VICINO
IL FALLIMENTO DEL COMPARTO
PRODUTTIVO PRATESE ED ITALIANO
MA
NOI VOGLIAMO EVITARLO!
Cosa
è successo al comparto produttivo Pratese dal 1979 ad oggi ?
Prato
era in quegli anni il centro tessile più importante d’Europa, con 25 mila
telai, almeno 150 finissaggi, 500 Filature cardate, senza considerare roccature, orditure e altre lavorazioni
minori .
Oggi
il centro tessile di Prato dispone di 3000
telai, 40 finissaggi e 40 filature cardate, sempre senza considerare
roccature, orditure e altre lavorazioni minori.
Questa
situazione ha fatto perdere pIù di 30 Mila posti di lavoro, considerando che la
città di Prato censisce una popolazione di 190.000 abitanti, compreso bambini e
pensionati, stiamo constatando che più del 20% della popolazione si trova senza
lavoro e la percentuale come minimo raddoppia se consideriamo la forza lavoro.
Chiediamo
ai sindacati e alla Politica cittadina: come sono stati ricollocati e se sono
stati ricollocati questi lavoratori ?
Il
tracollo del comparto tessile ha fatto sì che anche molte attività commerciali
hanno dovuto abbassare le saracinesche, questa forza lavoro non l’ho
considerata nel novero dei posti di lavoro persi.
E’
una situazione di impoverimento spaventosa, che riduce una città fra le più
ricche d’Italia in una condizione di grande sofferenza per le famiglie che la
popolano.
Come
ha risposto e come risponde la Politica , sindacati compresi, per risollevare
le sorti di Prato ?
Ad
oggi vediamo navigare a vista, senza un progetto a breve o lungo termine, soggetti
politici buoni solo a chiacchiere e ad una gestione puramente amministrativa
del gettito che i cittadini sono costretti ad elargire.
Una
Politica che non riesce a rinnovare la rete idrica , vediamo le continue
perdite di acqua in varie parti della città, che non riesce a curare le vie
della città, se non in alcune zone di interesse elettorale, oggi in molte zone
conviene girare con un fuoristrada, tale è l’incuria delle strade.
Abbiamo
voluto prendere in esame la città in cui abbiamo la nostra sede, ma la
situazione descritta, con i dovuti cambiamenti di settori lavorativi, affligge
tutta la nostra penisola:
Dopo
l’accordo fatto dai “governanti” ed i sindacati CGL CSL e UIL, gli operai hanno
perso la sicurezza del posto di lavoro, ma cosa più grave hanno dovuto
accettare obbligatoriamente salari non
in linea col costo della vita;
Le
ditte più importanti che garantivano numerosi posti di lavoro continuano ad
essere vendute a multinazionali straniere che sistematicamente licenziano gli
italiani, per poi portare all’estero la produzione e tutto con il benestare di
chi gestisce attualmente la politica; tutte le aziende di stato vengono cedute
a costo zero perdendone il ricavato, ma ai cittadini viene chiesto di
provvedere al pagamento dei debiti (vedi Alitalia ed altro) e l’accettazione
dell’aumento dei prezzi dei servizi che queste ditte garantivano (vedi
ferrovie, Alitalia, Acque, etc.).
L’Italia
è oppressa ormai da un continuo impoverimento ed indebitamento, la popolazione
ricorre sempre più al vecchio metodo, molto in uso nel dopoguerra, dell’impegno
dei propri beni.
Purtroppo
bisogna anche evidenziare il lassismo dei giovani, incapaci di impegnarsi nella
difesa dei sacrifici fatti dai loro genitori, ed incapaci di controbattere a
questa dittatura politica che toglie diritti dovuti e conquistati negli anni
con sacrificio di tutta la comunità e col sangue.
I
cittadini hanno bisogno di risposte e il nostro Movimento è a disposizione per
combattere questa inefficienza e ridare un futuro ai nostri territori.

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