Sebastiano Campo
Aeroporto Firenze, ‘bocciato il piano di Carrai': prendiamo
atto che è non è ecosostenibile.
di Alle porte coi sassi | 12 novembre 2015 "IL FATTO QUOTIDIANO"
L’ultima tegola sull’ampliamento dell’aeroporto di Firenze
presieduto da Marco Carrai arriva dalla Regione Toscana che, secondo i
consiglieri cinquestelle, all’interno della procedura di Valutazione di Impatto
Ambientale ha bocciato il master plan della nuova pista voluta dai poteri forti
fiorentini. Di seguito l’analisi del laboratorio per Unaltracittà che sul tema,
il 20 novembre prossimo, ha organizzato una serata informativa intitolata “Il
cielo sopra Firenze. Trafficato e fuori legge”.
L’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze è praticamente
dentro la città, fra l’autostrada, il polo universitario e il quartiere di
Novoli. Una posizione in cui un aeroporto non dovrebbe stare. Per chi non lo
sapesse il vicino aeroporto intercontinentale Galileo Galilei di Pisa ha un
accesso diretto della ferrovia e potrebbe essere collegato con la stazione
centrale di Firenze in 30-40 minuti.
Ma si sa, quando si sente profumo di “grande opera” i grandi
interessi si mettono in moto. Così la Regione Toscana vende le proprie quote
della società di gestione dell’aeroporto, che finisce nelle mani del magnate
argentino Ernesto Eurnekian, coinvolto tra l’altro nel processo per bancarotta
fraudolenta della compagnia Volare, si mette alla presidenza della nuova
società Toscana Aeroporti Marco Carrai, fedelissimo a Renzi, e si dà il via
all’ampliamento dell’aeroporto con annessi e connessi milionari. Che ci sia
intorno un pezzo di città, che sia prevista la costruzione proprio lì vicino un
inceneritore, che si stravolga l’equilibrio idrogeologico di una Piana che solo
un secolare lavoro di bonifica e regimazione idraulica ha sottratto
all’impaludamento, poco importa: il dado è tratto, l’opera (grande,
naturalmente) s’ha da fare.
O meglio, tutti quei fattori, e molti altri, in realtà
importerebbero, perché un aeroporto, lo vuole la legge, è opera da sottoporre a
Valutazione di Impatto Ambientale. Ed è notizia di queste ore che, proprio
all’interno della procedura di V.I.A. gli organi tecnici della Regione Toscana
avrebbero preso posizione sulla nuova pista dell’aeroporto e detto due cose:
1) il materiale predisposto da Enac in quanto proponente non
è sufficiente, o sufficientemente chiaro ed esaustivo, per poter procedere alla
compiuta valutazione degli effetti ambientali dell’opera: “Il livello di
definizione progettuale della documentazione complessivamente depositata dal
proponente, anche a seguito delle integrazioni progettuali trasmesse, non
permette di esprimere un parere compiuto relativamente a tutte le componenti
ambientali interessate”.
2) oltre alle mancanze, ci sono tali e tanti livelli di
“criticità e di incompatibilità” che non è stato possibile esprimere un parere
positivo, seppur con prescrizioni.
Tutto questo equivale ad una bocciatura senza possibilità di
appello del progetto, che poi progetto non è: in contrasto con la normativa che
richiede un progetto definitivo, è stato infatti presentato un “master plan”,
un progetto di massima.
Che succede ora? Il compito di esprimere il parere
conclusivo sulla compatibilità ambientale dell’opera spetta al Ministero
dell’Ambiente tramite il Nucleo V.I.A. nazionale, ma la Regione Toscana ha il
compito di fornire gli esiti della propria valutazione in tale sede. Quindi la
Giunta presieduta da Enrico Rossi dovrà esprimersi a breve. Parrebbe ovvio che
la delibera di una Giunta regionale non possa che fare proprio il parere delle
sue strutture tecniche. Ma il Presidente Rossi sembra abbia già scelto una
strada per dribblare la bocciatura: parla di una valutazione più complessiva,
di tener conto di altre condizioni al contorno, di altri interventi contermini.
Si dà il caso però che uno degli interventi contermini sia
proprio l’inceneritore, opera che difficilmente potrà avere un effetto di
mitigazione nei confronti dell’aeroporto. La Giunta, e il Consiglio, si sono
inoltre già espressi sulla sistemazione complessiva dell’area, con la variante
al Pit, in sede propria, cioè di pianificazione territoriale di area vasta. Ma
la Valutazione di Impatto Ambientale di una specifica opera è altra cosa: viene
effettuata appunto nello specifico, sul progetto definitivo, entrando nel
merito tecnico scientifico degli effetti ambientali di quella soluzione
progettuale, e sono in ballo dati, numeri, quantità, elementi chimici e fisici,
non infiorettamenti dialettici o bei discorsi sulla sostenibilità o
quant’altro.
Anche se per la retorica dei dominanti ormai tutto diventa
sostenibile, anche l’opera più invasiva, sarebbe l’ora di cominciare a chiamare
le cose con il loro nome e finirla con gli ossimori tipo i missili intelligenti
o la guerra umanitaria e prendere quindi atto che il progetto di espansione
dell’aeroporto non è ambientalmente compatibile. Lo dicono i tecnici regionali,
sarebbe il caso di non sacrificare per calcoli politici anche la loro
professionalità.

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