Unioni civili, governo mette la fiducia sul ddl
alla Camera. Cei: “Sconfitta per tutti”
Tutti i “parlamentari” si lamentano per la
nuova richiesta di fiducia da parte dello pseudo governo per far passare la
legge sulle unioni civili, ma tutti sanno che possono sfiduciarlo per
incostituzionalità, è mai possibile che nessuno lo faccia e continuino solo a
lamentarsi?
La domanda sorge quindi spontanea: “è tutto
dettato da ignoranza in materia o dalla difficoltà di accettare di confrontarsi
in nuove e legali elezioni”?
La prima
"chiama" nominale per i deputati sarà mercoledì 11 alle 14.10. Il
provvedimento attende l'ultima approvazione prima di diventare legge. Lega
Nord, M5s e Forza Italia contro la decisione dell'esecutivo: "Parlamento
come uno zerbino". Polemiche anche da parlamentari di Area popolare:
"Intervenga Mattarella"
Il governo annuncia che chiederà la fiducia sul ddl Unioni civili,protestano non solo le opposizioni ma anche la
Chiesa cattolica. “L’esecutivo ha le sue logiche”, ha detto il segretario
generale della Cei monsignor Nunzio Galantino, “le sue esigenze,
probabilmente avrà anche le sue ragioni, ma il voto di fiducia, non solo per
questo governo ma anche per quelli passati, spesso rappresenta una sconfitta
per tutti”. E ha concluso dicendo che la politica deve tornare a mettere al
centro la famiglia: “C’è la necessità di politiche che siano più attente, e che
davvero mettano al centro l’importanza della famiglia fatta di madre,
padre, figli. La famiglia non deve stare a cuore solo alla
Chiesa, ma a tutti, a tutta la società. Quello della famiglia non è un ruolo
sussidiario o marginale. Questo la società deve capirlo”. A febbraio scorso era stato il cardinale Angelo Bagnasco a
intervenire sul provvedimento invocando l’uso del “voto segreto” e la sua
dichiarazione era stata duramente contestata dalla maggioranza.
Le polemiche sono
arrivate soprattutto dai banchi delle opposizioni, ma anche da alcuni
parlamentari di Area popolare Maurizio Sacconi e Alessandro Pagano che
hanno invocato l’intervento del capo dello Stato: “Solo il Presidente della
Repubblica potrebbe evitare una tale lacerazione della nazione rinviando il
testo alle Camere per i molti profili di incostituzionalità“.
Ma non solo in Parlamento ci sono state resistenze al provvedimento. Proprio oggi il candidato sindaco a Roma appoggiato da
Forza Italia Alfio Marchini ha detto che, pur “essendo favorevole al
riconoscimento di tutti i diritti civili nel rispetto delle leggi, non
celebrerò le nozze gay”. Le sue parole sono state condannate dagli
avversari Pd. “Le celebrerà il candidato dem Roberto Giachetti“, ha detto il presidente del partito Matteo
Orfini.
Intanto la riunione
dei capigruppo a Montecitorio ha stabilito che la prima “chiama” nominale
dei deputati è prevista per mercoledì 11 maggio alle 14.10. Alle 12,30
inizieranno le dichiarazioni di voto mentre
alle 10 scadrà il termine per la presentazione degli ordini del giorno. Dal
numero di questi ultimi dipenderà il giorno in cui ci sarà il voto finale sul
provvedimento.
La notizia della
fiducia, già annunciata nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio, ha
provocato numerose polemiche in Aula da parte delle opposizioni. “Il governo fa
carne di porco del Parlamento”, ha detto il capogruppo di Forza Italia Renato
Brunetta, “in maniera provocatoria. Atteggiamento aberrante e
foriero di derive autoritarie”. Così il deputato del Carroccio Massimiliano Fedriga: “Siete servi
della gleba. Applaudite pur di essere ricandidati”. “Le istituzioni devono
tutelare le opposizioni. La presidenza deve tutelare le opposizioni”, ha detto
invece Maurizio Bianconi dei Conservatori. “Questo
provvedimento è di iniziativa parlamentare, riguarda i diritti civili e mettono
lo stesso la fiducia”. “Il governo intende il Parlamento come uno zerbino”, ha
protestato Alfonso Bonafede del M5s. “Quello che è successo”, ha
detto invece Antonio Palmieri, “è una cosa che va oltre tutto quello che
abbiamo visto nella storia della Repubblica. Eravamo solo in quattro iscritti,
per soli quaranta minuti. Ricordo che Renzi aveva lasciato ai suoi libertà di
coscienza. Con la fiducia la libertà se le è presa, spero che al momento del
voto ciascuno difenda la coscienza”.
La legge è stata molto
criticata nei mesi scorsi e per una parte del mondo lgbt sarebbe ancora troppo
debole a causa dello stralcio della aprte che riguarda l’adozione del figlio
del partner. Secondo Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia è
comunque una conquista: “Comprendo alcuni mal di pancia e perplessità da parte
di esponenti della maggioranza, o la contrarietà dei partiti dell’opposizione,
ma si deve sapere che dopo trent’anni di inutili attese la decisione del
governo di porre la questione di fiducia sulle Unioni civili è, per tante e
tanti di noi, vissuta come una liberazione: finalmente si è
vicini al risultato, finalmente si fa sul serio. Ci sarà tempo per le
riflessioni e le valutazioni, ma la sostanza rimane: l’Italia è vicina a un
importante risultato storico di civiltà e diritto”.
di F. Q. |
10 maggio 2016

Nessun commento:
Posta un commento