In questo caso si paga una tassa fissa di 160 euro. E questo
spiega i minori introiti del fisco transalpino da questa imposizione.
La Spagna adotta un metodo differente, utilizzando un dato simile ai nostri vecchi “cavalli fiscali”,
un valore calcolato dagli uffici governativi. Gli scaglioni sono quattro: potenza uguale o inferiore a 8 cavalli fiscali (importo minimo 12,62 euro), 8-11,99 (34,08), 12-15,99 (71,94), 16-19,99 (89,61), uguale o superiore
a 19,99 (112). Gli importi però possono variare da città a città. Ad esempio a Madrid una vettura con più di 19,99 cavalli fiscali paga come minimo 202 euro.
In Inghilterra sono invece in vigore tredici scaglioni progressivi suddivisi sulla base delle emissioni
di CO2, che dal 2001 hanno sostituito la cilindrata: si va dalle 0 sterline per una vettura che emette fino a 100 g/km, alle 180 per le vetture che ne emettono da 151 a 165 fino alle 505 sterline per le oltre 205 g/km. Nel
Regno Unito il bollo si può pagare per l'intero anno oppure, per un importo leggermente superiore, per sei mesi.
Sebastiano Campo
Bollo auto non pagato: scatta il recupero dei soldi dal conto corrente
Il mancato pagamento del bollo o di una multa può far scattare la procedura per il recupero dei soldi dal conto corrente
Dal prossimo 1° luglio il Fisco potrà mettere le mani direttamente sui nostri conti correnti in caso di multe o bollo auto non pagati attraverso il meccanismo del pignoramento del conto corrente seguito dal prelievo diretto della somma dovuta.
I FATTI – L’ultima legge di bilancio approvata dal Governo ha infatti sancito l’eliminazione
di Equitalia. Con la soppressione di Equitalia, lo stesso ruolo verrà svolto però da un nuovo soggetto pubblico, l’Agenzia delle Entrate Riscossione,
che diventerà presto lo spauracchio di automobilisti e cittadini poco attenti alle scadenze del fisco: la nuova agenzia avrà poteri maggiori nella lotta all’evasione e nella ricerca dei beni da pignorare.
COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA – La procedura che porta al recupero della somma dovuta dal conto corrente inizierà con gli avvisi e i solleciti di pagamento.
Da questo momento il contribuente avrà 60 giorni per mettersi in regola, pagando tutto subito, dilazionando la cifra o presentando ricorso.
Una volta trascorsi 60 giorni, in mancanza del pagamento, i funzionari dell’Agenzia potranno innescare il meccanismo per ottenere la
somma e arrivare al pignoramento del conto corrente.
Fonte sito Virgilio.it

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