Questo Paese è in mano a
dei Faccendieri senza scrupoli, i soldi pubblici vengono usati in gran parte
per soddisfare le tasche di questi delinquenti. Oggi ci sono famiglie sull’orlo
del baratro, che non riescono a mettere assieme il pranzo con la cena e questi
signori continuano imperterriti a rubare . L’unica speranza è che la
Magistratura faccia pulito e ci riconsegni un Paese ripulito dal marciume di
cui è impregnato.
Sebastiano Campo
Corruzione Roma, la girandola dei subappalti a società
fasulle per spremere il maxi appalto del contact center Inps
Ai domiciliari anche l'ex direttore generale
dell'istituto di previdenza Vittorio Crecco, che secondo i pm dirigeva un
"sodalizio criminoso" "ricevendo in contropartita denaro e
utilità". Al centro dell'indagine le società cartiere che fornivano
servizi inesistenti ai consorzi vincitori delle gare. Custodia cautelare anche
per il presidente di Postel Giovanni Ialongo, accusato di dichiarazione
fraudolenta in qualità di rappresentante dell'azienda
Secondo i pm dirigeva un “sodalizio criminoso” mirato a
“veicolare gli interessi della organizzazione in ambito Inps/Inail“, “facendo
aggiudicare gli appalti a imprese designate dal sodalizio” e “ricevendo in
contropartita ingenti somme di denaro e utilità economiche anche per il
figlio”. Per questo l’ex direttore generale dell’Inps Vittorio Crecco, in
carica dal 2004 al 2009, è finito ai domiciliari lunedì mattina, nell’ambito
dell’operazione Labirinto, con l’accusa di associazione per delinquere
finalizzata a frode fiscale, riciclaggio e truffa aggravata ai danni di enti
pubblici, corruzione e concorso in riciclaggio. Le sue condotte, secondo il gip
Giuseppina Guglielmi, sono “di rilevantissima gravità, potendo le dazioni di
danaro di cui ha beneficiato attribuirsi solo al ruolo di vertice che ricopriva
nell’interno dell’Inps”. Ruolo che il faccendiere Raffaele Pizza, secondo i pm
mente dell’organizzazione, sosteneva di avergli fatto avere per intercessione
di Silvio Berlusconi, a cui lo aveva presentato ad Arcore. “Sei mesi prima
andiamo ad Arcore (…) Vittorio Crecco che è un genio assoluto (…) dice al
Cavaliere di dare un milione di lire ai pensionati e gli fece tutta
l’operazione 7-8 mesi prima delle elezioni”, spiegava intercettato, definendo
Crecco “mitico”, I contratti di subappalto fittizi per “spicciare un po’ di
soldi” – Nel mirino della magistratura romana, che ha iscritto nel registro
degli indagati tra gli altri il deputato Ncd Antonio Marotta e l’ex
sottosegretario Giuseppe Pizza, fratello di Raffaele, sono finiti in
particolare i subappalti in favore di quelle che vengono definite “società
cartiere” (create cioè solo per far loro emettere false fatture) di lotti di
servizi per la gestione del contact center che l’istituto di previdenza
condivide con quello per l’assicurazione degli infortuni sul lavoro (Inail).
Per i pm gli indagati hanno “simulato fittizi contratti di subappalto” e
“accordi commerciali” per veicolare sui conti delle cartiere soldi che venivano
poi spartiti tra Crecco e il figlio Gianluca, Raffaele Pizza e Marotta. Che le
attività oggetto delle fatture fossero inesistenti, secondo il gip, lo hanno
dimostrato le indagini e i colloqui intercettati tra gli indagati. “Spicciavano
un po’ di soldi in contanti per pagare il nero … per esempio davano 100 e gli
restituivano 80 in contanti”, spiegava per esempio in una conversazione del
novembre 2014 il commercialista Alberto Orsini, che ha costituito tutte le
società cartiere e ne gestiva la contabilità. A Crecco, rileva l’ordinanza,
Orsini “ha dichiarato di aver corrisposto, per gli anni, 2009/2011, la somma di
250.000 euro”. Nelle carte c’è anche il nome dell’attuale presidente dell’Inps
Tito Boeri. “Boeri ci penso io”, assicurava Raffaele Pizza, intercettato,
sostenendo di poter arrivare all’economista attraverso l’ex ad di Poste Massimo
Sarmi, il quale “se gli dico una cosa la fa, capito, non rompesse il…”.
La giostra di società cartiere per chiedere di più
all’Inps – Stando all’impianto dell’accusa, i raggruppamenti di imprese
capeggiati dalla società del gruppo Poste Postelink (oggi Postel) e Transcom
Worldwide – vincitrici rispettivamente degli appalti banditi dall’Inps nel 2004
e nel 2010 – hanno affidato l’esecuzione di lavori mai svolti a società
costituite ad hoc. Obiettivo finale, si legge nell’ordinanza del gip,
“consentire alle società titolari di appalti pubblici di imputare le maggiori o
ingiustificate uscite dalle casse sociali al pagamento dei corrispettivi dovuti
alle cartiere per il servizio reso”. In aggiunta, “parte delle rimesse di
danaro venivano restituite alle società che effettuavano i pagamenti per la
formazione di fondi neri“. Secondo le indagini, questa triangolazione ha
permesso di movimentare milioni di euro ed è stata resa possibile dalla
collaborazione di alcuni manager ed ex manager dei consorzi che si erano
aggiudicati gli appalti pubblici. Per questo il gip ha disposto la custodia
cautelare in carcere per Paolo Baldelli, ex amministratore delegato del
consorzio Postelink: per lui l’accusa è di truffa aggravata ai danni dello
Stato per aver “indotto in errore l’istituto previdenziale documentando
falsamente”, “attraverso più fatture emesse dal consorzio”, forniture di
servizi in realtà mai effettuati da una delle società cartiere, la Phoenix
2009, per un importo di oltre 1,8 milioni di euro. Importo “poi riversato nelle
fatture emesse dallo stesso consorzio Postelink nei confronti di Inps e da
quest’ultimo liquidate”. Ai domiciliari invece Giovanni Ialongo, ex presidente
di Poste italiane e dal 2006 presidente di Postel, accusato di dichiarazione
fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti emesse da
Phoenix per 786mila euro: in qualità di legale rappresentante di Postel avrebbe
“annotato in contabilità societaria e nella dichiarazione annuale” per il 2010
“elementi passivi fittizi” per 786mila euro per evadere le imposte.
