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martedì 5 luglio 2016

L'ULTIMO SCANDALO DI CORRUZIONE CHE IMPLICA ANCHE IL MINISTRO ALFANO

Questo Paese è in mano a dei Faccendieri senza scrupoli, i soldi pubblici vengono usati in gran parte per soddisfare le tasche di questi delinquenti. Oggi ci sono famiglie sull’orlo del baratro, che non riescono a mettere assieme il pranzo con la cena e questi signori continuano imperterriti a rubare . L’unica speranza è che la Magistratura faccia pulito e ci riconsegni un Paese ripulito dal marciume di cui è impregnato.
Sebastiano Campo

Corruzione Roma, la girandola dei subappalti a società fasulle per spremere il maxi appalto del contact center Inps

Ai domiciliari anche l'ex direttore generale dell'istituto di previdenza Vittorio Crecco, che secondo i pm dirigeva un "sodalizio criminoso" "ricevendo in contropartita denaro e utilità". Al centro dell'indagine le società cartiere che fornivano servizi inesistenti ai consorzi vincitori delle gare. Custodia cautelare anche per il presidente di Postel Giovanni Ialongo, accusato di dichiarazione fraudolenta in qualità di rappresentante dell'azienda
di Chiara Brusini | 5 luglio 2016

Secondo i pm dirigeva un “sodalizio criminoso” mirato a “veicolare gli interessi della organizzazione in ambito Inps/Inail“, “facendo aggiudicare gli appalti a imprese designate dal sodalizio” e “ricevendo in contropartita ingenti somme di denaro e utilità economiche anche per il figlio”. Per questo l’ex direttore generale dell’Inps Vittorio Crecco, in carica dal 2004 al 2009, è finito ai domiciliari lunedì mattina, nell’ambito dell’operazione Labirinto, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a frode fiscale, riciclaggio e truffa aggravata ai danni di enti pubblici, corruzione e concorso in riciclaggio. Le sue condotte, secondo il gip Giuseppina Guglielmi, sono “di rilevantissima gravità, potendo le dazioni di danaro di cui ha beneficiato attribuirsi solo al ruolo di vertice che ricopriva nell’interno dell’Inps”. Ruolo che il faccendiere Raffaele Pizza, secondo i pm mente dell’organizzazione, sosteneva di avergli fatto avere per intercessione di Silvio Berlusconi, a cui lo aveva presentato ad Arcore. “Sei mesi prima andiamo ad Arcore (…) Vittorio Crecco che è un genio assoluto (…) dice al Cavaliere di dare un milione di lire ai pensionati e gli fece tutta l’operazione 7-8 mesi prima delle elezioni”, spiegava intercettato, definendo Crecco “mitico”, I contratti di subappalto fittizi per “spicciare un po’ di soldi” – Nel mirino della magistratura romana, che ha iscritto nel registro degli indagati tra gli altri il deputato Ncd Antonio Marotta e l’ex sottosegretario Giuseppe Pizza, fratello di Raffaele, sono finiti in particolare i subappalti in favore di quelle che vengono definite “società cartiere” (create cioè solo per far loro emettere false fatture) di lotti di servizi per la gestione del contact center che l’istituto di previdenza condivide con quello per l’assicurazione degli infortuni sul lavoro (Inail). Per i pm gli indagati hanno “simulato fittizi contratti di subappalto” e “accordi commerciali” per veicolare sui conti delle cartiere soldi che venivano poi spartiti tra Crecco e il figlio Gianluca, Raffaele Pizza e Marotta. Che le attività oggetto delle fatture fossero inesistenti, secondo il gip, lo hanno dimostrato le indagini e i colloqui intercettati tra gli indagati. “Spicciavano un po’ di soldi in contanti per pagare il nero … per esempio davano 100 e gli restituivano 80 in contanti”, spiegava per esempio in una conversazione del novembre 2014 il commercialista Alberto Orsini, che ha costituito tutte le società cartiere e ne gestiva la contabilità. A Crecco, rileva l’ordinanza, Orsini “ha dichiarato di aver corrisposto, per gli anni, 2009/2011, la somma di 250.000 euro”. Nelle carte c’è anche il nome dell’attuale presidente dell’Inps Tito Boeri. “Boeri ci penso io”, assicurava Raffaele Pizza, intercettato, sostenendo di poter arrivare all’economista attraverso l’ex ad di Poste Massimo Sarmi, il quale “se gli dico una cosa la fa, capito, non rompesse il…”.

