Della serie ” becchi e bastonati” , grazie al
cazzaro di Rignano e al suo amico Alfano, l’Italia è stata deferita alla Corte
di Giustizia Europea per disastro migranti . Qualcuno potrebbe obiettare “ beh
! è il Governo Renzi che si deve presentare alla Corte di Giustizia e
argomentare la situazione “, a questi signori faccio presente che ogni
infrazione, in Europa, viene sanzionata in maniera pecuniaria, chi paga è
sempre Pantalone, Noi cittadini !
Sebastiano Campo
PROCEDURA D'INFRAZIONE UE CONTRO IL
GOVERNO RENZI: SARA' DEFERITO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA PER DISASTRO
MIGRANTI
mercoledì 9 dicembre 2015
BRUXELLES - Era una minaccia, ora sembra
diventata realta': la Commissione europea pronta a rivolgere all'Italia una
procedura d'infrazione per non avere raccolto le impronte dei migranti arrivati
nel Paese. Il tutto avverra' nei prossimi giorni, secondo fonti provenienti
direttamente da Bruxelles.
Si tratterebbe di un "atto dovuto a causa
del mancato rispetto delle disposizioni del regolamento Eurodac", il
sistema di rilevamento dati attivo a livello europeo, secondo la stessa fonte,
e sarebbe imputato all'Italia e ad altri due Stati europei (non precisati).
"La decisione della Commissione europea
di aprire una procedura di infrazione contro l'Italia per la mancata
registrazione dei migranti è proprio ingiusta e ci fa veramente arrabbiare. Ci
chiediamo che senso abbia mettere l'Italia sul banco degli imputati, che è
stata sola a lungo ad affrontare questo fenomeno e che è un Paese che ha fatto
molto più di altri, per qualche mancanza nella registrazione (decine di
migliaia, altro che "qualche mancanza" -ndr) che peraltro risale a
momenti di arrivi caotici del passato" ha dichiarato la capodelegazione
degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia. Ma è una reazione rabbiosa che non cambia
il merito dell'accusa.
La procedura di infrazione arriva dopo mesi in
cui l'Italia stava fornendo continue informazioni alla Ue circa la pratica
delle impronte, nella speranza di un esito positivo e non dell'apertura di una
procedura, primo passo che potrebbe arrivare a portare il Governo italiano di
Matteo Renzi davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea.
In Italia, come in Grecia, sono stati di fatto
aperti i primi hotspots, centri di identificazione e smistamento dei migranti
in arrivo dopo essere sopravvissuto alla fuga dal proprio paese e al viaggio
nel Mar Mediterraneo, ma riferendoci all'Italia, nessuno è funzionante secondo
gli accordi presi con la Ue, che prevedono di lasciare dentro queste strutture
tutti i migranti che non hanno diritto d'asilo e che nello specifico di quelli
che arrivano nel Belpaese sono oltre il 95%.
Qui, una volta date le impronte, dovrebbero
riuscire a chiedere asilo politico (quei pochi) rimanendo in attesa di una
risposta, tutti gli altri vanno espulsi. La situazione, in realta', e' a dir
poco caotica e il caso dell'hotspot di Lampedusa e' emblematico: "Da
settembre le autorita' Italiane hanno adottato nuove pratiche illegali in
violazione dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo presso l'hot spot
di Lampedusa", denuncia l'europarlamentare Barbara Spinelli in
un'interrogazione firmata da altri 22 colleghi europei.
"Arrivati nell'hot spot, i migranti sono
frettolosamente intervistati e ricevono un formulario incompleto senza
informazioni sul diritto all'asilo. Pertanto, molti migranti ricevono
provvedimenti di respingimento senza avere avuto l'opportunita' di chiedere
asilo ai sensi delle direttive 2011/95/UE detta "Direttiva
Qualifiche" e 2013/32/UE detta "Direttiva Procedure".
Una volta ricevuti i provvedimenti di
respingimento, i migranti sono cacciati dai centri con un documento che li
obbliga a lasciare il paese entro sette giorni dall'aeroporto di Roma
Fiumicino, ma è semplicemente una presa in giro. Nessuno di loro lascia o ha
mai lasciato l'Italia dopo aver ricevuto il provvedimento di respingimento, che
rimane un pezzo di carta senza conseguenze concrete.
Anzi, una conseguenza indiretta - piuttosto -
ha fatto infuriare la Ue fino ad arrivare alla procedua d'infrazione della
quale oggi è stato avviato l'iter: decine di migliaia di "respinti"
si sono dati di fatto alla clandestinità e senza neppure le impronte che li
possano far individuare hanno varcato tra il 2014 e la primavera del 2015 le frontiere italiane invadendo la Francia e
poi la Germania.
Ce n'è abbastanza per aver fatto finire il
governo Renzi davanti alla Corte di Giustizia Europea.
QUOTIDIANO
IL NORD

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