L’incarico scaduto e i 38 mesi di “affidamenti diretti” -
Nel 2004 a vincere la gara triennale da 40,8 milioni di euro per la gestione
del contact center (numero verde e comunicazione con iscritti e pensionati via
Voip e Skype) che l’Inps condivide con l’Inail era stato appunto il
raggruppamento di imprese che vedeva il consorzio Postelink come capofila. Alla
scadenza del contratto, il 31 luglio 2007, la fornitura del servizio è stata
prorogata per ulteriori 38 mesi, fino al settembre 2010, “sulla base”, ricorda
l’ordinanza, “di affidamenti diretti temporanei concessi dagli Enti
appaltanti”. Una proroga motivata con l’impossibilità di indire una nuova gara
di appalto perché nel frattempo un operatore escluso dalla precedente aveva
fatto ricorso e c’era un contenzioso pendente davanti al Consiglio di Stato. A
fronte della proroga, il consorzio Postelink ha ricevuto per i servizi svolti
fino al 2010 un totale di 90 milioni di euro, più Iva, “con un incremento pari
a più del doppio rispetto a quelli pagati per i primi 36 mesi di durata
dell’appalto”.
I servizi aggiuntivi “sollecitati e avallati” da Crecco e
i subappalti senza documentazione - Non solo: “In aggiunta il Consorzio, sempre
nel corso del 2005, si aggiudicava un’ulteriore fornitura per “servizi di supporto
al recupero crediti mediante campagna di sollecito alla riscossione di avviso
di pagamento'” e “per queste ulteriori attività, tra il 2005 ed il 2012,
venivano disposti dall’Inps pagamenti per oltre 17 milioni di euro”. Servizi
affidati tutti, stando a quanto risultato dalle indagini, “mediante trattativa
privata” e su iniziativa “sollecitata ed avallata dal Direttore Generale, che
era all’epoca Vittorio Crecco”. E’ in questo quadro che si inserisce la
girandola dei subappalti. A partire da quello a favore di Phoenix proprio per
il “supporto al recupero crediti”. Peccato che il rapporto tra Phoenix e
Postelink sia privo di qualsiasi documentazione contrattuale, annota il gip,
tanto che “l’esistenza di un subappalto è stata ricostruita dalla PG solo sulla
base della documentazione fiscale e delle sommarie informazioni testimoniali
assunte da persone informate dei fatti”.
Nei documenti relativi alla Phoenix sono state trovate le
annotazioni “Crecco 100.000″. “LP 60.0000″, “CR 30.000″. Con parte degli introiti derivanti
dall’accredito delle somme di cui al fatturato della Phoenix, ritengono gli
inquirenti, sono state sostenute spese per viaggi per Malta e Tripoli per un
costo di 15.871 euro. Nello specifico, “sono stati rinvenuti documenti riferiti
all’acquisto di biglietti aerei per la destinazione di Tripoli a nome di
Raffaele Pizza, Vittorio Crecco, Marcello Dell’Utri e tale Pasquale Santoro per
i giorni dal 15 al 17 novembre 201o”.
Il “termine perentorio” spostato di quattro giorni -
Arrivata la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso pendente, nell’ottobre
2008 l’Inps pubblica il nuovo bando di gara per il contact center. Risulterà
vincitore, dopo un iter durato due anni, il raggruppamento di imprese guidato
Transcom Worldwide in associazione temporanea di impresa con Visiant contact
center e Visiant Galileo. Per un importo, su base triennale, di 118 milioni di
euro. Secondo la procura guidata da Giuseppe Pignatone, però, in quella
aggiudicazione non tutto è filato liscio. L’11 maggio 2009, a un’ora e 15
minuti dalla scadenza del “termine perentorio ed inderogabile” stabilito
dall’Inps per la consegna delle offerte, l’allora direttore centrale risorse
strumentali dell’istituto Rossana Casella ha prorogato di quattro giorni il
tempo a disposizione per partecipare al bando “dichiarando, falsamente, che a
quel momento non risultava presentata alcuna offerta”. In realtà, si legge
nell’ordinanza, il plico con l’offerta del raggruppamento temporaneo di impresa
Auselda era già stato depositato. Grazie alla proroga, i raggruppamenti
Postelink e Transcom Worldwide – che sarebbe appunto risultato vincitore –
ebbero tutto il tempo per presentare a loro volta le proprie offerte. La
Casella lunedì è finita in custodia cautelare in carcere con l’accusa di falso
ideologico commesso da pubblico ufficiale. Anche il raggruppamento guidato da
Transcom, in seguito, “conferirà subappalti fittizi, strumentali al
trasferimento di consistenti somme di denaro, previo accredito delle somme sui
conti Tempora Srl e/o a Dacom service srl, in favore di Alberto Orsini e di
Raffaele Pizza”.

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