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mercoledì 27 luglio 2016

TERRORISMO TUTTI AVEVANO UN PASSATO CRIMINALE

Come avevo già espresso nell’articolo del giorno 19 Luglio c.a., la somma fra l’odio che già nutrono verso di noi e la situazione di difficoltà economica e di benessere che si affievolisce sempre più , portano a favorire il reclutamento di soggetti come questi , che nelle difficoltà della vita trovano la via di  sfogo con questi attentati atte a minare il nostro stile di vita, oltre la perdita di vite umane innocenti.
Sebastiano Campo





Quasi tutti cittadini europei, molti giovanissimi e comunque under 35, la maggior parte già denunciati o arrestati o anche segnalati dalle forze dell'ordine o dall'intelligene, alcuni con gravi problemi psichici. L'11 settembre continuo che sta vivendo il cuore dell'Europa in queste settimane ha un minimo comun denominatore: i massacratori che vestivano le divise di Isis o che Daesh ha dichiarato fossero suoi soldati erano uomini con un passato criminale
di F. Q. | 27 luglio 2016

Quasi tutti cittadini europei, molti giovanissimi e comunque under 35, la maggior parte già denunciati o arrestati o anche segnalati dalle forze dell’ordine o dall’intelligene, alcuni con gravi problemi psichici. L’11 settembre continuo che sta vivendo il cuore dell’Europa in queste settimane ha un minimo comun denominatore: i massacratori che vestivano le divise di Al Qaeda o Isis e che Daesh ha dichiarato fossero suoi soldati erano uomini con un passato criminale. Fatto di furti o rapine, violenze domestiche, armi o traffico di droga, ma comunque “noti” alle forze dell’ordine e a volte anche ai servizi segreti. Poi la radicalizzazione – a volte last minute – il giuramento di fedeltà al Corano di Abu Bakr Al Baghdadi e la risposta agli appelli di Abu Muhammad al-Adnani. Alcuni di loro sono stati in carcere ed è anche dietro le sbarre che inizia il percorso verso il martirio loro e la strage di tanti innocenti. Come i bambini spazzati via sulla Promenade des Anglais a Nizza.

Charlie Hebdo: i fratelli Kouachi
7 gennaio 2015. Cherif e Said Kouachi sono i due fratelli franco-algerini di 32 e 34 anni che attaccano 
la sede del giornale satiricoCharlie Hebdo falciando 12 persone. Nati in Francia, rimasti presto orfani e dati in affidamento, si legano al mondo dell’Islam radicale. Il più giovane era stato arrestato nel 2008 e condannato a 3 anni perché componente di un gruppo che inviava combattenti in Iraq. Entrambi erano stati in Siria ad addestrarsi.

Hyper kosher a Vincennes: Amedy Coulibaly


9 gennaio 2015. Aveva un passato da criminale comune prima di convertirsi all’Islam radicale e al anche jihad Amedy Coulibaly, 32 anni, il sequestratore del negozio kosher di Parigiucciso nel blitz costato la vita a quattro ostaggi. “Sono dello Stato islamico” disse al giornalista della tv francese che lo chiamò. Originario diJuvisy-sur-Orge, un piccolo comune a sud di Parigi, Coulibaly già da adolescente colleziona una serie di condanne. Poi nel 2005 l’incontro con Cherif Kouachi. Nel 2010 viene arrestatodall’antiterrorismo e viene scarcerato nel 2014. Isis rivendicò l’attentato pubblicando un video.
Copenaghen: Omar Abdel Hamid el Hussein
Era nato in Danimarca da genitori palestinesi, fuggiti da un campo profughi, Omar Abdel Hamid el Hussein, il giovane di 22 anni 
autore di due attentati a Copenaghen. Era noto all’intelligence per il suo passato di violenze e attività legate al possesso di armi. Il ragazzo era uscito di carcere appena due settimane prima. Sulla foto profilo di Facebook aveva un lupo e i testimoni, al momento dell’attacco, lo avevano sentito gridare Allak Akbar. Non aveva viaggiato in zona di guerra e probabilmente era stato ispirato dai fatti di Parigi.
Bataclan e Stade de France: Abdelhamid Abaaoud e i suoi “fratelli”


