Questa mossa li tiene in vita e permette a questi cosiddetti Governatori di continuare a gestire il denaro pubblico e spalmare i debiti che dovranno in ogni caso uscire dalle tasche di noi cittadini.
Sebastiano Campo
Articolo de "IL FATTO QUOTIDIANO" del 06 Novembre 2015
Conti pubblici, governo salva le
Regioni per decreto. Debiti spalmati su 30 anni
Approvato in consiglio dei ministri il provvedimento che
consente ai governatori di restituire con più gradualità i soldi girati dallo
Stato per pagare i fornitori. Chiamparino aveva invocato l'intervento
dell'esecutivo, senza il quale il Piemonte avrebbe dovuto versare 800 milioni
all'anno
di F. Q. | 6 novembre 2015
Il soccorso del governo alle Regioni con voragini di
bilancio, a partire dal Piemonte, è arrivato in extremis. Il consiglio dei
ministri ha approvato un decreto ad hoc che, ha spiegato il sottosegretario
Claudio De Vincenti, “consente di chiarire la contabilità delle Regioni, un
tema sollevato da Corte dei Conti, in particolare per la contabilizzazione dei
debiti passati”. Si tratta del provvedimento invocato nelle scorse settimane
dal governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, che ha annunciato le
dimissioni dalla presidenza della conferenza delle Regioni dopo che la
magistratura contabile ha certificato un buco da 5,8 miliardi nei conti
dell’ente. Di fatto una situazione di dissesto, determinata da un uso ritenuto
improprio, da parte della precedente giunta guidata da Roberto Cota, dei fondi
girati dallo Stato per pagare i debiti nei confronti dei fornitori. Il problema
come è noto riguarda anche altre regioni, dal Lazio alla Campania. Il governo
era già pronto a intervenire a fine settembre, ma la presidenza della
Repubblica ha frenato chiedendo “approfondimenti“.
In attesa di leggere il testo, stando alle anticipazioni il
decreto non concede fondi aggiuntivi ma consente ai governatori di restituire
le somme allo Stato centrale in trent’anni: un ripiano soft che abbassa la rata
annuale. Senza interventi, il Piemonte avrebbe dovuto pagare ogni anno 800 milioni
di euro. “Praticamente impossibile“, aveva avvertito Chiamparino. De Vincenti
ha sostenuto che si tratta solo di “sanare un dubbio interpretativo”. “Il senso
del decreto è evitare una doppia contabilizzazione di una restituzione che le
Regioni già devono fare allo Stato”, ha affermato. “Evitare cioè che un
problema di interpretazione della norma esistente sui debiti pregressi della
pubblica amministrazione creasse il rischio che le Regioni dovessero restituire
due volte”.
Certo è che i tempi stringono: perché le nuove regole
entrino in vigore serve la firma di Sergio Mattarella, che è in viaggio in
Estremo Oriente. Ma i governatori devono mettere mano ai bilanci entro il 30
novembre, data ultima entro la quale vanno approvati gli assestamenti.

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