Oggi
Pontefice ha onorato la terza città del centro Italia con la Sua presenza, ha
usato parole dure contro la corruzione e l’illegalità, la grande piaga del
nostro Paese.
Sebastiano Campo
Il pontefice, atteso da migliaia di persone in
fila dall'alba, ha pronunciato un breve discorso in piazza del Duomo. L'invito,
indirizzato soprattutto ai giovani: "Non rassegnatevi davanti a quelle che
sembrano difficili situazioni di convivenza; siate sempre animati dal desiderio
di stabilire dei veri e propri ‘patti di prossimità’”. E il ricordo delle sette
persone morte nel rogo di due anni fa
di Francesco Antonio Grana | 10 novembre 2015 "IL FATTO QUOTIDIANO"
“La vita di ogni comunità esige che si
combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno
dell’illegalità. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di
lottare per la verità”. Nuovo appello di Papa Francesco contro la corruzione.
Incontrando il mondo del lavoro nella piazza antistante la cattedrale di Prato,
nella prima tappa del suo viaggio in Toscana, Bergoglio ha affermato che “non
si può fondare nulla di buono sulle trame della menzogna e sulla mancanza di
trasparenza. Ricercare e scegliere sempre la verità non è facile; è però una
decisione vitale, che deve segnare profondamente l’esistenza di ciascuno e
anche della società, perché sia più giusta e onesta. La sacralità di ogni
essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno”. E a
braccio Francesco ha ricordato “i 5 uomini e le 2 donne di cittadinanza cinese
morti due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato:
dormivano e vivevano nello stesso capannone dove lavoravano. È una tragedia
dello sfruttamento e delle condizioni umane di vita e questo non è lavoro
degno”.
Le parole del Papa arrivano a pochi giorni
dall’Angelus in cui, parlando per la prima volta direttamente della vicenda
Vatileaks 2, Bergoglio ha puntato il dito contro la pubblicazione dei
“documenti rubati” della Santa Sede. Quella in Toscana è, infatti, la prima
visita pastorale di Bergoglio dopo l’arresto dei presunti “corvi”, monsignor
Lucio Angel Vallejo Balda, ancora agli arresti in Vaticano, e Francesca
Chaouqui. Non a caso a Prato il Papa ha sottolineato che “san Paolo invita i
cristiani a indossare un’armatura particolare, quella di Dio. Dice infatti di
rivestirsi delle virtù necessarie per affrontare i nostri nemici reali, che non
sono mai gli altri, ma ‘gli spiriti del male’. Al primo posto in quest’armatura
ideale compare la verità: ‘Attorno ai fianchi la verità’, scrive l’apostolo.
Dobbiamo – ha puntualizzato Francesco – cingerci di verità”.
L’invito di Bergoglio, “in tempi segnati da
incertezze e paure”, è a sostenere le iniziative in favore dei più deboli e
delle famiglie, “che vi impegnate anche ad ‘adottare’. Mentre vi adoperate – ha
aggiunto il Papa – nella ricerca delle migliori possibilità concrete di
inclusione, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà. Non rassegnatevi
davanti a quelle che sembrano difficili situazioni di convivenza; siate sempre
animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri ‘patti di prossimità’”. E
ai giovani un incoraggiamento particolare “a non cedere mai al pessimismo e
alla rassegnazione”. Conclusa la brevissima tappa a Prato, il Papa è atteso a
Firenze per intervenire al quinto convegno nazionale della Chiesa italiana
nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Subito dopo l’incontro con gli
ammalati nella Basilica della Santissima Annunziata e i pranzo con i poveri,
con piatti, posate e bicchieri di plastica, nella mensa di san Francesco
Poverino. Infine, la messa nello Stadio comunale “Artemio Franchi” con in prima
fila la moglie del premier Matteo Renzi, Agnese, con i due figli.

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