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martedì 17 maggio 2016

VICINO IL FALLIMENTO DEL COMPARTO PRODUTTIVO PRATESE ED ITALIANO MA NOI VOGLIAMO EVITARLO!


VICINO IL FALLIMENTO  DEL  COMPARTO  PRODUTTIVO  PRATESE ED ITALIANO
MA NOI VOGLIAMO EVITARLO!


Cosa è successo al comparto produttivo Pratese dal 1979 ad oggi ?
Prato era in quegli anni il centro tessile più importante d’Europa, con 25 mila telai, almeno 150 finissaggi, 500 Filature cardate, senza considerare  roccature, orditure e altre lavorazioni minori .
Oggi il centro tessile di Prato dispone di 3000  telai, 40  finissaggi  e  40  filature cardate, sempre senza considerare roccature, orditure e altre lavorazioni minori.
Questa situazione ha fatto perdere pIù di 30 Mila posti di lavoro, considerando che la città di Prato censisce una popolazione di 190.000 abitanti, compreso bambini e pensionati, stiamo constatando che più del 20% della popolazione si trova senza lavoro e la percentuale come minimo raddoppia se consideriamo la forza lavoro.
Chiediamo ai sindacati e alla Politica cittadina: come sono stati ricollocati e se sono stati ricollocati questi lavoratori ?
Il tracollo del comparto tessile ha fatto sì che anche molte attività commerciali hanno dovuto abbassare le saracinesche, questa forza lavoro non l’ho considerata nel novero dei posti di lavoro persi.
E’ una situazione di impoverimento spaventosa, che riduce una città fra le più ricche d’Italia in una condizione di grande sofferenza per le famiglie che la popolano.
Come ha risposto e come risponde la Politica , sindacati compresi, per risollevare le sorti di Prato ?
Ad oggi vediamo navigare a vista, senza un progetto a breve o lungo termine, soggetti politici buoni solo a chiacchiere e ad una gestione puramente amministrativa del gettito che i cittadini sono costretti ad elargire.
Una Politica che non riesce a rinnovare la rete idrica , vediamo le continue perdite di acqua in varie parti della città, che non riesce a curare le vie della città, se non in alcune zone di interesse elettorale, oggi in molte zone conviene girare con un fuoristrada, tale è l’incuria delle strade.
Abbiamo voluto prendere in esame la città in cui abbiamo la nostra sede, ma la situazione descritta, con i dovuti cambiamenti di settori lavorativi, affligge tutta la nostra penisola:
Dopo l’accordo fatto dai “governanti” ed i sindacati CGL CSL e UIL, gli operai hanno perso la sicurezza del posto di lavoro, ma cosa più grave hanno dovuto accettare obbligatoriamente salari non in linea col costo della vita;
Le ditte più importanti che garantivano numerosi posti di lavoro continuano ad essere vendute a multinazionali straniere che sistematicamente licenziano gli italiani, per poi portare all’estero la produzione e tutto con il benestare di chi gestisce attualmente la politica; tutte le aziende di stato vengono cedute a costo zero perdendone il ricavato, ma ai cittadini viene chiesto di provvedere al pagamento dei debiti (vedi Alitalia ed altro) e l’accettazione dell’aumento dei prezzi dei servizi che queste ditte garantivano (vedi ferrovie, Alitalia, Acque, etc.).
L’Italia è oppressa ormai da un continuo impoverimento ed indebitamento, la popolazione ricorre sempre più al vecchio metodo, molto in uso nel dopoguerra, dell’impegno dei propri beni.
Purtroppo bisogna anche evidenziare il lassismo dei giovani, incapaci di impegnarsi nella difesa dei sacrifici fatti dai loro genitori, ed incapaci di controbattere a questa dittatura politica che toglie diritti dovuti e conquistati negli anni con sacrificio di tutta la comunità e col sangue.
I cittadini hanno bisogno di risposte e il nostro Movimento è a disposizione per combattere questa inefficienza e ridare un futuro ai nostri territori.

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