Ascoltando i telegiornali e leggendo la carta stampata sembra che
l’italia (attualmente non merita la maiuscola) sia in continuo sviluppo, che
l’economia migliora,che le tasse non incidono che socialmente non succeda niente e che Renzi
sia il messia. Per questo ho voluto riprendere un sunto delle tassazioni subite
negli ultimi 2 anni dai felicissimi cittadini, felici di perdere oltre che il
lavoro anche una buona fetta di potere di acquisto.
Due anni di gestione del potere da parte dei politicanti di “governo” coincisi con due anni di nuove Tasse
La gestione del potere governativo da parte di Renzi
compie due anni. E vanta falsamente di aver abbassato le tasse. Come è noto a
tutti, ormai, l’Italia è il paese del continente europeo in cui si pagano più tasse.
Ed è quello in cui le famiglie pagano più tasse in assoluto, il 68% secondo i conti della Banca Mondiale, come abbiamo avuto modo di ricordare lo scorso 30 gennaio. I dati dell’indice “Paying taxes 2016” (Banca Mondiale,
appunto), riferiti ai dati del 2014, dunque l’ultimo anno dell’era pre-Renzi o
post-democrazia, parlano chiaro: il prelievo fiscale annuale sul profitto è del
64,8% contro una media europea del 40,6%. Sono tre gli indicatori considerati
dalla BM: la pressione fiscale sulle imprese, le
ore perse per gli adempimenti fiscali, e il numero
di tasse che
gravano sulle imprese. Su 189 Paesi del mondo analizzati, l’Italia si pone al
137simo posto.
Se guardiamo all’operato
della struttura (o se volete pseudo governo) che gestisce il paese seguendo le sue stesse dichiarazioni
e le notizie sulla stampa economica, ci sembra che abbia mantenuto la sua
promessa. Eppure, la realtà smentisce tutto questo, come mai? Non c’è settore
che non lamenti mancate riduzioni di imposte o addirittura aumenti. A partire
dalla casa. Renzi ha copiato con successo
l’idea di Silvio Berlusconi di eliminare la tassa sulla prima casa. Ma sia
Confedilizia che la Cgia di Mestre segnalano un aumento complessivo della
pressione fiscale. La Cgia analizza il periodo che va dal 2010 al 2015 (governi
Berlusconi, Letta, e quelli incostituzionali
di Monti e Renzi) e constata come la pressione sia costantemente aumentata:
“una famiglia con 4 componenti che abita una casa da 120 mq ha subìto un
aumento della tassa rifiuti del 25,5%, ovvero 75 euro in più. Quest’anno
(dunque grazie alla gestione del governo da parte di Renzi, PD ePDL ndr),
inoltre, si dovranno versare 368 euro di Tari al proprio comune. In caso di nucleo
di 3 componenti residente in un appartamento da 100 mq, l’aumento è stato del
23,5% (+57 euro). In sostanza nel 2015 si dovranno versare circa 300 euro. Un
nucleo di 3 persone che risiede in un’abitazione da 80 mq ha dovuto pagare il
18,2% in più (+35 euro): 227 euro da versare”. Questo per quanto riguarda i privati
cittadini. “Ma alle attività economiche va anche peggio –
scrive la Cgia di Mestre – il rincaro medio per ristoranti,
pizzerie e pub con una superficie di 200 mq, ad esempio, si attesta addirittura
al 47,4%, (+1.414 euro). Un negozio di ortofrutta di 70 mq, invece, ha
registrato un incremento del 42% (+ 560 euro), mentre un bar di 60 mq ha dovuto
versare il 35,2% in più, pari ad un aggravio di 272 euro”.
Per quanto
riguarda le imprese, il gruppo di gestione del governo capitanato da Renzi
vanta di aver iniziato ad abbassare il costo del lavoro e di aver intrapreso un percorso per
ridurre la pressione complessiva sugli imprenditori. Eppure, stando al Centro
Studi di Confindustria, resta alta la pressione fiscale sulle
imprese, stimata dal al 49,4% del Pil. Un livello che: “non potrà diminuire
finché non ridurremo la spesa corrente” (al netto degli interessi passata da
671 miliardi nel 2012 a
692 nel 2014). Le imprese, che ricordiamo hanno usufruito dello sgravio di
contratti a tempo indeterminato e la libertà di cambiare i vecchi contratti con
quelli che di fatto annullano l’art. 8, danno atto a Renzi e a Padoan che
l’ultimo anno abbia segnato “un’inversione di tendenza”, ma il loro è un
sorriso a denti stretti: “il percorso è ancora lungo e deve contare
sull’impegno e la collaborazione per semplificare la vita delle imprese”,
dichiara Gianfelice Rocca, presidente di
Assolombarda.
E che dire dei
consumatori? Il governo anticostituzionale e gestito dal non eletto Renzi vanta falsamente
di non aver aumentato l’Iva,
ma siamo passati dal 20% al 22% e poi perché dal 2017 le aliquote riprenderanno
a salire. Nel 2017 l’aliquota Iva al 10% passerà al 13% mentre quella al 22%
passerà al 24%. E nel 2018 si prevede un ulteriore aumento dell’aliquota
massima dal 24% al 25%. Venticinque percento, vuol dire pagare un prodotto, o
un servizio, un quarto in più rispetto al suo prezzo. Non è poco. Quanto alle
altre note imposte indirette, forse le più
odiose di tutte, le accise sui carburanti (quelle che ancora ci
consentono di pagare la nostra guerra in Abissinia e il terremoto dell’Irpinia,
tanto per essere chiari), esse non spariranno, né diminuiranno ma aumenteranno
come abbiamo avuto riprova già da qualche giorno. Lo pseudo governo vanta di
aumentarle meno del previsto. Perché infatti, con la Legge
di Stabilità viene
dimezzato l’aumento delle accise sui carburanti previsto per il 2018, l’obiettivo
di maggiori entrate da conseguire passa da 700 milioni a 350 milioni di euro
all’anno (da leggere come aumento annuo previsto). Anche qui viene dunque
rinviato e dimezzato un aumento. Ma non c’è alcuna riduzione.
Ci resta la soddisfazione degli 80 euro in busta paga. Ma quelli vanno considerati come tasse in meno, o come un aumento della spesa pubblica? Ad esser sinceri, pare più la seconda ipotesi. E l’altra soddisfazione è quella di pagare meno il canone Rai. Ma è nella bolletta elettrica: dunque lo pagano tutti, anche chi non ha mai avuto una televisione in casa. Grazie al governo unico PD-PDL e dintorni.
Ci resta la soddisfazione degli 80 euro in busta paga. Ma quelli vanno considerati come tasse in meno, o come un aumento della spesa pubblica? Ad esser sinceri, pare più la seconda ipotesi. E l’altra soddisfazione è quella di pagare meno il canone Rai. Ma è nella bolletta elettrica: dunque lo pagano tutti, anche chi non ha mai avuto una televisione in casa. Grazie al governo unico PD-PDL e dintorni.
Paolo Campo
Liberamente tratto
dall’articolo di Stefano Magni

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