13 novembre 2015. Attacchi simultanei, sparatorie e kamikaze in azione a Parigi. Abdelhamid Abaaoud 27 anni, belga,poi ucciso nel blitz a Saint Denis, è la “mente” degli attacchi. Viveva aMolenbeek, a Bruxelles poi colpita da più attacchi, ed era considerato membro della cellula di Verviers, prima della fuga in Siria. Anche lui appariva in molti dossier di criminalità comune per fatti commessi a Bruxelles tra il 2010 e il 2011. Salah Abdeslam, è stato il ricercato numero uno per mesi: 26 anni, cittadino belga con genitori marocchini, era un irrequieto con precedenti di polizia prima di radicalizzarsi. Omar Ismail Mostefai, 29 anni, cittadino francese, piccoli precedenti penali, è morto al Bataclan, ucciso dalla polizia. Probabilmente dalla Turchia era riuscito a raggiungere la Siria nel 2013 prima di ritornare in Francia. Samy Aminour, 28 anni, cittadino francese, si è fatto esplodere nel teatro. Viveva vicino a Parigi. Era sotto osservazione da parte dei servizi francesi e classificato con la “S” che contraddistingue gli estremisti. Era stato in Siria. Brahnim Abdeslam, 31 anni, fratello di Salah, morto da kamikaze. Anche lui appariva in molti fascicoli della polizia come associato ad Abdelhamid Abaaoud. Bilal Hadfi, 20 anni, cittadino francese residente in Belgio. Per gli inquirenti aveva combattuto con l’Isis in Siria. Saltato in aria fuori dallo Stade de France. L’unico non cittadino europeo era un siriano chiamato “Ahmad al-Mohammad“, 25 anni, di Idlib. Gli inquirenti francesi avevano affermato che le sue impronte digitali e la foto erano state registrate sull’isola di Leros dalle autorità greche dove figurava come richiedente asilo.
Bruxelles: i fratelli el Bakraoui e Najim Laachraoui
È il 23 marzo 2016 Bruxelles piomba nel caos. Tutti e tre belgi i responsabili. Najim Laachraoui, 25 anni, si era addestrato in Siria nel 2013 ed è accusato di essere uno dei responsabili della logistica degli attentati di Parigi del 13 novembre. Khalid e Ibrahim el Bakraoui sono due fratelli nati a Bruxelles: uno si è fatto esplodere all’aeroporto Zaventem, l’altro è il kamikaze della metropolitana Maelbeek. Entrambi erano noti alle forze dell’ordine e risultavano già ricercati nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati del 13 novembre. Khalid era stato condannato a cinque anni di carcere nel 2011 per furto di auto. Ibrahim, 30 anni, era stato condannato a nove anni per aver sparato contro la polizia durante una rapina a Bruxelles nel 2010.
La strage di Nizza: Mohamed Lahouaiej Bouhlel


“Solitario” e “silenzioso”, “non particolarmente religioso”. Mohamed Lahouaiej Bouhlel era emigrato di origine tunisina ed era padre di tre bambini. Aveva avuto problemi economici e a marzo era stato condannato per un  diverbio. L’uomo aveva precedenti di polizia anche se non era noto ai servizi. Residente a Nizza, era nato il 3 gennaio 1985 a Msaken, a una decina di chilometri a sud di Sousse, teatro la scorsa estate della strage sulla spiaggia affollata di turisti. Guidando il camion che ha falciato 84 persone gridava “Allah Akbar”. Isis ha rivendicato.
Il treno Baviera: Muhammad Ryad
Era originario dell’Afghanistan e aveva 17 anni Muhammad Ryad. Voleva vendicare un amico morto in Afghanistan uccidendo “infedeli” e su un treno da Treuchtlingen a Wurzburg ha usato un’ascia per ferire tre persone. In un video testamento l’intenzione di eseguire un attentato suicida. Durante l’attacco il ragazzo, che era un richiedente asilo, ha urlato “Allah akbar“. Anche in questo casoIsis ha rivendicato.
Ansabach: Mohammed Delel
Mohammed Delel, 27 anni, richiedente asilo siriano con problemi psichiatrici, aveva giurato fedeltà al sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi in un video trovato nel suo cellulare, e aveva promesso di compiere una strage per vendetta contro la Germania “nel nome dell’Islam“ e così si è presentato con uno zainetto esplosivo  al festival musicale di Ansbach. Il 27enne aveva già ricevuto due notifiche per l’estradizione in Bulgaria e l’ultima era arrivata lo scorso 13 luglio. 

Rouen: Adel Khermiche
Adel Khermiche, 
uno dei due boia che hanno fatto irruzione durante la messa, era invece nato a Rouen 19 anni fa e nel giro di tre mesi si era radicalizzato anche se aveva cominciato a pensare al jihad dopo la starge di Charlie Hebdo. Il giovane aveva già provato due volte ad andare in Siria, prima nel marzo 2015 e poi di nuovo tre mesi dopo, nel maggio 2015, quando era stato arrestato e posto sotto controllo giudiziario. Dopo dieci mesi di carcere, è stato nuovamente posto sotto controllo giudiziario, con gli arresti domiciliari controllati con braccialetto elettronico il 18 marzo 2016.

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