Questo articolo
è emblematico sul grado di intelligenza del nostro Ministro degli Interni,
continua a dire e fare quello che ad oggi si è dimostrato fallimentare nella
gestione della comunità islamica in Italia: la fortuna di non aver avuto ad
oggi attentati non è merito del Governo, ma la certificazione che siamo utili idioti
per questi signori, parlo del fatto che siamo l’unico Paese che paga i riscatti
e funge da via di transito; anche l’attentatore di Nizza è passato da noi ed
era presente ad una manifestazione antirazziale della sinistra italiana . Ma
quello che risalta è il vergognoso comportamento dei Parlamentari del Senato
della Repubblica che in una giornata dove si parlava di un importante problema
della nostra storia contemporanea, erano presenti in venti su oltre trecento
nei banchi dell’aula. E’ l’ennesima dimostrazione di quanto poco valgono i
personaggi che gli italiani hanno si sono ritrovati sugli scranni parlamentari.
Sebastiano Campo
Terrorismo, ministro Alfano in Senato (deserto): “Da
gennaio 2015 espulse 102 persone, 8 erano imam”
Il titolare dell'Interno, davanti a una ventina di
parlamentari, ha annunciato il rimpatrio di due marocchini considerati
pericolosi per la sicurezza nazionale. Alla comunità islamica italiana:
"Basta con gli imam fai da te. Serve tracciabiltà sui finanziamenti alle
mosche, dove bisogna arrivare alla preghiera in italiano"
di F. Q. | 28 luglio 2016
“Sono 102 soggetti evidenziati per radicalizzaione o
sostegno ideologico al jihad da me espulsi” dall’Italia dal primo gennaio 2015,
“otto erano imam“. A dirlo è Angelino Alfano in un’Aula del Senato deserta,
davanti ad appena venti parlamentari. Durante il question time il ministro
dell’Interno annuncia che ieri due marocchini ritenuti pericolose per la
sicurezza nazionale sono stati raggiunti da un provvedimento di rimpatrio del
Viminale. Si tratta di un giovane di 25 anni, denunciato il 12 luglio scorso
per aver scaraventato un crocefisso di legno del ‘700 a terra causando la
rottura di un braccio, nella chiesa di San Geremia, a Venezia, dove sono anche
custodite le spoglie di Santa Lucia. L’altro è un uomo di 67 anni che aveva
fatto irruzione in una chiesa a Cles, in Trentino, urlando insulti contro la
religione cattolica.
Poi Alfano loda l’efficienza della legislazione italiana
in materia di terrorismo, che compensa le falle europee. Perché se è vero che
“l’approccio divisivo dell’Europa” indebolisce la guerra contro l’Isis e i suoi
lupi solitari, è anche vero – secondo il ministro – che l’Italia può contare su
“una legislazione all’avanguardia, che deriva dalle direttive dell’Onu,
dell’Unione Europea” e dai principi dell’ordinamento italiano segnato dal
contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo. Poi entra nel dettaglio
sull’azione di prevenzione e contrasto delle forze dell’ordine. Finora ci sono stati
controlli su oltre 160mila persone sospette, 549 arresti, 884 indagati e 2859
perquisizioni su soggetti pericolosi, 346 controlli su navi.
Ma oltre ai controlli e all’azione repressiva, per il
ministro è indispensabile la collaborazione con la comunità islamica affinché
isoli e segnali le persone che iniziano pericolosi percorsi di
radicalizzazione. “Nel rapporto con i musulmani italiani come governo abbiamo
adottato una linea che riteniamo giusta e utile: separare sempre chi prega da
chi spara”. Per questo “otto imam sono stati espulsi perché noi riconosciamo il
diritto alla preghiera, per la nostra Costituzione è un diritto naturale, ma se
tu inneggi alla violenza, se fai una predicazione anche antisemita, tu vai
fuori perché non è una predicazione ma un inneggiare alla violenza
incompatibile con i valori della nostra Costituzione e delle nostre leggi”.
“Altra cosa – dice il titolare del Viminale – è il
ragionamento sulle moschee. Stiamo lavorando alla costituzione di un Consiglio
per le relazioni con l’islam, con esperti di mondo arabo e islam anche
italiani, e abbiamo incontrato i vertici delle comunità musulmane in Italia”.
“Dopo che il Consiglio ci ha fatto una proposta – continua – li abbiamo fatti
incontrare sotto la mia presidenza al Viminale. Ne è venuta fuori l’ipotesi
della realizzazione di un modello italiano di islam, che non significa entrare
nella dottrina di fede, ma significa ‘basta imam fai da te‘, stop agli imam che
arrivano in Italia avendo avuto una formazione radicale”, quindi “predicazione
in italiano e lavoriamo per qualcosa che sia condiviso dalle comunità musulmane
al fine di tracciare sempre di più i finanziamenti delle moschee. Anche perché
– sottolinea – non conviene far sentire un milione e 600mila musulmani fuori
dalla comunità nazionale, cosa che alimenta un clima di odio che è l’humus per
atti violenti”.
I nuovi provvedimenti del Viminale arrivano a poche ore
di distanza dal rimpatrio dell’imam marocchino di 51 anni (leggi), Mohammed
Madad, residente fino a 6 mesi fa in provincia di Reggio Emilia e di recente
vicino a Vicenza. L’espulsione è stata decisa per motivi di ordine pubblico e
sicurezza, visto che ultimamente i suoi sermoni a Noventa Vicentina avrebbero
assunto toni sempre più anti occidentali. Il sospetto degli investigatori è che
l’imam potesse agevolare il terrorismo internazionale. Sempre ieri, la polizia
di Savona ha arrestato due marocchini e ne hanno denunciato un terzo. Tutti e
tre hanno precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali
e in materia di falso. Secondo gli inquirenti facevano proselitismo per lo
Stato islamico (leggi).

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