LETTERA APERTA
AL PAPA
Santità
concordo con la Sua Omelia, chi si arricchisce con lo sfruttamento dell’essere
umano e con il lavoro nero è un delinquente, ma vorrei ascoltare dalle Sue parole
anche dei giudizi verso un Governo che sta riducendo alla fame il suo Popolo,
un Governo che spreme gli imprenditori con tasse dirette e indirette che
arrivano al 73% sul reddito , un Governo
che applica le accise più alte del mondo sui carburanti, un Governo che toglie
la speranza di un fine vita decente ai Pensionati e che non permetterà alle
nuove generazioni di poter avere un futuro pensionistico, un Governo che sta
distruggendo la Famiglia con una legge sulle unioni civili indegna per un Paese
con le nostre tradizioni e i nostri equilibri sociali…. e potrei continuare
ancora, ma mi sembra abbastanza……Aspetto una Sua presa di posizione..
Sebastiano
Campo
Papa Francesco: “Chi si arricchisce con sfruttamento e
lavoro nero è una sanguisuga che rende schiava la gente”
Nell’omelia della messa celebrata nella cappella della
sua residenza di Casa Santa Marta, Bergoglio torna a condannare la "nuova
schiavitù": "E' un peccato mortale"
di Francesco
Antonio Grana | 19 maggio 2016
“Chi accumula ricchezze con sfruttamento, lavoro in nero,
contratti ingiusti, è una sanguisuga che rende schiava la gente”. Papa
Francesco è tornato con forza a condannare il “lavoro sporco” nell’omelia della
messa celebrata come ogni mattina nella cappella della sua residenza di Casa
Santa Marta. “Il sangue di chi è sfruttato nel lavoro – ha affermato Bergoglio
– è un grido di giustizia al Signore. Lo sfruttamento del lavoro, nuova
schiavitù, è un peccato mortale. Le ricchezze in se stesse sono buone, ma sono
relative. Vanno messe al giusto posto. Non si può vivere per le ricchezze. È
più importante un bicchier d’acqua nel nome di Gesù che tutte le ricchezze
accumulate con lo sfruttamento della gente”.
Il tema del lavoro è da sempre al centro del pontificato di
Francesco. A Cagliari, nel suo secondo viaggio in Italia dopo l’elezione,
incontrando i tanti disoccupati e cassa integrati Bergoglio condannò “il lavoro
disumano, il lavoro schiavo, il lavoro senza la giusta sicurezza”,
sottolineando che “non portare il pane a casa vuol dire non avere dignità”. Più
volte Francesco ha denunciato che ci sono “milioni di uomini e donne e
addirittura bambini schiavi del lavoro. Questo è contro Dio e contro la dignità
della persona umana”. Nei suoi moniti contro lo sfruttamento delle persone, il
Papa ha sempre avuto una particolare attenzione per le donne “troppe volte
licenziate perché incinte” e vittime di una “scandalosa disparità di
retribuzione”.
Sulla ricchezza concentrata nelle mani di molti a discapito
di tanta miseria presente nel mondo, il Papa si era espresso nella catechesi
dell’udienza generale del mercoledì commentando la parabola del ricco Epulone e
del povero Lazzaro. Quest’ultimo, per Francesco, “rappresenta bene il grido
silenzioso dei poveri di tutti i tempi e la contraddizione di un mondo in cui immense
ricchezze e risorse sono nelle mani di pochi. Gesù dice che un giorno
quell’uomo ricco morì: i poveri e i ricchi muoiono, hanno lo stesso destino,
come tutti noi, non ci sono eccezioni a questo”. Bergoglio ha sottolineato che
“ignorare il povero è disprezzare Dio! Questo dobbiamo impararlo bene: ignorare
il povero è disprezzare Dio. Quante volte tanta gente fa finta di non vedere i
poveri! Per loro i poveri non esistono”.
Sempre durante l’omelia della messa a Casa Santa Marta,
Francesco ha affermato che “i soldi e il potere distruggono la Chiesa”.
Sottolineando che “nessuno può sentirti una persona santa e pulita” perché
questa “tentazione dell’arrampicarsi” si verifica in ogni istituzione della
Chiesa: parrocchie, collegi, anche nei vescovadi”.

Nessun commento:
Posta un commento