La giostra di società cartiere per chiedere di più all’Inps – Stando all’impianto dell’accusa, i raggruppamenti di imprese capeggiati dalla società del gruppo Poste Postelink (oggi Postel) e Transcom Worldwide – vincitrici rispettivamente degli appalti banditi dall’Inps nel 2004 e nel 2010 – hanno affidato l’esecuzione di lavori mai svolti a società costituite ad hoc. Obiettivo finale, si legge nell’ordinanza del gip, “consentire alle società titolari di appalti pubblici di imputare le maggiori o ingiustificate uscite dalle casse sociali al pagamento dei corrispettivi dovuti alle cartiere per il servizio reso”. In aggiunta, “parte delle rimesse di danaro venivano restituite alle società che effettuavano i pagamenti per la formazione di fondi neri“. Secondo le indagini, questa triangolazione ha permesso di movimentare milioni di euro ed è stata resa possibile dalla collaborazione di alcuni manager ed ex manager dei consorzi che si erano aggiudicati gli appalti pubblici. Per questo il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Paolo Baldelli, ex amministratore delegato del consorzio Postelink: per lui l’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato per aver “indotto in errore l’istituto previdenziale documentando falsamente”, “attraverso più fatture emesse dal consorzio”, forniture di servizi in realtà mai effettuati da una delle società cartiere, la Phoenix 2009, per un importo di oltre 1,8 milioni di euro. Importo “poi riversato nelle fatture emesse dallo stesso consorzio Postelink nei confronti di Inps e da quest’ultimo liquidate”. Ai domiciliari invece Giovanni Ialongo, ex presidente di Poste italiane e dal 2006 presidente di Postel, accusato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti emesse da Phoenix per 786mila euro: in qualità di legale rappresentante di Postel avrebbe “annotato in contabilità societaria e nella dichiarazione annuale” per il 2010 “elementi passivi fittizi” per 786mila euro per evadere le imposte.
L’incarico scaduto e i 38 mesi di “affidamenti diretti” - Nel 2004 a vincere la gara triennale da 40,8 milioni di euro per la gestione del contact center (numero verde e comunicazione con iscritti e pensionati via Voip e Skype) che l’Inps condivide con l’Inail era stato appunto il raggruppamento di imprese che vedeva il consorzio Postelink come capofila. Alla scadenza del contratto, il 31 luglio 2007, la fornitura del servizio è stata prorogata per ulteriori 38 mesi, fino al settembre 2010, “sulla base”, ricorda l’ordinanza, “di affidamenti diretti temporanei concessi dagli Enti appaltanti”. Una proroga motivata con l’impossibilità di indire una nuova gara di appalto perché nel frattempo un operatore escluso dalla precedente aveva fatto ricorso e c’era un contenzioso pendente davanti al Consiglio di Stato. A fronte della proroga, il consorzio Postelink ha ricevuto per i servizi svolti fino al 2010 un totale di 90 milioni di euro, più Iva, “con un incremento pari a più del doppio rispetto a quelli pagati per i primi 36 mesi di durata dell’appalto”.
I servizi aggiuntivi “sollecitati e avallati” da Crecco e i subappalti senza documentazione - Non solo: “In aggiunta il Consorzio, sempre nel corso del 2005, si aggiudicava un’ulteriore fornitura per “servizi di supporto al recupero crediti mediante campagna di sollecito alla riscossione di avviso di pagamento'” e “per queste ulteriori attività, tra il 2005 ed il 2012, venivano disposti dall’Inps pagamenti per oltre 17 milioni di euro”. Servizi affidati tutti, stando a quanto risultato dalle indagini, “mediante trattativa privata” e su iniziativa “sollecitata ed avallata dal Direttore Generale, che era all’epoca Vittorio Crecco”. E’ in questo quadro che si inserisce la girandola dei subappalti. A partire da quello a favore di Phoenix proprio per il “supporto al recupero crediti”. Peccato che il rapporto tra Phoenix e Postelink sia privo di qualsiasi documentazione contrattuale, annota il gip, tanto che “l’esistenza di un subappalto è stata ricostruita dalla PG solo sulla base della documentazione fiscale e delle sommarie informazioni testimoniali assunte da persone informate dei fatti”.
Nei documenti relativi alla Phoenix sono state trovate le annotazioni “Crecco 100.000″. “LP 60.0000″, “CR 30.000″.  Con parte degli introiti derivanti dall’accredito delle somme di cui al fatturato della Phoenix, ritengono gli inquirenti, sono state sostenute spese per viaggi per Malta e Tripoli per un costo di 15.871 euro. Nello specifico, “sono stati rinvenuti documenti riferiti all’acquisto di biglietti aerei per la destinazione di Tripoli a nome di Raffaele Pizza, Vittorio Crecco, Marcello Dell’Utri e tale Pasquale Santoro per i giorni dal 15 al 17 novembre 201o”.

Il “termine perentorio” spostato di quattro giorni - Arrivata la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso pendente, nell’ottobre 2008 l’Inps pubblica il nuovo bando di gara per il contact center. Risulterà vincitore, dopo un iter durato due anni, il raggruppamento di imprese guidato Transcom Worldwide in associazione temporanea di impresa con Visiant contact center e Visiant Galileo. Per un importo, su base triennale, di 118 milioni di euro. Secondo la procura guidata da Giuseppe Pignatone, però, in quella aggiudicazione non tutto è filato liscio. L’11 maggio 2009, a un’ora e 15 minuti dalla scadenza del “termine perentorio ed inderogabile” stabilito dall’Inps per la consegna delle offerte, l’allora direttore centrale risorse strumentali dell’istituto Rossana Casella ha prorogato di quattro giorni il tempo a disposizione per partecipare al bando “dichiarando, falsamente, che a quel momento non risultava presentata alcuna offerta”. In realtà, si legge nell’ordinanza, il plico con l’offerta del raggruppamento temporaneo di impresa Auselda era già stato depositato. Grazie alla proroga, i raggruppamenti Postelink e Transcom Worldwide – che sarebbe appunto risultato vincitore – ebbero tutto il tempo per presentare a loro volta le proprie offerte. La Casella lunedì è finita in custodia cautelare in carcere con l’accusa di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Anche il raggruppamento guidato da Transcom, in seguito, “conferirà subappalti fittizi, strumentali al trasferimento di consistenti somme di denaro, previo accredito delle somme sui conti Tempora Srl e/o a Dacom service srl, in favore di Alberto Orsini e di Raffaele Pizza”.

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